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Cenni storici.
L' EA-6A Wild Weasel (Donnola Selvaggia), deriva dal Grumman A-6, e' un aereo da attacco bimotore, biposto, s ubsonico, imbarcato sulle portaerei, in servizio nella marina degli Stati Uniti e nel corpo dei Marines. Il prototipo volò nel 1960 e il primo velivolo di produzione A-6A entrò in servizio nel 1963. Nonostante i problemi iniziali l' A-6A fu impiegato durante la guerra del Vietnam portando a termine oltre 35.000 sortite, anche contro obiettivi pesantemente difesi, con la perdita di due soli velivoli. Tra il 1963 e il 1969 sono stati costruiti 503 Intruder, 21 dei quali convertiti in EA-6A da guerra elettronica, oggetto di queste note.
Il modello.
Nell' abitacolo è stato mantenuto inalterato il quadro strumenti, mentre ai seggiolini sono state apportate notevoli modifiche: ho carteggiato le cinture di sicurezza stampate col sedile ed ho costruito i cuscini con lamina di stagno, le cintu re con striscioline di stagnola intorno a fibie autocostruite con filo di rame, e per ultimo ho realizzato le maniglie per l'espulsione del seggiolino con fili per cucire giallo e nero incollati con vinavil tra di loro e fissati al sedile con cianoacrilato. Alle spalle dei sedili c' era una zona desolatamente vuota che ho provveduto a riempire con cavi, fili e quadri elettrici come da documentazione rintracciata su riviste e soprattutto su Internet. Ho particolareggiato i pozzetti dei carrelli con fili e quant'altro e ho realizzato tutte le tubazioni delle gambe dei carrelli stessi aggiungendo anche i cablaggi del faro anteriore e dell'antenna; tutto ciò prendendo spunto da foto del velivolo. Ho costruit o i tubi di scarico posteriori interni con settori di antenna telescopica da radio incollati con cianoacrilato (ovviamente dopo aver terminato questo lavoraccio ed avere constatato il risultato, ho vanificato il tutto rendendoli invisibili aprendo gli aerofreni davanti agli scarichi !). Il muso è stato inciso nella parte del radome, in quanto nel kit non era previsto questo tipo di muso, ed erano inoltre sbagliate le in dicazioni per colorare la deriva, il muso, gli aerofreni e gli interni degli stessi. Ho inoltre aggiunto una luce di posizione rossa sulla parte mobile del tettuccio (non prevista nel kit), realizzandola con la testa di un chiodino di ottone da navimodellismo dipinta di rosso, e sormontata da una buona dose di smalto
per unghie lucido a dare l' idea della trasparenza. Stesso sistema e' stato usato per la luce sotto al muso davanti al portello del carrello.
Volendo rappresentare l' aereo con le ali ripiegate, ho dovuto autocostruire l' interno dei piloni alari, realizzandone le pareti, gli agganci, i cavi e gli stabilizzatori di carico, questi ultimi costruiti con lamina di ottone tagliata e forata, e usando sempre i chiodini di ottone da navimodellismo per realizzare i punti di contatto con i carichi subalari, simile tecnica e' stata usata anche per serbatoi e strumenti elettronici. Nella zona di apertura delle ali, ho costruito delle cerniere che simulano il braccio di forza del meccanismo di apertura, ed ho inserito il cablaggio di comunicazione tra le parti di ali.
La colorazione.
Per la co lorazione ho usato principalmente colori Gunze. H317 per gli interni mentre per gli esterni H325 gray per la parte grigia,
e H316 Insigna White sopra una prima mano di Tamiya XF2 per le parti bianche. Quasi tutti i colori sono stati leggermente schiariti col bianco per diminuirne la saturazione.
Le decals sono quelle della scatola, che corrispondono perfettamente alle insegne del modello prescelto, e si sono dimostrate di buona qualità. Le pannellature sono state evidenziate con colori scuri ad olio, e, per non farle risaltare troppo, sono state ripassate con i colori principali (Grigio e Bianco) molto diluiti.
La basetta.
La basetta è stata realizzata con materiale plastico leggermente zigrinato, incollato su un supporto in plexiglass, e forato a intervalli re golari per permettere il posizionamento e l'incollaggio dei pozzetti di ancoraggio riprodotti in resina. Ho p oi inciso la base con un tracciatore ed ho incollato col cianoacrilato un filo di rame per simulare le saldature ricoperte delle piastre di acciaio del ponte; fatto ciò ho dato un fondo col German Grey XF 63 Tamiya, ho tracciato le strisce di appontaggio e di indicazione, ho sporcato tutto con gessetti di vari colori ed ho protetto il tutto con vari strati di trasparente opaco. In seguito ho costruito la cornice di legno, l' ho verniciata di nero ed ho fissato la targhetta
di ottone, e a conclusione di tutto ho praticato sulla basetta dei fori per incollare il modello tramite dei perni inseriti nelle ruote.
Bibliografia
Le immagini e i testi tecnici descrittivi del velivolo
sono stati esclusivamente ricercati in Internet.
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