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Cenni storici.
Basandosi sull'esperienza acquisita con l' F 84 G, la Republic riprogettò quasi completemente il velivolo base, adottando  profili NACA più moderni ed una freccia alare di 40°, con un leggero diedro negativo. Il motore installato era il Wright J65 e nonostante il peso e le dimensioni aumentate, le prestazioni del nuovo velivolo risultarono molto migliorate. L' F 84 F rimase in servizio con l'Aeronautica Militare dal 1956 al 1972. Il 102° Gruppo iniziò la transizione su questo velivolo nel luglio del 1956 ed il 25 dello stesso mese si trasferì dall'aeroporto di Villafranca a quello di Rimini. Nel 1959 la 5 a Aerobrigata creò la pattuglia acrobatica dei “Getti Tonanti” e 4 piloti del 102° ne entrarono a far parte. Nel 1964 il Gruppo iniziò la transizione sull' F 104; negli otto anni di volo con l' F 84 F il 102° perse una quindicina di piloti in incidenti di vario tipo.
Il modello.
Il kit che ho utlilizzato per questo modello è della PJ Productons. Si tratta di un modello in resina di alta qualità, con pannellature in fine negativo e ben definite sulla quasi totalità del modello; alcune sono leggermente storte e vanno quindi reincise. Vi sono tre tipi diversi di seggiolino eiettabile, da scegliere in base alla versione scelta ed al periodo di utilizzo. I carichi esterni sono costituiti da serbatoi supplementari da 450 e 230 Galloni; i carrelli e le ruote sono in metallo bianco e sono molto ben definiti, con pochissime sbavature. Il tettuccio è in vacuform, in due copie, ed un piccolo foglio fotoinciso consente di riprodurre gli aerofreni ed i compassi antitorsione dei carrelli. Le decal consentono di realizzare tre soggetti in metallo naturale (uno americano, uno francese ed uno italiano del 101° Gruppo) ed uno mimetico tedesco. In definitiva, si tratta di un ottimo modello, relativamente semplice da montare e adatto a chi prova per la prima volta un kit in resina.
La costruzione.
Fortunatamente la documentazione sull' F 84 abbonda; ho utilizzato il volume “In action n°061” della Squadron, diversi walkaround trovati su Internet e soprattutto l' F 84 “Gate Guardian” che si trova accanto al mio ufficio, nell' aeroporto di Ghedi. Ho iniziato staccando tutti i pezzi dalle materozze di stampaggio e ripulendoli di alcune sbavature, poi ho provveduto a chiudere le varie bolle presenti soprattutto sulla parte inferiore delle semifusoliere e dei bordi d' uscita delle ali e dei piani di coda; per far ciò, ho utilizzato la cianoacrilica e lo stucco liquido Gunze. Il cockpit è sufficientemente dettagliato e non ho quindi aggiunto nulla a quanto viene fornito dalla scatola; ho soltanto ricostruito le maniglie di espulsione del seggiolino che si erano rotte nella confezione. Il tutto è stato colorato con un grigio chiaro (XF19 Tamiya), poi ho effettuato un lavaggio ad olio grigio scuro. Il pannello strumenti è in nero, con un drybrush in grigio chiaro. Prima di chiudere la fusoliera, ho colorato l' interno del tubo di scarico e la parte posterior e della presa d' aria in nero, poi ho incollato qualche piombo da pesca sotto il pavimento del cockpit. Dopo aver stuccato la linea di giunzione della fusoliera con la cianoacrilica, ho incollato le ali ed i piani di coda; vi sono alcune piccole fessure a livello della radice alare e del timone verticale e anche in questo caso ho utilizzato la cianoacrilica e lo stucco liquido Gunze. I trasparenti sono stati im mersi nella Future e, ad asciugatura avvenuta, sono stati mascherati ed incollati con la cianoacrilica. Dopo aver assemblato i serbatoi subalari, ho iniziato la preparazione per la verniciatura in metallo naturale, carteggiando l' intero modello con carta abrasiva molto fine e stendendo poi una mano di primer grigio Tamiya. Alcuni graffi che mi erano sfuggiti sono stati stuccati con il Mr.Surfacer Gunze, dopodichè ho ridato un'altra mano leggera di primer Tamiya. Dopo aver lasciato asciugare il primer per due giorni, ho lucidato l' intero modello con il compound della Gunze, poi ho steso alcune mani leggere di nero lucido a smalto Humbrol; gli Alclad si possono dare direttamente sul modello, ma un fondo di nero lucido li rende più brillanti e “vivi”.
La verniciatura.
Il velivolo che ho scelto di riprodurre è un F 84 F in carico al 102° Gruppo, 5 a Aerobrigata, basato a Rimini agli inizi degli anni Sessanta. Come riportato sopra, nella scatola sono incluse le decal per realizzare un esemplare del 101° Gruppo della    5° Aerobrigata; quasi tutte queste decal si possono perciò utilizzare e questo facilita molto il compito. Per realizzare la finitura in metallo naturale, ho utilizzato l'Alclad Alluminio; il colore ha una finitura eccezionale ed è estremamente resistente (si può mascherare subito dopo averlo passato sul modello); l' unica accortezza consiste nel darlo in più mani molto leggere. Alcuni pannelli sul dorso delle ali, in fusoliera ed in prossimità dello scarico sono stati mascherati e poi verniciati con l' Alluminio Alclad addizionato con Gun Metal Model Master. Anche i pozzetti e le gambe dei carrelli sono stati verniciati con l' Alluminio Alclad. Il pannello antiriflesso sul muso è in Olive Drab scurito con un po' di nero; il d  ielettrico dietro il cockpit è in nero e le walkway sui flap sono in rosso XF7 Tamiya, scurito con una goccia di nero. Per aerografare il lampo sui lati della fusoliera ho utilizzato una maschera realizzata con il nastro Tamiya, prendendo le misure sul lampo del 101° Gruppo, fornito come decal; con il blu opaco Tamiya ho quindi verniciato il lampo, le estremità alari ed il labbro della presa d'aria. Per evidenziare le pannellature del modello, ho usato dell' inchiostro nero, addizionato con un po' d'acqua ed un po' di latte; anche i carrelli ed i relativi pozzetti hanno ricevuto lo stesso trattamento. L' interno degli aerofreni è in grigio chiaro, mentre sulla parte esterna ho applicato del Polished Aluminum della Bare Metal, poi con uno stuzzicadente ho bucato il foglio per realizzare i tipici fori presenti sugli aerofreni dell' F 84. A questo pun to sono passato allaposa delle decal; quelle fornite nella scatola sono molto lucide e per evitare un “effetto giocattolo” un volta posizionate, ho provveduto a passare alcune mani di trasparente opaco sul foglio decal. Il giorno dopo ho sistemato le decal sul modello, eliminando prima con il cutter ogni traccia di film trasparente, compreso quello all'interno dei numeri. Lo stemma del 102° Gruppo ed i numeri di matricola provengono da alcuni fogli Tauromodel dedicati agli F 84 ed F 104. Dopo aver rimosso le mascherature, ho realizzato le guarnizioni dei trasparenti con sottili strisce di decal bianca, poi sono passato al montaggio dei carrelli, dei serbatoi e di tutti gli altri piccoli particolari.
L'ambientazione.
La basetta è semplicemente una cornice con incollato sopra un foglio di compensato; questo è stato inciso e poi nell' angolo  ho ricreato un prato con erba da modellismo ferroviario, incollata con Vinavil e colorata con varie tonalità di verde. La scaletta è stata autocostruita con profilati Evergreen; i due figurini sono in resina, della PJ Productions. La Campagnola è un modello in resina della Cunarmodel: è piuttosto ben realizzata, ma gli interni devono essere autocostruiti quasi totalmente. Il figurino alla guida della Campagnola è di provenienza Airfix.
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