|


La costruzione.
Il modello utilizzato è il Trumpeter in 1/48. Si tratta di un discreto modello con un buon livello di dettaglio; il cockpit è dotato di pannelli strumenti trasparenti, con relativi strumenti su film fotografico. Le pannellature sono incise, anche se in alcuni punti risultano molto leggere, a causa del sottosquadro. Si possono realizzare due versioni del velivolo, una cinese ed una pakistana, entrambe in natural metal.Per realizzare questo modello ho utilizzato il relativo set di fotoincisioni precolorate della Eduard, relative sia agli interni che agli esterni del modello. Si tratta di un set estremamente completo che permette di colmare quasi tutte le lacune del modello, anch e se per alcune parti (ad esempio, gli ugelli di scarico) richiede una certa esperienza. Il lavoro di costruzione è iniziato dal cockpit; l' unica difficoltà è stata quella di realizzare (partendo dall'azzurro Tamiya) un azzurro identico a quello delle fotoincisioni precolorate. A colorazione avvenuta ha fatto seguito un lavaggio con un blu scuro ad olio e poi un leggero drybrush con un azzurro più chiaro di quello di base. Tutti i dettagli del cockpit sono forniti dalla Eduard, non c'è bisogno di autocostruzioni varie e quindi il lavoro ha proceduto in maniera piuttosto rapida. I seggiolini forniti nella scatola sono quelli sovietici e sono adatti solo alla versione cinese; i v elivoli pakistani furono dotati sin dall'inizio di seggiolini Martin Baker Mk10 PKD. Questo tipo di sedile differisce leggermente dal Mk10 montato anche sui velivoli italiani perché vi sono due rigonfiamenti al lati del poggiatesta. Purtroppo non sono riuscito a trovare foto ravvicinate di questo sedile (nemmeno sul sito della Martin Baker) e quindi ho dovuto usare quelle del volume della 4+ dedicato al MiG 19, che però non mostrano la parte bassa del sedile. Ho quindi utilizzato due Mk10 della Pavla, dettagliandoli con fili di rame di vario spessore e autocostruendo i due rigonfiamenti del poggiatesta con plasti card. Prima di incollare le due semifusoliere, ho reinciso il modello in quelle zone in cui le pannellature risultavano troppo poco pronunciate. Una volta incollate le due fusoliere, gli unici grossi problemi che si sono presentati hanno riguardato la presa d' aria frontale; purtroppo risulta un po' asimmetrica e quindi, usando plasticard incollato con cianoacrilato, ho ricostruito la parte laterale mancante. L' altro grosso problema è costituito dal fatto che la parte inferiore interna della presa d' aria è fornita da un pannello da incollare a parte; così facendo si crea però una discreta fessura all'interno della presa d'aria, in una zona molto visibile e no n stuccabile. Per ovviare a questo problema, ho rivestito l' interno della presa d' aria con plasticard da 0.13mm, mascherando così tutte le fessure. Tutte le superfici mobili sono fornite separatamente; questo crea però dei problemi nella zona dei flaps e del timone di coda, dove è necessario intervenire con varie stuccature per porre rimedio al fatto che spesso le superfici mobili sono di sezione inferiore rispetto al corpo principale dell'ala e del timone. Dopo questa operazione, le ali sono state incollate alla fusoliera senza particolari problemi. Le due paratie antiscorrimento più interne sono sta te rifatte in plasticard da 0,25 mm, mentre quelle più grandi ed esterne sono sufficientemente sottili. Sempre con il plasticard da 0,25 mm ho realizzato i portellini delle prese d'aria ausiliarie situate sul dorso della fusoliera (4 per lato). I trasparenti sono piuttosto sottili e limpidi; va solo eliminata la cresta centrale. La parte centrale del parabrezza non è liscia ma ruvida e quindi poco trasparente; ho quindi provveduto a lisciarla con carta abrasiva e polish, poi tutti i trasparenti sono stati immersi nella Future. I serbatoi subalari necessitano di una discreta stuccatura, soprattutto nella zona d'attacco dei piloni; dopo aver rifatto le incisioni perse durante l' incollaggio, ho dato una mano di primer grigio Tamiya che è poi stato lucidato con il polish, in preparazione per la finitura metallica. I carrelli sono realizzati molto bene, ho solo aggiunto alcuni particolari in fotoincisione. Prima di iniziare la fase di verniciatura, ho incollato la deriva ed i piani di coda, senza problemi particolari a parte una leggera stuccatura alla base della deriva.
La verniciatura.
Come gia detto in precedenza, la scatola offre solo due versioni del velivolo, entrambe in natural metal. Volendo realizzare una mimetica meno anonima, ho cercato e trovato su internet diverse foto degli FT6 pakistani con la livrea a tre toni di grigio. Per realizzare tale mimetica ho usato gli acrilici Gunze, mescolandoli fino ad ottenere le tonalità che mi sembravano corrette. Ho quindi iniziato con la colorazione delle superfici inferiori con il grigio più chiaro, poi, ad asciugatura avvenuta, ho realizzato delle mascherature in cartoncino ed ho spruzzato il grigio intermedio su tutte le superfici superiori. Utilizzando altre mascherature ho poi spruzzato il grigio più scuro sulle ali e sui piani di coda. Tutte le mascherature sono state fissate con nastro Tamiya e lasciate leggermente discostate dal modello, in modo da avere una leggera sfumatura. La prima parte dell' invecchiamento è consistita in una desaturazione del colore su tutti i pannelli del velivolo, usando i grigi di base progressivame nte schiariti con quantità sempre maggiori di bianco. A questo ha fatto seguito una prima mano di vernice acrilica lucida, poi ho esguito un lavaggio con il terra di siena bruciata, limitandomi però alla parte centrale e posteriore della fusoliera, in modo da imitare i cambiamenti di tonalità del colore di fondo dovuti alle perdite d'olio dai motori. Ad asciugatura avvenuta, ho dato un'ulteriore mano di trasparente lucido per la posa delle decal. La maggior parte delle decal provengono dalla scatola e sono di buona qualità, anche se un po' spesse. L' unica decal che mancava era quella triangolare di reparto: per realizzarla ho scannerizzato un disegno presente su un numero dell' enciclopedia “L' Aviazione”, l' ho ritoccato con il Photoshop e poi l' ho stampato su un foglio decal vergine giallo della Tauromodel. I bordini rossi sono stati realizzati con striscette di decal rossa. Le decal sono state ricoperte con un ulteriore mano leggera di trasparente lucido e poi alcune mani di trasparente opaco ottenuto con la Future ed il Flat Base Tamiya. Ad asciugatura avvenuta ho evidenziato le pannellature con dei grigi scuri ad olio. I pozzetti e le gambe del carrello sono stati colorati con lo stesso azzurro degli interni e sono stati invecchiati con dei lavaggi ad olio blu scuro. I serbatoi subalari e la parte posteriore della fusoliera sono stati colorati con l' Alclad Alluminio. I seggiolini sono stati colorati con gli acrilici Andrea e collocati nel cockpit alla fine del montaggio. La costruzione del modello si è conclusa con l' incollaggio dei carrelli, dei canopy e dei serbatoi. Per realizzare la basetta ho semplicemente utilizzato una cornice per fotografie, colorata con acrilici Tamiya. L'erba è quella per modellismo ferroviario incollata con Vinavil e colorata ad aerografo con varie tonalità di verde.
|