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Cenni Storici.

Quando la marina francese decise di adottare un caccia imbarcato per le sue due portaerei Foch e Clemenceau, apparve subito chiaro che l’ F-8 sarebbe stato i candidato ideale. L’ unico grosso problema risiedeva però nel fatto che le portaerei francesi erano ancora più piccole delle portaerei americane classe Essex e quindi bisognava trovare un modo per far sì che il Crusader potesse operare a velocità di atterraggio estremamente basse. Il risultato finale fù l’ F-8E(FN), in pratica un F-8E con alcune modifiche realizzate espressamente per la marina francese; queste includevano dei piani di coda di superficie maggiorata per favorire il controllo a velocità più basse del normale, slats a doppia curvatura e un sistema di controllo dello strato limite: in pratica, dell’ aria compressa  spillata dal compressore veniva fatta uscire da alcune fessure poste sopra l’ ala, facendo così in modo che l’ aria scorresse sull’ estradosso ad una velocità più elevata, producendo maggiore portanza. Il risultato finale era che i Crusader francesi riuscivano a volare l’ avvicinamento alla portaerei a soli 90 nodi ! L’ avionica del velivolo venne in parte modificata per renderla compatibile con il missile Matra R 530 e contemporaneamente i bordi di attacco dei piani di coda vennero sostituiti con altri in titanio, per renderli più resistenti alla fiammata del motore del missile. Il prototipo della nuova versione F-8E(FN) fu un F-8D che volò il 26 febbraio 1964 e che rimase distrutto in un incidente nell’ aprile successivo: i test seguenti vennero quindi condotti con velivoli francesi. I primi appontaggi furono effettuati sulla USS Shangri-La e successivamente sulla Clemenceau, da parte di piloti sia statunitensi che francesi. Nell’ ottobre del 1964 la Flottile 12F ricevette i primi Crusader, seguita più tardi dalla Flottile 14F, per un totale di 36 aerei consegnati ai francesi. L’ ultimo F-8 consegnato all’ Aeronavale nel gennaio 1965 fu anche l’ ultimo Crusader costruito; tuttavia, le modifiche apportare all’ F-8E per conto della marina francese vennero poi introdotte nel programma di aggiornamento della flotta dei Crusader, dando vita all’ F-8J.

Modello e set aggiuntivi.

Per realizzare questo modello ho utilizzato la scatola dell’ Hasegawa dedicata all’ F-8E/J, nella quale si possono trovare le parti alternative per realizzare un Crusader francese, in quanto la versione J incorporava praticamente tutte le modifiche apportate alla versione F-8E(FN). In particolare nella scatola sono disponibili sia i piani di coda maggiorati sia gli slats a doppia curvatura; vi sono però piccole modifiche da apportare, che verranno analizzate in seguito. Il modello è uno dei più recenti prodotti dall’ Hasegawa, il dettaglio superficiale è ottimo, così come gli incastri e le giunzioni che non necessitano in alcun modo di stucco. Il cockpit è piuttosto ben particolareggiato, tranne il seggiolino che ha un dettaglio decisamente insufficiente. Per questo motivo ho utilizzato Il set in resina Aires dedicato all’ F-8E  che, con piccole modifiche, rappresenta correttamente il cockpit dei Crusader francesi. Anche per il cono di scarico ho usato un set Aires che si adatta in modo pressoché perfetto al modello. Le decals provengono da un set Carpena che permette di riprodurre tutte e tre le livree dei Crusader francesi, da quella iniziale tipica US Navy a quella finale blu/grigia, passando per quella intermedia totalmente grigia. Le decals sono piuttosto spesse e gli stencils più piccoli sono stampati in maniera poco precisa.

Il montaggio.

Ho iniziato la costruzione del modello partendo dalle prese d’ aria: questa è formata da due valve che vanno unite e che poi si fissano all’ interno della fusoliera. Il problema principale è rappresentato dalle fessure che si creano all’ interno della presa d’ aria e che vanno eliminate per creare un condotto completamente liscio; le dimensioni piuttosto generose del condotto permettono però di lavorare agevolmente con un manico di pennello sul quale ho incollato della carta abrasiva. Il cockpit si adatta  abbastanza bene al modello ed è sufficiente eliminare il dettaglio stampato sulle pareti della fusoliera. Le modifiche da apportare al cockpit Aires consistono nell’ aggiungere due scatole nere sulla palpebra del cruscotto, nel rendere più sporgente e verticale il piccolo schermo del radar (quello dell’ F-8E americano era inclinato verso l’avanti) e nel ricostruire il vano alle spalle del sedile che ospita il serbatoio dell’ ossigeno di forma sferica e cablaggi vari. Il colore del cockpit è un blu/grigio che, in base alle foto, sembra più tendente al blu rispetto al colore degli esterni. Ho iniziato la colorazione con un preshading in nero, seguito dal colore di fondo ottenuto partendo dall’ XF 18 Medium Blue Tamiya con l’ aggiunta di grigio e di un po’ di bianco. Successivamente ho effettuato un drybrush con azzurro a smalto Humbrol, seguito da due mani di trasparente opaco per proteggere il fondo. Dopo un lavaggio piuttosto pesante con un blu/grigio a olio, ho ripreso i particolari in rilievo con un blu/grigio chiaro acrilico Vallejo. Le consolles laterali, il cruscotto e la sua palpebra sono stati colorati con un nero acrilico opaco, seguito da un drybrush con grigi vari. I vari particolari delle consolles e del cruscotto sono stati ripresi con gli acrilici Vallejo. Il seggiolino è stato dotato delle cinture fotoincise e colorato col nero XF1 Tamiya; dopo un drybrush con vari toni di grigio, ho colorato i dettagli con acrilici Vallejo. L’ errore principale del Crusader Hasegawa consiste nel fatto che il canopy non può essere rappresentato aperto: questo è dovuto alle dimensioni errate delle due “orecchie” che nella parte posteriore del canopy nascondono le cerniere e dei due alloggiamenti che nelle semifusoliere le accolgono. Volendo fare il modello con il canopy aperto ho perciò eliminato le due “orecchie” del canopy sostituendole con altre due in plasticard di dimensioni leggermente più ampie e posizionate di poco più in alto; contemporaneamente, con il Dremel ho ampliato i due alloggiamenti in fusoliera. Nel vano carrello principale ho eliminato parte del dettaglio stampato, dopo di che l’ ho dettagliato con plasticard, fili di rame e di stagno di diametri diversi. Stessa cosa ho fatto per il vano sotto l’ ala, anche se qui il dettaglio è stato molto limitato, poiché anche con l’ ala in posizione alzata, quasi nulla resta visibile del vano stesso. Le gambe del carrello principale sono dotate di qualche cablaggio in filo di rame, mentre la gamba del carrello anteriore è stata leggermente modificata nella zona del compasso antitorsione, eliminando il “corno” assente sui Crusader francesi. I quattro flaps sono stati migliorati andando ad eliminare circa 3 mm di plastica per parte, dopo di che con del plasticard ho ricostruito il segmento mancante per rappresentare la struttra terminale cava  dei flaps stessi. A questo punto ho incollato su una semifusoliera i vani carrello, la presa d’ aria, il vano subalare, il cockpit e il condotto di scarico, poi, dopo la chiusura della fusoliera, sono andato ad eliminare la fessura all’ interno della presa d’ aria, ricostruendo nel contempo il labbro della presa d’ aria stessa che, essendo estremamente sottile, si era consumato con le varie carteggiature. L’ ala è stata dotata dei flaps e degli slats a doppia curvatura tipici dei Crusader francesi e, vista la sua unione praticamente perfetta con la fusoliera, lasciata da parte per facilitare la colorazione del modello. Sulla deriva ho eliminato i sensori RHAW americani, ricostruendo con plasticard la struttura che ospita l’ RWR di produzione francese e le antenne  a lama presenti ai lati dello stesso. Le varie feritoie in fusoliera sono state tutte aperte e dettagliate con plasticard da 0,13 mm. Il parabrezza è stato incollato alla fusoliera e mascherato: in questa zona è necessario un po’ di stucco in quanto la base del parabrezza è leggermente più stretta della sua sede in fusoliera. Il cono di scarico è stato lucidato con polish da carrozziere per prepararlo alla colorazione con gli Alclad.

Colorazione.

Dopo aver mascherato i trasparenti e il cono di scarico con nastro Tamiya, ho iniziato la fase di colorazione con un preshading in nero su tutte le pannellature, poi ho colorato l’ intero modello e l’ ala separata con il blu/grigio preparato per gli interni, addizionato di un po’ di grigio scuro per diversificarlo e renderlo più tendente al grigio. Successivamente ho desaturato i pannelli con il colore di base addizionato di bianco e un po’ di grigio XF 19: in seguito ho dato alcune mani di Future per proteggere il fondo. I lavaggi sono stati effettuati con un blu/grigio a olio molto scuro, depositato lungo le pannellature. Dopo un ulteriore mano di Future ho applicato le decals che, essendo piuttosto spesse, al termine dell’ applicazione hanno richiesto diversi altri strati di Future per cercare di di nascondere il loro spessore. I carrelli e i relativi vani sono stati colorati con bianco lucido Tamiya, opacizzati leggermente con opaco Gunze, “lavati”con un grigio medio a olio e alla fine opacizzati ulteriormente. Tutti i dettagli sono stati ripresi con gli acrilici Vallejo. Dopo alcuni giorni di asciugatura, il modello è stato opacizzato con diverse mani molto leggere di opaco Gunze, “allungato” con una goccia di Future per evitare che si crei quell’ effetto sbiancante tipico degli opachi e che sarebbe stato molto evidente su un modello così scuro. L’ opera di invecchiamento è continuata utilizzando grigi scuri e nero Vallejo estremamente diluiti per ricreare le striature d’ olio, con matite nere e grigie per riprodurre le piccole macchie di sporco lasciate su tutto il velivolo dagli specialisti con polveri di gessetti date in piccole quantità in prossimità delle zone di maggior calpestio. Dopo aver sigillato il tutto con un’ altra mano leggera di opaco, ho tolto la mascheratura al cono di scarico e l’ ho colorato con Steel Alclad, andando poi a denaturare le pannellature con Aluminium e Polished Aluminium Alclad. Alla fine ho fatto un lavaggio piuttosto pesante con un grigio molto scuro ad olio per evidenziare le linee di rivetti. Le macchie di grasso in prossimità della zona di sfregamento dei piani orizzontali sono state riprodotte con nero Vallejo. Il tettuccio è stato colorato all’ interno con del nero opaco Tamiya, mentre all’ esterno ho ricreato mediante mascheratura, la guarnizione che corre tutto attorno al trasparente. Il radome è stato colorato con nero XF1 Tamiya alla fine del montaggio, per evitare la stesura di trasparenti lucidi e opachi che ne avrebbero alterato la finitura. Il montaggio finale è proceduto senza problemi, ricordando però che nei Crusader francesi l’ ala si alzava di soli 5° invece dei 7° dei velivoli americani; è perciò necessario diminuire leggermente la lunghezza dell’ attuatore che solleva l’ ala.

Basetta.

La basetta è costituita da una cornice da fotografia sulla quale è stato incollato un foglio di compensato, inciso in modo da simulare i lastroni di cemento delle vie di rullaggio. Il tutto è stato colorato con diversi toni di grigio e sottoposto a diversi lavaggi molto pesanti con grigi scuri ad olio. L’ erba da modellismo ferroviario è stata incollata con colla vinilica e aerografata con diversi toni di verde; un drybrush sull’ erba con giallo Humbrol e alcune mani di opaco hanno concluso il lavoro sulla basetta.

 
 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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