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Cenni Storici.

La NATO Tiger Association è un esclusivo club di Gruppi e Stormi che hanno raffigurata la tigre coem emblema. Costituita nel 1959 sotto la spinta dell'allora Ministro della Difesa francese Pierre Messmer per incrementare e migliorare i rapporti tra i reparti della NATO, vi aderirono il 79th Tactical Fighter Squadron dell'United States Air Force in Europe, il N° 74 Squadron della Royal Air Force e l'Escadron de Chasse 1/12 dell'Armée de l'Air e questi furono anche i partecipanti al primo Tiger Meet nel luglio 1961 a Woodbridge, in Gran Bretagna, organizzato dal 79th TFS. Nel corso degli anni molti altri reparti, quasi una quarantina, si sono aggiunti al prestigioso club, alcuni ne sono usciti ed altri sono stati sciolti. I Gruppi possono essere “full member”, membri a pieno titolo che partecipano a tutte le attività operative e sociali, “honorary member”, che conseguono gli scopi dell'associazione, ma che, per motivi politici e organizzativi, non possono partecipare ai meeting, “probationary member”, in prova per diventare “full member” se dimostreranno di possedere il vero spirito delle tigri. Per mantenere il più possibile un discreto numero di partecipanti, l'affiliazione al club è stata aperta anche a reparti che abbiano comunque nello stemma un grosso felino, purché non si tratti di un leone, anche perché, a causa delle esigenze delle proprie forze aeree nazionali, non tutti gli Squadron possono essere sempre presenti ad ogni Tiger Meet. Il 31 Smaldeel belga è una delle più vecchie e affezionate unità tigre, essendo entrato a far parte del club nel 1962, i suoi F-16 provenienti da Kleine Brogel sono sempre stati presenti alle recenti edizioni del Tiger Meet, ed è proprio uno di questi aerei il soggetto delle seguenti note: un F 16-A che partecipò, ammiratissimo, al Tiger Meet che si svolse a Lechfeld in Germania nel Giugno del 1998.

Il modello.

Il modello viene da un incrocio tra un modello F 16-A “Tiger Meet 98” della Ditta Revell in scala 1:48, e uno “General Dinamics F16-A Plus” della Hasegawa, ed ha subito parecchie aggiunte e migliorie. Il motivo per cui si sono utilizzate due scatole è che il modello Revell era bello sotto certi aspetti, ma aveva una scomposizione della parte superiore che non consentiva l' allineamento dei pannelli del dorso con quelli della fusoliera. Il modello Hasegawa è veramente molto ben fatto, e utilizzandone la fusoliera e altre parti ho ottenuto comunque il risultato voluto.

L' abitacolo.

La vasca e il quadro strumenti sono Hasegawa, colorati ad acrilico con Tamiya XF 19 schiarito con Bianco, il seggiolino è Revell con aggiunta di cuscini, cinture, cavo per ossigeno e guide di espulsione autocostruite. Sono state anche ricostruite le paretine laterali dell' abitacolo, la manetta del gas sulla sinistra e la cloche sulla destra della vasca. Il tettuccio è stato completamente ricostruito al suo interno, realizzando le maniglie e i ganci di chiusura con filo di zinco molto sottile.

La fusoliera.

La fusoliera è Hasegawa, mentre l'interno dei pozzetti è Revell come i carrelli, e sono stati migliorati con l' aggiunta di cavetti e tubazioni varie oltre che di decals colorate per simulare le targhette di servizio. Le antennine laterali del radome sono state ottenute con la punta di spilli incollati con cianoacrilato, mentre il cono di scarico è stato particolareggiato con zanzariera in plastica per riprodurre il meccanismo di attuazione e lamelle ritagliate da un lamierino di ottone per riprodurre i petali interni. La deriva è Revell, in quanto ha l' alloggiamento per il parafreno, mentre il serbatoio ventrale è Hasegawa.

La colorazione.

Assemblato il tutto sono passato alla colorazione di questa livrea molto particolare. Nella scatola Revell era disponibile un foglio decal con la riproduzione delle striature da riportare sulle ali, ma avrebbero nascosto completamente i dettagli di superficie, per cui ho deciso di ritagliare con un cutter a lama girevole il nastro da carrozzaio seguendo i contorni delle decals. (Proteggendole prima con un foglio di acetato). Una volta ricavate le mascherature ho colorato tutto di bianco XF2 Tamiya, poi di giallo (Gunze H329 + 2 % di Rosso Tamiya XF7); ho aspettato che seccasse il tutto per bene, ed ho mascherato tutta la superficie delle ali, della fusoliera, del serbatoio e dei timoni con i ritagli realizzati, ed ho colorato tutto di nero opaco Gunze H12. Asciugato anche quest' ultimo colore, ho utilizzato il nastro da cui ho ricavato le mascherature per proteggere il nero ricoprendo praticamente tutto l'aereo seguendo i contorni del giallo, perpotere poi dare l' arancione sul giallo senza opacizzare e scolorire il nero. L' arancione, molto delicato, è stato ottenuto dal Giallo Gunze H329 + 30% di Rosso Tamiya XF7 + 200% di diluente Tamiya, e spruzzato ad aerografo ad una pressione di 0,25 Atm. Una volta colorato l' aereo con la livrea definitiva (Il presente è il risultato del terzo tentativo, visto che è stato completamente sverniciato per due volte, Sigh.!!) sono passato alla colorazione delle slitte dei missili alle estremità alari (anche queste autocostruite) e del cono di scarico con il colore alluminio della Alclad II, finendo poi i petali dello stesso con il color Acciaio della Model Master. Ho ricostruito anche l'HUD ed ho completato il tutto con i dispersori di corrente elettrostatica. A questo punto ho dato alcune mani leggere di cera Future, applicato le decals restanti, sigillato il tutto con altre mani leggere di Future, e applicato un leggero lavaggio sulle pennellature (non dimentichiamo che sono aerei che mantengono la loro livrea per poco tempo, e che sono sottoposti a notevole manutenzione e pulizia).

La basetta.

La basetta è anch' essa autocostruita con materiale plastico leggermente zigrinato, incollato su legno, dopo la colorazione ho sporcato tutto con gessetti di vari colori ed ho protetto il tutto con vari strati di trasparente opaco. In seguito ho costruito la cornice di legno, l' ho verniciata di nero ed ho fissato la targhetta di ottone, e a conclusione di tutto ho praticato sulla basetta dei fori per incollare il modello tramite dei perni inseriti nelle ruote.

 

 

 

Bibliografia.

Esclusivamente ricerca su Internet di immagini e testi tecnici descrittivi.

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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