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Cenni storici.

Il Fairey Firefly nacque per rispondere alla specifiche 8/39 e 9/39. Progettato come caccia ricognitore navale biposto e basato sul più anziano Fulmar, volò per la prima volta il 22 dicembre 1941. La sua configurazione era estremamente convenzionale, con lo scopo di accelerare l'entrata in servizio; si trattava di un monoplano ad ala bassa, un po' più piccolo del Fulmar, con un carrello ad ampia carreggiata e propulso da un Rolls Royce Griffon 74 da 2250 CV. L'equipaggio era costituito da un pilota e da un navigatore/marconista alloggiati in due cockpit separati e comunicanti tra loro solo tramite interfono. Era dotato di flap Youngman per il volo a bassa velocità e per effettuare manovre difensive; a differenza del Barracuda, i flap rientravano completamente nell'ala. I Firefly Mk.I erano caratterizzati da un ampio radiatore frontale, mentre nel Mk.V esso venne sostituito da due radiatori annegati nel bordo d'attacco alare. Vennero prodotti un totale di 1623 Firefly ed il primo di essi venne consegnato al 1770° Sqn il 4 marzo 1943. La maggior parte dei Firefly venne utilizzata nei ruoli di cacciabombardiere, caccia notturno, ricognitore ed antisom e furono protagonisti di numerose azioni durante la Seconda Guerra Mondiale, soprattutto sul fronte del Pacifico. Molti esemplari della serie Mk.V presero parte alla Guerra di Corea. Il Firefly venne utilizzato anche dalle aeronautiche militari di Australia, Canada, Olanda ed Etiopia, in alcuni casi fino agli anni '60.

Il modello.

Il modello che ho utilizzato è lo Special Hobby in scala 1/72. Devo ammettere che in questo caso ho deciso di cimentarmi con questo aeroplano soprattutto a causa della box art, a mio giudizio molto ben fatta ed accattivante. Le stampate sono realizzate con una plastica piuttosto morbida che non facilita l'eventuale lavoro di reincisione delle pannellature; queste ultime sono in negativo, ma in molti punti sono così leggere da rischiare di scomparire sotto la vernice. La finitura superficiale dei pezzi è piuttosto rugosa e sono presenti un po' di sbavature, soprattutto sui particolari più piccoli. Vi è una buona dotazione di pezzi in resina molto ben fatti, che consentono di costruire entrambi i cockpit, i vani carrello ed altri particolari (ruote, radiatore frontale, prese d'aria, gancio d'arresto, ecc.). Una piccola lastrina fotoincisa fornisce il pannello strumenti anteriore, i compassi dei carrelli e le griglie di protezione delle due piccole prese d'aria frontali. Le decal consentono la realizzazione di tre esemplari: due di essi sono del 1771° Sqn, tra cui il famoso “Evelyn Tentions” conservato in un museo in Inghilterra, mentre l'ultimo è del 1770° Sqn. La colorazione è uguale per tutti e tre gli esemplari, cioè Extra Dark Sea Grey e Dark Slate Grey su Sky.

La costruzione.

Prima di iniziare la costruzione ho navigato su Internet, cercando e riuscendo a trovare sul sito http://www.aircraftwalkaround.hobbyvista.com/ delle ottime foto dell'esemplare “Evelyn Tentions” che mostravano, tra l'altro, tutti i particolari del sistema di ripiegamento alare. Sul sito www.aircraftresourcecenter.com nella sezione “walkaround”, vi sono delle ottime foto del motore Griffon. La costruzione del modello è iniziata con la reincisione di tutte le pannellature, a causa della loro eccessiva finezza che rischiava di farle scomparire sotto la vernice; l'unica zona che non ha bisogno di questa operazione è l'intradosso delle due ali, dove le pannellature sono più definite. Questo lavoro si è rivelato un po' tedioso a causa della morbidezza della plastica che costringeva a ripetuti passaggi per ripulire bene la pannellatura; una leggerissima passata con la colla liquida Tamiya ha consentito di eliminare gli ultimi residui all'interno di ogni pannellatura. Su questo modello ho deciso di installare il motore; purtroppo, a quanto mi risulta, l'unico Griffon in 1/72 è quello della “Engines & Things”, che, oltre ad essere di difficile reperibilità, mi è stato sconsigliato a causa della sua forma che si avvicina molto poco a quella di un Griffon. Per questo motivo ho deciso di utilizzare il Merlin/Packard 1650 della Aires, considerando che le differenze tra i due propulsori si concentrano in aree praticamente invisibili a modello finito. Ho quindi iniziato ad eliminare le due cofanature laterali per poter esporre il motore, dopodiché ho assottigliato l' interno del vano motore con il Dremel. Il castello motore è stato ricostruito con del rod Evergreen da 0.64 mm; la parte sottostante al motore che copre il grosso radiatore è stata ricostruita ed arricchita con fili di rame e tubicini Evergreen di vario spessore. La paratia parafiamma è stata ricostruita con Evergreen da 0.5 mm ed il motore vi è stato fissato con due pezzi di spillo in acciaio. Il radiatore in resina ha richiesto un discreto lavoro di adattamento alle pareti della fusoliera. Il motore è stato colorato in nero opaco, poi ho effettuato dei drybrush con varie tonalità di grigio e di argento; lo stesso procedimento è stato seguito per il vano motore, mentre il castello è in alluminio. Prima di iniziare la costruzione dei cockpit, ho assottigliato l'interno della fusoliera con il Dremel, poi le consolles in resina sono state incollate alle due semifusoliere. I due cockpit si montano in modo piuttosto semplice e sono necessari solo alcuni interventi di adattamento, tra cui l'assottigliamento del pavimento per permettere il corretto alloggiamento dei vani carrello. I componenti dei cockpit sono stati verniciati con un Interior Green fatto in casa, partendo dal classico Interior Green che è stato poi schiarito fino ad ottenere la tonalità di verde corretta. A questo ha fatto seguito un lavaggio con un verde scuro e poi un drybrush con toni di verde a smalto sempre più chiari. Tutti i particolari sono poi stati colorati con gli acrilici Andrea. Il cockpit èstato quindi unito al motore e la fusoliera è stata chiusa. Al cockpit posteriore sono state aggiunte le due mensole (una davanti ed una dietro) che chiudono il cockpit stesso e sulle quali sono presenti l'apparato radio e altre scatole nere; in quest'area si sono create diverse fessure che ho chiuso con lo stucco. Tuttavia, a causa di deformazioni dei pezzi in resina che costituiscono le due mensole, non sono riuscito ad ottenere una superficie piana ed uniforme, quindi ho staccato le due mensole ed ho tagliato dalle stesse l'apparato radio e le scatole nere; la copertura del cockpit è stata quindi rifatta con un pezzo di plasticard, al centro del quale è stata ricavata l'apertura per il seggiolino. Dopo aver aggiunto l'apparato radio e le scatole nere, anche questa parte è stata colorata in Interior Green. Prima di iniziare la costruzione avevo deciso di rappresentare il velivolo con le ali ripiegate; ero anche riuscito a trovare il set fotoinciso della Airwaves relativo al sistema di ripiegamento e disegnato per il vecchio kit Frog. Purtroppo questo set si è rivelato completamente inutilizzabile a causa delle dimensioni dei pezzi non combacianti con il kit Special Hobby; non mi è rimasto altro da fare che autocostruire il tutto. Ho quindi cominciato a segare le ali con un seghetto molto sottile; la parte centrale dell'ala che mi è rimasta è stata incollata alla fusoliera dopo che vi avevo inserito all'interno i vani carrello. Anche qui è necessario un discreto lavoro di adattamento, poiché lo spessore della plastica non consente ai pozzetti di entrare comodamente all'interno dell'ala. La parte interna della fusoliera che viene scoperta quando le ali si ripiegano è stata autocostruita con Evergreen di vario spessore. A questo punto ho anche iniziato l'autocostruzione del sistema di ripiegamento delle due semiali e della porzione centrale dell'ala, servendomi delle foto trovate su Internet ed utilizzando anche qui materiale Evergeen di varia forma e spessore. Sono state aggiunte anche le luci di navigazione, il faro di atterraggio e le carenature in resina dei cannoni sulle semiali. Dopo aver aggiunto i piani di coda opportunamente modificati per rappresentarli abbassati, sono passato ai trasparenti. Purtroppo quelli della scatola, pur avendo un'ottima trasparenza, sono in un unico pezzo; ho quindi fatto uno stampo di quello anteriore e poi ho tagliato il parabrezza frontale e l'ho incollato alla fusoliera, mentre il canopy è stato termoformato. Ho quindi incollato il tettuccio del cockpit posteriore, ma dopo l'asciugatura della colla, forse a causa di qualche sforzo esercitato sulla fusoliera, il tettuccio si è riempito di piccole crepe. Dopo averlo quindi rimosso, sono riuscito a farne uno stampo, dopodiché è stato termoformato, reincollato alla fusoliera e mascherato. I vani carrello sono molto ben dettagliati e non necessitano di modifiche o aggiunte; le ruote sono state appiattite, mentre i portelli dei carrelli, a causa dello spessore eccessivo della plastica, sono stati ricostruiti completamente con plasticard da 0.25 mm. Il serbatoio ausiliario è stato reinciso e gli anelli di rinforzo sono stati realizzati con striscioline di plasticard; sono state aggiunte anche le tubazioni del carburante in filo di rame. I vari sottoinsiemi, cioè la fusoliera e le due semiali, sono stati quindi ripuliti e preparati per la verniciatura.

Verniciatura.

L'esemplare che ho deciso di riprodurre è il n°277 del 1771° Sqn, un gruppo di volo che iniziò le sue operazioni nell'ottobre 1944 contro le postazioni costiere norvegesi. Nel maggio 1945 fu trasferito alla Flotta Britannica del Pacifico ed i Firefly di questo gruppo furono i primi aerei della FAA a volare sul Giappone, attaccando aeroporti nelle vicinanze di Tokyo. Prima di applicare la mimetica ho dato una mano leggera di grigio chiaro per rilevare gli ultimi difetti superficiali da correggere, dopodiché ho effettuato un pre-shading con il nero lungo le pannellature. Il colore Sky che ho utilizzato è il Gunze, schiarito con circa 30% di bianco e miscelato con circa 10% di grigio chiaro per ridurre la sua brillantezza. Dopo aver verniciato tutte le superfici inferiori, ho schiarito ulteriormente il centro dei vari pannelli e ho dato una mano di trasparente lucido per proteggerlo dalla successiva mascheratura. Il Dark Slate Grey è stato ottenuto partendo dal Khaki Tamiya, aggiungendo Olive Drab e grigio fino ad ottenere la tonalità corretta; dopo averlo steso, ho passato di nuovo del trasparente lucido, dopodiché ho effettuato la mascheratura per stendere l'Extra Dark Sea Grey. Anche qui l'interno dei vari pannelli è stato schiarito. Dopo aver posato le decal (molto belle e sottili) ho dato l'ultima mano di trasparente lucido Model Master, poi ho effettuato un lavaggio con colori ad olio grigio scuro per le superfici superiori e verde scuro per le superfici in Sky. Dopo due mani di trasparente opaco Model Master, ho tolto le mascheratura ai canopy ed ho realizzato i frames con striscioline di decal trasparente colorata prima con il colore degli interni e poi degli esterni. I sistemi di ripiegamento alare, i vani carrello e i portelli dei carrelli sono stati colorati con il verde degli interni, a cui ha fatto seguito un lavaggio piuttosto pesante con il verde scuro e poi un drybrush con verdi sempre più chiari. Le gambe dei carrelli ed i mozzi delle ruote sono in alluminio Model Master. Le scrostature della vernice sono state realizzate con il Metalizer Magnesium della Model Master.

Costruzione finale.

Dopo aver montato i carrelli, sono passato all'unione delle semiali alla fusoliera: l'operazione è stata piuttosto delicata ed ha richiesto un elevato numero di prove a secco per ottenere la giusta inclinazione delle semiali, sia sul piano longitudinale che trasversale. Le semiali sono state unite alla fusoliera tramite due spilli in acciaio nascosti alla vista; con lo stesso materiale sono state realizzate le due barre rosse posteriori che tengono in posizione le semiali quando sono ripiegate. In questo modo sono riuscito ad ottenere una struttura piuttosto resistente, nonostante le limitate superfici di incollaggio. Dopo aver incollato l'elica, il gancio d'arresto ed il canopy anteriore, ho terminato il modello realizzando l'antenna in sprue filato e colorato di nero.

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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