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Cenni storici.
La Lockheed iniziò a produrre aerei nel 1929 e divenne subito famosa per l' elevato livello tecnologico della sue realizzazioni. Tuttavia, una politica commerciale non all'altezza della situazione, rischiò ripetutamente di far fallire la   compagnia. Le famose “Stelle” della Lockheed (l' Air Express, il Sirius, il Vega, l' Altair e l' Orion) sulle quali si basò il successo iniziale della compagnia, vennero tutte prodotte in quantità modeste. Lo stesso si dica per il Model 10 Electra che ne seguì: ciò era in parte dovuto al fatto che questo areroplano vide la luce all'inizio degli anni 30, quando, a causa della depressione, vi erano pochssime compagnie aeree in grado di rinnovare la propria linea con velivoli così avanzati. Nel 1937 apparve il Model 14 Super Electra ma le cose non andarono molto meglio: sebbene il Model 14 fosse più veloce del DC3, quest'ultimo poteva trasportare una quantità di persone o materiale molto superiore. Alla fine dell' anno, la salvezza della Lockheed era nelle mani del P38, un progetto che avrebbe portato ad una produzione stimata di circa 60 esemplari per l'USAAF. In Europa le cose stavano però per cambiare; la corsa agli armamenti tedesca aveva convinto la Gran Bretagna ad aggiornare il suo obsoleto parcomacchine e n  el 1938 una commissione inglese giunse nella California del sud in visita alla Lockheed. Allla commissione venne proposta la conversione del Model 14 in un bombardiere/ricognitore leggero; la commissione accettò la proposta, anche perché il Model 14 era un velivolo conosciuto dagli inglesi, in quanto utilizzato da alcune compagnie aeree britanniche per trasporti veloci. Nel settembre 1938 venne firmato un ordine per 200 esemplari, l' ordine più grande mai ricevuto dalla Lockheed. I primi Hudson MkI giunsero in Inghlterra nella primavera del 1939 e vennero dati in dotazione ad alcuni reparti del Coastal Command per sostituire i vecchi Avro Anson. L' Hudson si dimostrò subito un ottimo velivolo e successivamente ne vennero ordinati numerosi altri esemplari con motorizzazioni diverse, dando origine alle versioni Mk III, IV e V.
Il modello.
Il modello che ho utilizzato è l'MPM in scala 1/72. Si tratta di un discreto modello, in linea con le ultime produzioni  provenienti dall'Est europeo. Le pannellature sono incise, ma in alcuni punti sono poco definite o non perfettamente rettilinee. Sono presenti alcune sbavature, soprattutto sui pezzi più piccoli. Gli interni forniti dalla scatola sono piuttosto completi, anche se un po' grossolani nei dettagli. I motori sono forse la parte peggiore del kit e sono le uniche parti che hanno veramente bisogno di essere sostituite. I trasparenti sono sufficientemente sottili e limpidi, ma il canopy presenta un effetto lente molto accentuato. La torretta dorsale è divisa in due semigusci (inferiore e superiore); purtroppo la parte superiore presente nella mia sc atola era mancante di una parte. E' bastata però una e-mail alla MPM per vedermi recapitata a casa nel giro di una settimana una scatolina con un set completo di parti trasparenti per il mio Hudson. Le decal sono molto belle e sottili e consentono la realizzazione di tre esemplari, tutti dei primi mesi di guerra e tutti con la stessa mimetica in Dark Earth e Dark Green su Sky. Uno di questi esemplari è riproducibile alternativamente con le superfici inferiori in nero. Per quanto riguarda la documentazione, ho trovato degli ottimi walkaround sui siti www.hyperscale.com e www.cybermodeler.com , con molte foto degli esterni e degli interni, torretta dorsale compresa.
La costruzione.
Invece di co minciare dagli interni, questa volta ho iniziato con la costruzione dei piani di coda. Le pannellature sono state riprese, poi ho separato separato il timone di profondità e l' ho riposizionato abbassato. Succesivamente ho incollato i due timoni verticali; qui è stato necessario un certo lavoro di adattamento che non è però stato sufficiente a prevenire la comparsa di grosse fessure tra timone orizzontale e verticale. Dopo aver stuccato e rifinito  i piani di coda, ho provvedto a riprendere tutte le pannellature dellla fusoliera e delle ali. Successivamente ho carteggiato l'interno della fusoliera per eliminare la struttura che simula le ordinate ed i correntini in modo piuttosto grossolano. Con lo stucco bico mponente Tamiya ho riempito le due grosse cavità presenti all'interno delle semifusoliere in prossimità delle radici alari, poi, con strisce di Evergreen da 0.25mm, ho ricostruito la struttura interna della fusoliera. Sempre utilizzando l' Evergreen in diversi spessori ho ricostruito o migliorato quasi tutti i particolari presenti all'interno della fusoliera; in particolare, ho dovuto rifare completamente il sedile del pilota ed il pavimento anteriore della fusoliera. I trasparenti della fusoliera forniti nella scatola sono piuttosto trasparenti, ma in alcuni di essi sono visibili delle lineee di fusione della plastica, perciò ho deciso di sostituirli tutti con altri rifatti con l' acetato Evergreen. La grossa paratia che divide la cabina dal vano di carico funge anche da longherone per l'ala; tuttavia, visto ch e en tra per pochi millimetri nell'ala, ho provveduto a scavare nelle ra dici alari le sedi per altri due piccoli longheroni, in modo da avere un incollaggio più robusto per l' ala. Avendo intenzione di ricostruire il vano bombe, ho provveduto a tagliare i portelloni del vano stesso; visto lo spessore eccessivo della plastica, questi due portelloni sono stati rifatti con lamierino di ottone e parte interna in plasticard. Passando alle ali, ho tagliato i flap con un seghetto con lama in fotoincisione, poi ho provveduto a ricostruire la struttura interna dei pozzetti dei carrelli. Le fessure presenti sull' esterno delle ali sono state forate con l' aiuto di una punta da 0.3mm e poi con il cutter. I flap sono stati ricostruiti partendo da quelli tagliati dalle ali; la parte superiore è stata rifatta in plasticard, dopodichè in ogni flap ho praticato 5 tagli larghi circa 2mm, all' interno dei quali ho inserito le sl itte di scorrimento r ifatte con l' alluminio delle lattine delle bibite. Il tutto è poi stato stuccato con la colla cianoacrilica. A questo punto ho iniziato la verniciatura degli interni, utilizzando un Interior Green realizzato partendo dagli acrilici Tamiya; l' interno di ogni pannello è stato ripreso con il colore di base opportunamente schiarito, mentre le ordinate della fusoliera sono state ripassate con un verde molto chiaro a pennello per metterle in evidenza. Tutti i dettagli interni sono stati colorati con gli acrilici A ndrea, poi, con un grigio molto scuro, ho realizzato delle piccole scrostature su tutti gli interni. Lo stesso procedimento di verniciatura è stato seguito per gli interni dei vani carrello. La fusoliera è stata quindi incollata, poi alla stessa sono state unite le ali ed i piani di coda; anche qui sono state necessarie svariate applicazioni di stucco. Con il plasticard da 0,25mm ho relizzato la struttura interna dei vani dei flaps, poi ho incollato alle ali le parti superiori dell e slitte di scorrimento dei flap stessi. Vista la posizione sporgente di queste slitte, per evitare rotture in fase di verniciatura, esse sono state incollate alle ali con il cianoacrilato e rinforzate con spilli di acciaio. La parte anteriore del muso è fornita in tre pezzi trasparenti; questi sono stati incollati tra di loro, poi ho carteggiato l' insieme ottenuto fi no ad avere una superficie esterna liscia ed unforme. Con carta abrasiva finissima e con il polish ho ridato trasparenza al tutto, poi l' insieme del muso è stato immerso nella Future lasciato asciugare per un giorno prima di ripetere l'operazione. Il muso trasparente è stato incollato alla fusoliera, le ultime fessure sono state eliminate ed i trasparenti del muso sono stati mascherati con il nastro Tamiya. Dopo aver incollato il canopy della cabina di pilotaggio, ho effettuato la stessa operazione di carteggiatura e di restaurazione della trsparenza con il polish. Purtroppo il canopy lisciato presentava un effetto lente molto accentuato, per cui ho deciso di rimuoverlo e di rifarlo in vacuform. Prima di incollarlo, il nuovo canopy è stato immerso alcune v o lte nella Future. L' interno della torre tta dorsale è stat o completamente autocostruito, poiché nella scatola sono fornite solo le due mitragliatrici, peraltro piuttosto bruttine e poco dettagliate. Il tutto è stato colorato in nero, seguito da un drybrush in grigio. Le canne delle mitragliatrici sono state sostitute con altre della Quickboost. Dopo aver assemblato gli interni della torretta, quest' ultima è stata chiusa ed ho realizzato i frames con strisce di decal trasparente verniciata in nero. Prima di iniziare la colorazione del modello ho assemblato i due motori, utilizzando il set in resina dell' Aires dedicato al Wright R-1 820. Per il motore di sinistra (che rimarrà senza cofanatura) ho realizzato il collettore di scarico, il castello motore, tubature e cablaggi vari. I motori sono stati colorati in nero e rifiniti con vari drybrush di colori metallici via via sempre più chiari. Le aste delle punterie sono state realizzate in filo di rame e colorate in alluminio. L' interno della stiva bombe è stato autocostruito con profilati Evergreen e fili di rame di vario spessore. Le gambe carrello sono state dotate dei fili dei freni e dei compassi antitorsione opportunamente assottigliati. L' effetto peso dei pneumatici è stato ottenuto con lo stucco Tamiya.
La verniciatura.
Ho iniziato la fase di veniciatura con una mano di fondo grigio chiaro acrilico e, dopo aver eliminato le varie imperfezioni della superficie venute alla luce, ho effettuato un pre-shading in nero lungo tutte le pannellature. Il primo colore dato sul modello è stato il Dark Ear th, ottenuto con miscele di colori Tamiya; il centro di ogni pannell o è poi stato sch iarito con il colore di base addizionato di bianco. Dopo aver realizzato la mascheratura per la mimetica con nastro di carta da carrozziere ho dato il Dark Green, anch'esso ottenuto da miscele di colori Tamiya. Prima di togliere la mascheratura, ho schiarito i vari pannelli con il verde addizionato di bianco. A questo punto ho dato una prima mano molto leggera e diluita di Future per proteggere la superficie, poi ho fatto un lavaggio ad olio lungo le pannellature, utilizzando un verde ed un marrone, entrambe piuttosto scuri. Ad asciugatura avvenuta, ho dato alcune mani leggere di Future per preparare la superfice per la posa delle decal; queste ultime sono molto sottili e reagiscono bene al MicroSol e MicroSet. Le decal sono poi state sigillate con un' ulteriore mano leggera di Future e, ad asciugatura avvenuta, ho opacizzato il modello, utilizzando sempre la Future con aggiunta di Flat Base Tamiya. Dopo ave r lasciato asciugare il tutto per alcuni giorni, ho mascherato le superfici inferiori che sono state verniciate in nero; successivamente ho mascherato la zona della stiva bombe e dei flap e li ho colorati in Interior Green. Anche le superfici inferiori hanno ricevuto una mano di trasparente opaco, facendo però attenzione a non darne troppo per non rischiare di “sbiancare” il nero. Dopo aver tolto tutte le mascherature dei trasparenti, ho realizzato i frames del canopy con strisce di decal colorate, poi sono passato alla colorazione dei vari accessori come eliche, ruote, carrelli, ecc. Il lavoro sul modello si è concluso con l'installazione dei carrelli e degli accessori esterni (motori, eliche, torretta, ecc.).
La basetta.
La basetta è una cornice per fotografie, con uno strato di Das per simulare il terreno; l' erba è quella per modellismo    ferroviario incollata con Vinavil e colorata ad aerografo con varie tonalità di verde. Il Matador è di provenienza Airfix; si tratta di un discreto modello che necessita però di alcuni affinamenti, soprattutto a livello dei parafanghi. Il telo di copertura del cassone è stato rifatto con carta impregnata di colla vinilica stesa su una struttura di sostegno in filo di ottone. Per verniciare il Matador ho usato un blu-grigio molto scuro, ottenuto partendo dal Medium Blue Tamiya. Le lumeggiature s ono state fatte in parte con l' aerografo ed in parte tramite drybru sh; per i lavaggi ho usato un blu ad olio molto scuro. Il carrello per il cambio delle eliche è stato completamente autocostruito partendo da una foto trovata su un libro dedicato al Lancaster. Le ruote provengono da un Viggen dell'Hasegawa. Il colore è lo stesso utilizzato per il Matador. I figurini sono della CMK e provengono dal set dedicato ai meccanici inglesi per il Wellington e dal set degli equipaggi degli U-Boat. Alcuni sono stati modificati nelle pose e sono stati tutti colorati con gli acrilici Andrea.
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