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Cenni storici.
L' I-16, per essere un aereo russo, è piuttosto famoso. Lo ricordiamo in modo particolare nella guerra di Spagna e più avanti, nella Seconda Guerra Mondiale sul fronte orientale nei primi mesi dell'invasione tedesca. Questo esemplare in particolare, faceva parte del 4°reggimento a difesa di Leningrado, pilotato da un pilota di nome G. Tsokolayev durante il conflitto russo-finlandese del 1942.
Montaggio.
La scelt a del kit su cui dovevo lavorare è stata un pò difficile. Da subito mi ero orientato verso la scatola ICM attirato dal dettaglio superficiale ricco ed abbondante, però confrontando il modello coi piani in scala mi sono accorto che era uniformemente sottodimensionato, comunque l'abitacolo ed il vano mo tore erano piuttosto interessanti. Poi fortunatamente mi è capitato tra le mani un kit dell'Hasegawa: aperta la scatola ed accertatomi delle sue forme e dettaglio esterno, ho deciso di abbinare alle ali e fusoliera Hasegawa l'abitacolo e il motore dell'ICM. La ciliegina sulla torta è stato il trovare il set di fotoincisioni dell'Eduard per la versione con gli sci. Preso dall'entusiasmo, ho deciso di aprire abitacolo, vano motore ed armi però... il motore dell'ICM, nonostante fosse sottodimen sionato, non riusciva ad incastrarsi nello spazio previsto dall'Hasegawa: sono andato ad assottigliare con una fresa sferica le pareti interne del muso e della naca rischiando più volte di trapassarle; ho dovuto anche rifare gli scarichi che l'Hasegawa aveva previsto con un semplice rilievo, usando del filo di stagno per saldature da 1mm di diametro. Grazie alla buona flessibilità del materiale, sono riuscito rendere il complicato andamento dei tubi di scarico. L'I-16 ha un abitacolo microscopico, però i piloti e rano soliti lasciare aperto un portello laterale per entrarvi più facilmente, io ho deciso di lasciarli aperti tutti e due. Il dettaglio del pavimento è ICM incollato su plasticard da 1mm, anche il seggiolino è ICM, le centinature sono in plasticard e il resto, poco, è fotoinciso. Chiusa la fusoliera, ho rimosso le superfici di coda rifacendo i caratteristici sportelli copri cerniera, senza dimenticare la barra che congiunge le due parti mobili. Il tettuccio è una copia in vacuform di quello dell'Hasegawa. Il vano armi è completamente autocostruito come la culatta del cannone. Convinto che il grosso del lavoro era ormai fatto, ho cominciato a montare il set fotoinciso per gli sci.. quanto mi sbagliavo!! Oltre a un buon paio di pinzette e una buona vista è necessaria tanta, ma tanta calma per riuscire a mettere tutto insieme, del resto sono pur sempre fotoincisioni.
Colorazione ed invecchiamento.
Ho scelto di usare la serie degli acrilici Aeromaster dedicata ai velivoli russi: l'abitacolo è in Russian Light Grey 1190 come base, con il Dark Ghost Grey 1054 dato a pennello sui dettagli. Il vano motore è in Russian Dark Grey con castello motore in Verde Oliva Humbrol 66 e motore in Metalizer della Model Master. Per gli esterni ho scelto il Russian Light Blue per il ventre e il Topside Green per il resto; come al solito, le pannellature sono state ripassate ad aerografo coi colori di base scuriti con un pò di nero mentre il centro dei pannelli è stato schiarito con un pò di bianco. Resta la parte più difficile: la mimetica invernale che volevo rendere particolarmente usurata. L'idea era di ottenere un bianco trasparente da dare a strati sovrapposti sino a raggiungere la saturazione desiderata, però in questa scala il bianco Tamiya anche se iperdiluito restava ruvido, il Gunze non riusciva a coprire il verde sottostante e l'Humbrol continuava a sputacchiare. L'unico che ha funzionato è stato il bianco opaco acrilico della Model master, quello in bustina, dato con una pressione molto bassa: 0.4-0.5 bar. Per paura di macchiare il bianco nonostante la canonica mano di trasparente lucido, sono stato molto leggero coi lavaggi ad olio, giusto il minimo per evidenziare le pannellature. Per rendere l'effetto della vernice bianca consumata dall'aria sui bordi d'attacco e per mettere in risalto le nervature del timone in tela, ho preferito i gessetti da artista verde pisello, verde vescica e verde smeraldo, che si sono dimostrati più delicati e gestibili del semplice drybrush.
Decals.
L' esemplare che avevo scelto non era presente in nessun foglio decal, neanche aftermarket, se non in quello della scatola dell' ICM, che però era inutilizzabile... mi sono visto costretto a trovare il modo di stamparmi le decal. Non avendo il PC, ho chiesto aiuto ad un amico fotografo per scansionare il foglio dell' ICM e ritoccare i bordi delle stelle e dei numeri e i dettagli dell'insegna della V.V.S., poi abbiamo smorzato i toni dei colori per uniformarli a una mimetica invernale, onsumata e in scala 1/72. Tramite gli amici del CMPR di Bari, sono riuscito a rimediare un foglio decal trasparente specifico per le stampanti laser che, nonostante lo spessore non trascurabile e praticamente insensibile persino al Mr. Mark Softer della Gunze, alla fine mi ha permesso di ottenere le mie decal.
Il diorama.
I rilievi del terreno li ho ottenuti modellando coi polpastrelli del comune Das. L'effetto che cercavo era quello di un manto di  neve soffice, con profondi solchi lasciati dagli sci dell'aereo. Visto che la neve della Prochima non era ancora sul mercato, ho provato ad usare del semplice bicarbonato, tagliato con un pò di polvere di vetro per rendere i cristalli di ghiaccio. Per fissare il tutto ho spruzzato a bassa pressione il trasparente lucido Tamiya. Lo sciatore è un artigliere siberiano della Revell, il pilota è della DOC Military e il meccanico sull'ala è un Airfix ristampati in resina per poterli pulire dalle bave. Gli alberi non sono altro che piccoli pezzi di radici.
Bibliografia.
- Polikarpov in Action n°2 (Squadron Signal)
- Soviet Aces (Osprey)
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