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Cenni storici.
L' F-105 staccò le ruote dal suolo per la prima volta nell'ottobre 1955. Originariamente concepito come cacciabombardiere tattico nucleare, quando iniziò ad essere impiegato in Vietnam, le sue caratteristiche erano decisamente cambiate: la stiva interna, in principio destinata ad accogliere un ordigno nucleare, venne invece riempita con un serbatoio supplementare e la struttura fu modificata per trasportare bombe convenzionali appese a un pilone centrale e a quattro subalari; nacque così l' F-105D. Nei primi anni di guerra le perdite di F-105, dovute soprattutto al SAM-2 di costruzione sovietica, diventarono così pesanti da portare nell'estate del 1965 alla realizzazione del “Wild Weasel Project”, il cui primo risultato fu la realizzazione dell' F-100F, cioè un F-100 biposto dotato di apparecchiature per la rilevazione dei segnali radar nemici. Tuttavia l' F-100F non era in grado di supportare adeguatamente le formazioni di F-105, soprattutto a causa della bassa velocità, e quindi un F-105F biposto venne appositamente modificato per la guerra elettronica dando origine alla famiglia degli EF-105F. All' inizio gli EF-105F erano armati con missili antiradiazione AGM-45 Shrike e bombe cluster CBU-24; in seguito venne utilizzato anche l' AGM-78 Standard ARM, derivato dal missile Standard imbarcato sulle unità dell' US Navy. Furono costruiti 143 EF-105F e, a partire dal 1967, 55 di essi vennero gradualmente portati allo standard F-105G, dotati di una suite elettronica aggiornata. Ai lati della fusoliera venne installato il jammer AN/ALQ105 e questa è l'unica caratteristica esterna che permette la distinzione tra un EF-105F ed un F-105G (anche se alcuni dei primi F-105G erano sprovvisti del jammer). Gli ultimi F-105G lasciarono il Vietnam nel gennaio 1973 e continuarono a volare fino al 1983 con il 128 th TFS della Georgia Air National Guard.
Il modello.
L' unico modello disponibile per realizzare un F-105G è il vecchio Monogram, nato nel 1982 e ormai fuori produzione; fortunatamente qualche tempo fa è stato reinscatolato dall' Hasegawa ed è stato dotato di un nuovo foglio decal dell' AeroMaster. Aprendo la scatola ci si trova di fronte ad un modello dalle dimensioni notevoli, con dettaglio superficiale in positivo. Gli interni, considerata l' età dello stampo, non sono niente male; solo i seggiolini necessitano di un bel po' di lavoro. Molte parti del modello da me acquistato (soprattutto ali ed impennaggi) presentavano notevoli deformazioni, mentre le parti più piccole avevano delle sbavature. I trasparenti sono sottili e sufficientemente limpidi.
La costruzione.
Il lavoro è iniziato con la reincisione di tutte le pannellature, utilizzando un ago in acciaio innestato in un manico di cutter, un righello in metallo, nastro Dymo e dime della Verlinden. Ho utilizzato i trittici presenti sul volume dedicato all' F-105 della serie “Walkaround” Squadron ed ho potuto rilevare che quasi tutte le pannellature in positivo presenti sul modello si trovano nella posizione corretta. L' unico problema è che tutti i trittici che ho trovato rappresentano il lato sinistro dell' aereo e, visto che il muso è pannellato in maniera asimmetrica, ho dovuto analizzare svariate foto per riprodurre la pannellatura destra del muso. Sulle ali ci sono alcune pannellature in un negativo molto profondo che ho provveduto a stuccare con cianoacrilato e a reincidere. I petali dell'aerofreno, dopo la reincisione, sono stati lucidati, poiché andranno colorati in metallo naturale. Sul muso dell'F-105 sono presenti delle piccole feritoie che servivano al raffreddamento del cannone e degli apparati avionici; queste sono state riprodotte con delle cavità cieche assolutamente fuori scala ed in numero sbagliato. Per ovviare al problema ho asportato tutti i pannelli in cui si trovavano queste cavità, dopodiché ho realizzato le feritoie su dei pannelli di plasticard da 0.25mm utilizzando le dime Verlinden; i pannelli sono poi stati incollati al posto di quelli che avevo rimosso e sono stati carteggiati per pareggiarli con la fusoliera.
Cockpit.
Per realizzare questo modello ho utilizzato il set della Black Box in resina, che permette la sostituzione c ompleta dell'abitacolo originale. Si tratta di un set dotato di un dettaglio veramente eccezionale; il suo inserimento all'interno della fusoliera richiede però molto lavoro di adattamento e di assottigliamento della plastica del kit, soprattutto a livello della paratia posteriore, del “ponte” tra i due abitacoli e del cruscotto anterior e. Il pavimento della vasca in resina deve poi essere assottigliato nella parte inferioreper lasciare spazio al pozzetto del carrello anteriore. Ho proceduto incollando prima le quattro consolles laterali alla fusoliera, poi il tutto è stato verniciato con un grigio chiaro (il colore corretto è l'Interior Gray F.S.36231); tutti i dettagli sono poi stati colorati con gli acrilici Andrea. I due canopy sono stati lucidati con il Poliwatch, dopodiché sono stati dettagliati internamente con del rod Evergreen per simulare i condotti di aerazione e con alcune fotoincisioni Airwaves.
Fusoliera.
Prima di chiudere la fusoliera, ho eliminato la parte interna delle prese d'aria presenti sulle due semifusoliere e sulle quali vanno ad incastrarsi le ali e contemporaneamente ho riprodotto con il plasticard parte dei condotti delle prese d'aria, in modo da evitare di poter guardare all'interno della fusoliera; il tutto è poi stato dipinto in nero opaco. Ho riprodotto la parte terminale del con dotto di scarico, utilizzando il set fotoinciso Eduard per l'F-105D. Contemporaneamente ho provveduto a dettagliare i vani del carrello principale, mentre il vano del carrello anteriore è stato quasi totalmente rifatto, conservando solo le pareti laterali dell'originale. Prima di procedere con l'incollaggio, ho raddrizzato le semiali e l'impennaggio verticale, fortemente deformati, scaldandole sotto una lampadina da 100 Watt. Dopo l'incollaggio della fusoliera e delle ali, ho ripreso tutte le pannellature in prossimità delle giunzioni.
Carrelli e vani.
I carrelli so no forse la parte migliore del kit, in quanto necessitano soltanto di una pulitura e dell'aggiunta dei vari tubicini; la gamba del carrello anteriore è stata leggermente modificata, sostituendo la forcella anteriore (riprodotta con un triangolo pieno) con una ricostruita in plasticard. Anche le ruote sono molto belle e fedeli all'originale; sono state soltanto appiattite nella parte inferiore. La loro colorazione è in allumino opaco, con lavaggi ad olio grigio scuro e lumeggiature in argento brillante per mettere in risalto i particolari.
Carichi esterni.
La configurazione che ho scelto è quella asimmetrica proposta dalla scatola, con un serbatoio ventrale, un altro sotto l'ala destra, un missile AGM-78 sotto l'ala sinistra e due missili AGM-45 sotto le estremità alari. I serbatoi necessitano soltanto della reincisione delle pannellature, effettuata con il nastro Dymo, mentre i tre missili hanno bisogno di molte stuccature e di un discreto lavoro di assottigliamento delle alette. La loro colorazione è interamente in bianco, con l' aggiunta di alcune strisce gialle che distinguono i missili "live" da quelli inerti per esercitazione.
Verniciatura.
Il kit Hasegawa propone due schemi di colorazione standard SEA; l'unica distinzione è costituita dalla bocca di squalo presente sul muso. Ho scelto di riprodurre un velivolo in carico al 562nd TFS, inquadrato nel 6235 th TFW sulla Takhli AFB, in Thailandia. Ho utilizzato i colori Gunze Sangyo che riproducono i corretti codici F.S.: Gunze H309 per il FS 34079 Field Green; H303 per il FS 34102 Light Green; H310 per il FS 30219 Tan; H311 per il FS 36622 Grey. Prima di cominciare la verniciatura, ho dato all'intero modello una mano di primer Tamiya e dopo la lisciatura ho effettuato un “pre-shading” in nero lungo le pannellature. Ho quindi iniziato la colorazione con il grigio delle superfici inferiori, seguito dal Tan, dal Light Green ed infine dal Field Green; la mimetica è stata applicata a mano libera, seguendo le istruzioni e le foto presenti sul volume 18 della collana “Wings of fame”. Successivamente ho schiarito l'interno dei vari pannelli con i colori di base addizionati di bianco ed ho lucidato il modello con il trasparente lucido Tamiya. I missili e l'interno dei pozzetti dei carrelli sono in bianco Tamiya, mentre le gambe dei carrelli e le ruote sono in alluminio Model Master. Le decal Aero Master sono molto belle ed il film trasparente è ridotto al minimo; la loro posa non ha comportato nessun problema. Purtroppo il foglio Aero Master è praticamente sprovvisto di stencils e ho quindi rimediato con alcune decal di avanzo. Le cornici gialle dei canopy sono state ricavate da un foglio decal giallo della Tauromodel tagliato a strisce sottili. Tutte le decal dei missili provengono dal reparto degli avanzi. Prima di opacizzare il modello con l'opaco Gunze, ho passato un po' di colore ad olio nero lungo le pannellature. I p etali dell' aerofreno sono stati prima aerografati con il Gun Metal Tamiya, dopodiché ho effettuato vari drybrush con toni metallici sempre più vicini all'argento. Il modello è stato quindi ultimato con l'incollaggio dei carrelli, dei missili e dei serbatoi, dell'aerofreno e dei canopy. Sono state aggiunte le bandierine “Remove before flight” in fotoincisione della Eduard. Una leggera passata di gessetti verdi e marroni ha concluso il lavoro.
La base.
Ho iniziato incollando un foglio di carta abrasiva per simulare l'asfalto, dopodiché il tutto è stato dipinto in Deck Tan Tamiya. Per realizzare i paraschegge laterali, ho costruito un master in plasticard dal quale è poi stato ricavato un stampo in gomma; i vari pannelli sono stati realizzati in gesso e poi inco llati ad un foglio di plasticard da 2mm che funge da sostegno; le varie fessure sono poi state stuccate ed il tutto ha ricevuto una mano di primer Tamiya. I paraschegge sono stati verniciati con l'alluminio Tamiya, il quale è poi stato smorzato  con una passata leggera di grigio chiaro. Le scalette di accesso e la barra di traino sono stati autocostruiti con profilati Evergreen, mentre il trattorino di traino è della Revell. Tutti gli altri accessori (estintori, cassette, ecc.) provengono da un set in resina della Verlinden dedicato agli accessori aeroportuali. Anche i tre figurini sono della Verlinden e sono stati modificati nelle pose per adattarli agli accessori.
 
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