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Cenni storici.

Nel 1936 l' Air Ministry Inglese emise la Specifica 10/36 per la realizzazione di un velivolo di medie dimensioni in grado di effettuare missioni di ricognizione e siluramento. Le due ditte che risposero a questa specifica furono la Blackburn con il Botha e la Bristol con il Type 152, successivamente denominato Beaufort. Originariamente per il Beaufort venne prevista l'installazione di due motori radiali Bristol Perseus o Aquila, ma una modifica alla specifica originale che prevedeva l' utilizzo del velivolo anche come bombardiere costrinse i progettisti a montare i motori Bristol Taurus. Il primo prototipo volò il 15 ottobre 1938 e subito si manifestarono gravi problemi di stabilità e di surriscaldamento dei motori, tanto che i primi voli non poterono durare più di trenta minuti. Entrambe questi problemi vennero risolti solo in parte, ma la produzione in serie fu comunque avviata con il nome di Beaufort MkI. Successivamente venne prodotta la versione MkIA che differiva dalla precedente versione per la torretta dorsale. L'inaffidabilità dei motori Taurus causò nel primo anno di guerra diversi incidenti e per questo motivo nel 1941 un Beaufort venne rimotorizzato con due Pratt & Whitney R-1820 Twin Wasp, dando così origine alla serie MkII. Il Beaufort si trovò ad operare praticamente su quasi tutti i fronti della Seconda Guerra Mondiale e riscosse particolare successo nel Sud-Est asiatico ed in Australia, dove vennero prodotte le serie dalla MkVI alla MkIX. Alcuni esemplari vennero utilizzati dalle aeronautiche del Sudafrica e della Turchia; gli esemplari turchi furono gli ultimi ad essere ritirati dal servizio nel 1950.

Il modello.

Il modello che ho utilizzato è lo Special Hobby in scala 1/72. All' interno della scatola si trovano quattro stampate realizzate con una plastica piuttosto morbida; le pannellature sono incise in modo poco profondo, ma comunque sufficientemente definite. La superficie dei pezzi è leggermente rugosa e su alcuni di essi vi sono delle sbavature. Vi è poi una stampata trasparente, dove troviamo, tra l' altro, il canopy in un pezzo unico che comprende sia la parte superiore che inferiore e tre torrette dorsali di forma diversa. Completano la dotazione unalastrina fotoincisa per realizzare gli impennaggi del siluro e una busta con vari pezzi in resina, tra cui i motori, parte del cockpit e due mitragliatrici. Le decal sono sottili e coprenti e consentono di realizzare due esemplari: il primo è in Dark Slate Grey ed Extra Dark Sea Grey su Nero, mentre il secondo presenta una mimetica in Dark Earth e Dark Green su Sky.

La costruzione.

Prima di iniziare la costruzione ho cercato di reperire la documentazione necessaria su Internet, riuscendo però a trovare solo poche foto degli interni, dei carrelli e dei motori. Fortunatamente, poco dopo l'uscita della scatola di montaggio, la Warpaint ha realizzato una monografia sul Beaufort che mi sono subito procurato; oltre ad una descrizione molto dettagliata della storia del velivolo, la monografia presenta alcune foto di dettagli interni ed esterni e numerosi profili a colori . Proprio tra questi profili ho scelto quello che poi ho realizzato: si tratta di un velivolo della serie Mk.IA e questo mi ha costretto ad apportare alcune modifiche al kit che, se montato da scatola, consente la realizzazione di un velivolo della serie Mk.I. Prima di cominciare la costruzione ho provveduto ad accentuare leggermente le pannellature, che altrimenti sono troppo leggere; nella parte posteriore della fusoliera ho realizzato diverse pannellature che nel kit sono assenti. La costruzione è cominciata con la realizzazione degli interni che nel kit sono piuttosto semplificati per quanto riguarda il cockpit e sono del tutto assenti nella parte centrale della fusoliera. La centinatura è stata realizzata con strisce di plasticard da 0.13 mm, mentre i vari dettagli sono stati ricostruiti con plasticard di diversi spessori, fili elettrici, rod Evergreen e avanzi di fotoincisioni. Nella parte posteriore della fusoliera ho aperto i due portelloni laterali d'ingresso e ho incollato i due oblò che si trovano dietro il cockpit; gli oblò anteriori erano in realtà più piccoli di quelli posteriori, mentre quelli del kit hanno tutti la stessa dimensione. La baia del siluro è stata incollate ad una delle semifusoliere ed è stata dettagliata internamente. La base della torretta dorsale è stata rialzata di 2 mm con del plasticard che è poi stato carteggiato e stuccato all'esterno. A questo punto ho effettuato la verniciatura con un Interior Green realizzato in casa; la centinatura è stata ripassata a pennello con l' Interior Green molto schiarito, poi ho effettuato un lavaggio con un verde scuro ad olio. I particolari sono stati verniciati con gli acrilici Andrea. Dopo aver incollato le due semifusoliere ho stuccato le poche fessure che si erano create, poi ho incollato il vetro della postazione del puntatore e il grosso canopy realizzato in un pezzo unico. Quest' ultimo sporgeva leggermente da un lato della fusoliera, perciò ho provveduto a carteggiarlo per portarlo a pari della fusoliera, eliminando nel contempo alcune imperfezioni superficiali ed i frames. Dopo averlo lucidato, il canopy è stato mascherato con il nastro Tamiya. La torretta dorsale è la caratteristica principale che permette di distinguere un Beaufort Mk.I da un Mk.IA; su quest'ultimo venne infatti montata la torretta Bristol (simile a quella del Blenheim Mk.IV) al posto dell' originaria Damler. Nel kit è presente una torretta Bristol, ma non ho potuto utilizzarla poiché è decisamente sovradimensionata e quindi ho provveduto all'autocostruzione. Con un tornio ho realizzato un master in legno che è poi stato ricoperto da uno strato di primer Tamiya; successivamente la torretta è stata termoformata su questo master. Gli interni sono stati totalmente autocostruiti con profilati Evergreen, mentre le mitragliatrici sono delle Browning dell' Aires leggermente modificate.

Le ali.

Prima di incollare le ali ho assottigliato i bordi d' uscita e ho tagliato gli alettoni per riposizionarli. Dopo averle incollate e stuccate, mi sono accorto che le ali presentavano un diedro eccessivo tra la parte interna e quella esterna; ho quindi provveduto a ridurlo inserendo un pezzo di plasticard da 0.25mm in un taglio effettuato nell'estradosso dove l' ala cambia diedro. Successivamente ho dettagliato l' interno delle gondole motori e le ho incollate sotto le ali. Nel kit sono fornite in resina le due estensioni del bordo d'uscita da incollare dietro le gondole motori; prima di incollarle ho eliminato le tre costolature che sono poi state rifatte in plasticard dopo la stuccatura delle estensioni. Con del profilato Evergreen da 2mm di spessore ho realizzato due spine di rinforzo per le ali che si inseriscono in due fessure create nelle semifusoliere. I piani di coda sono stati tagliati e poi riposizionati. L' unione delle ali alla fusoliera ha creato solo alcune piccole fessure nella parte inferiore della giunzione. Le carenature dei motori sono state incollate e stuccate all'interno per eliminare le fessure delle giunzioni e il ritiro in corrispondenza della carenatura dei tubi di scarico. All' esterno, ho provveduto a reincidere i 6 anelli concentrici ed ho ridotto il diametro dell'apertura frontale con una striscia di plasticard da 0.5mm. I motori sono molto ben fatti e ho soltanto aggiunto i tubi di scarico in filo di rame da 1mm di sezione. Le eliche necessitano di una ripulitura e di una leggera riduzione della loro sezione. I carrelli sono stati ripuliti dalle sbavature, poi ho ricostruito con rod Evergreen la struttura di rinforzo presente nella parte anteriore della gamba carrello. Le ruote sono state appiattite ed i rigonfiamenti laterali sono stati realizzati con stucco Tamiya. I portelloni dei carrelli sono stati dotati della struttura interna.

La verniciatura.

La livrea che ho scelto di riprodurre appartiene ad un velivolo di un'unità sconosciuta operante nel Mediterraneo nel 1942; il profilo di questo velivolo appare sul volume della Warpaint dedicato al Beaufort. La mimetica segue lo schema di colorazione tipo B, con le superfici superiori in Dark Mediterranean Blue e Light Mediterranean Blue e quelle inferiori in Azure Blue.Prima della verniciatura ho dato una leggera mano di grigio chiaro per evidenziare le imperfezioni da correggere, poi ho effettuato un pre-shading lungo le pannellature con il nero. Le superfici inferiori sono poi state colorate con l'Azure Blue realizzato con gli acrilici Gunze, partendo dal Blue Gray H42. Dopo la mascheratura delle superfici inferiori, ho provveduto a stendere il Light Mediterranean Blue, ottenuto con gli acrilici Tamiya. La mascheratura della mimetica è stata realizzata con nastro di carta, dopodiché ho steso il Dark Mediterranean Blue. L' intero modello è stato lucidato con l' acrilico Tamiya e ha questo ha fatto seguito la posa delle decal; in seguito mi sono accorto che il blu delle coccarde era troppo chiaro e quindi, tramite mascheratura, ho provveduto a scurirlo con il blu Tamiya. La lettera T di identificazione è stata realizzata tramite mascheratura con l' Azure Blue. Dopo un leggero lavaggio lungo le pannellature con un blu scuro ad olio, ho opacizzato il modello con l'acrilico Model Master, dopodiché, con i colori di base opportunamente addizionati di bianco, ho schiarito l' interno dei vari pannelli, cercando di riprodurre l' effetto di scolorimento causato dal flusso d' aria e dalla pioggia. Le scrostature della vernice sono state ottenute con il metalizer Magnesium della Model Master. Una ulteriore mano di trasparente opaco ha concluso la fase di verniciatura. I carrelli sono stati colorati con l' Alluminio Model Master, dopodiché ho effettuato un lavaggio con nero ad olio. I motori sono stati colorati con il Gun Metal acrilico Tamiya e completati con un drybrush con toni di alluminio e argento. I collettori di scarico sulle cofanature dei motori sono stati colorati con il Copper Humbrol e, dopo la mascheratura con nastro Tamiya, ho realizzato gli anelli anteriori in Argento. Costruzione finale. Dopo aver rimosso la mascheratura dei trasparenti ho creato i frames utilizzando strisce di decal trasparente, colorata prima con l' nterior Green e poi con il colore degli esterni. La stessa cosa è stata fatta per i frames della torretta. Dopo aver incollato i motori, sono passato all'installazione del carrello, delle eliche, delle varie antenne e della torretta. L' ultimo lavoro è stata la creazione dei due fari di atterraggio con pezzi di sprue trasparente torniti sul minitrapano ed il vetro di copertura, realizzato con nastro adesivo trasparente.

La basetta.

La basetta è stata realizzata con una cornice da foto, sulla quale è stato steso uno strato di Das per simulare il terreno di un campo volo del Mediterraneo. Dopo aver steso un leggero strato di sabbia fine, ho colorato il tutto con il Buff Tamiya, ho effettuato un leggero lavaggio con un marrone ad olio ed un drybrush con un beige a smalto. L'erbetta è stata colorata con un verde scuro, poi ho effettuato un leggero drybrush. L' autocisterna che ho utilizzato è l'AEC Matador dell'Airfix. Si tratta di un modello abbastanza ben realizzato; l' unica miglioria che vi ho apportato è stata la sostituzione dei parafanghi piuttosto spessi con altri realizzati in lamierino di ottone e la realizzazione del sistema di arrotolamento dei due tubi di rifornimento. Il Matador è stato colorato con il Desert Yellow Tamiya, corretto con del bianco e del grigio. I figurini sono in resina e sono stati modificati per far loro assumere le posizioni corrette; sono stati poi colorati con gli acrilici Andrea e rifiniti con i colori ad olio.

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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