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Cenni storici.
Nel 1942 la famiglia dei P-40 era arrivata alla versione F, dotata di motore Merlin. Sebbene quest’ultima versione rappresentasse un deciso miglioramento nelle prestazioni generali delvelivolo, la scarsità di motori Merlin indusse la Curtiss a progettare la versione K, d otata del nuovo Allison V-1710-73. Il primo P-40K decollò nell’agosto del 1942 e presentava una fusoliera simile a quella della versione E, ma con una deriva ingrandita per far fronte ai problemi di stabilità longitudinale. Questo problema venne risolto a partire dalla versione K-10, adottando la fusoliera lunga del P-40F. Nel 1943 lacronica mancanza di motori Merlin obbligò di nuovo la Curtiss ad utilizzare gli Allison sulle linee di montaggio dei P-40. Nacque così il P-40M, dotato delmotore V-1710-18 e con una fusoliera simile a quella del P-40K-20, con un’unica differenza rappresentata da un pannello di raffreddamento simile a quello del P-40N situato davanti ai tubi di scarico. Originariamente questa versione venne costruita solo per l’esportazione e fu utilizzata dalla RAF, SAAF, RAAF e RNZAF; alcuni esemplari tuttavia vennero utilizzati anche dall’USAAF in Cina e nel Mediterraneo. La RAF designò questi velivoli come “Kittyhawk Mk III”, allo stesso modo cioè dei P-40K ed L.
Il modello.
La scatola che ho utilizzato fa parte della serie “Profipack” della Eduard. All’ interno si trovano lestampate del P-40M della Mauve: la qualità di quest o modello è decisamente elevata, le pannellature sono incise molto finemente e gli interni sono piuttosto completi, anche se in alcune zone il dettaglio è un po’ scarso. Per ovviare a questo, la Eduard ha fornito alcune parti in resina che, oltre a comprendere le ruote ed i pozzetti del carrello, consentono la ricostruzione completadel cockpit e dei radiatori frontali dell’olio. Viene inoltre fornita una lastra fotoincisa e le “Express Mask” per mascherare i trasparenti. Le decals sono estremamente sottili e oltre a fornire un serie completa di stencils, permettono di realizzare un esemplare neozelandese, uno inglese, uno sudafricano, uno brasiliano ed uno russo.
La costruzione.
La costruzione di questo modello è stata piuttosto semplice e veloce, grazie alla buona qualità del kit. Il tutto è cominciato con l’eliminazione dei residui di colata dai pezzi inr esina; le paratie laterali del cockpit sono state incollate alla fusoliera ed ilpannello strumenti in fotoincisione è stato completato con il film in acetato. Il seggiolinoha ricevuto le cinture fotoincise e tutto il cockpit è stato colorato con l’Interior Green della Pactra. In seguitoho effettuato undrybrush con il colore di base sempre più schiarito fino ad arrivare al giallo e poi ho eseguito un leggero lavaggio ad olio con un verde scuro. Tutti i particolari sono poi stati colorati con gli acrilici Andrea. Lasostituzione del radiatore frontale con quello in resina ha richiesto un discreto lavoro per adattare i due pezzi in resina alle semifusoli ere; anche il radiatore è stato colorato con l’Interior Green della Pactra. A que sto punto ho chiuso le due semifusoliere, ho stuccato con cianoacrilato le poche fessure presenti e ho rifatto le pannellature scomparse. Prima di procedere al montaggio delle ali, ho tagliato i timoni di profondità e gli alettoni perriposizionarli mossi, poi ho incollato i pozzetti dei carrelli in resina. La parte inferiore dell’ala è stata incollata alla fusoliera; posizionando le due semiali superiori ho scoperto una fessura piuttosto ampia alla radice dell’ala che ho provveduto a colmare con strisce di plasticard e poicon una piccola stuccatura con il cianoacrilato, la quale mi ha poi costretto a riprendere lepannellature presenti in quella zona. Le mitragliatrici alari si trovano sulla linea di giunzione tra la semiala superiore e quella inferiore e la pulizia del bordo d’entrata dell’ala tra le tre canne si è rivelata alquanto difficile, perciò ho deciso di asportare completamente le mitragliatrici per poi rifarle con del rod Evergreen da 1 mm. Le piccole bugne alla base delle canne sono state ricostruite con lo stucco bicomponente della Tamiya. Il montaggio del tettuccio trasparente si è rivelato un po’ difficoltoso nella parte posteriore della fusoliera; in questa zona ho dovuto carteggiare la parte trasparente per pareggiarla con la fusoliera, fortunatamente attorno alla finestratura vi è una buona parte di plastica trasparente che andrà poi verniciata e che quindi si può carteggiare senza troppi problemi. I trasparenti, pur essendo molto limpidi, sono piuttosto spessi e quindi ho deciso di termoformare la parte centrale che poi scivola all’indietro quando il tettuccio è aperto.
La verniciatura.
La fase di verniciatura èiniziata con una mano di grigio acrilico che ha permesso di evidenziarealcune imperfezioni della c ostruzione che sono poi state eliminate; a questo ha fatto seguito un pre-shading in nero lungo le pannellature. La prima parte ad essere stata verniciata èquella inferiore; l’Azure Blue che ho utilizzato è stato realizzato con gli acrilici Gunze, partendo dal Blue Gray H42 e correggendolo con grigio e bianco fino ad ottenere una tonalità che mi sembrava corre tta. I due colo ri della mimetica superiore, cioè Dark Earth e Mid Stone sono stati realizzati con gli acrilici Tamiya, partendo rispettivamente dall’ XF 52 e XF 59. Ho cominciato con l’aerografare il Mid Stone, poi ho realizzato le mascheratura con il nastro di carta, tenuto leggermente sollevato ai bordi; il tutto è poi stato protetto con una prima mano di trasparente lucido Model Master. Per effettuare l’invecchiamento ho utilizzato i colori di base schiariti con percentuali progressivamente maggiori di bianco, con i quali ho poi provvedutoa schiar ire l’interno dei  pannelli. Con il Tire Black Gunze fortementediluito ho cercato di ricreare le ombre lasciate dalla sporcizia edal flusso dell’ariasulle superfici del velivolo. Dopo una nuova mano di trasparente lucido, ho effettuato un lavaggio lungole pannellature con il Terra d’Ombra ad olio. I vani dei carrelli sono stati colorati con l’Interior Green utilizzato per gli interni, mentre per le gambe dei carrelli ho utilizzato l’ Alluminio Model Master. L’ ogiva dell’elica è in rosso XF7 Tamiya, corretto con un po’ di nero. A questo punto ho effettuato la posa delle decal, che si sono rivelate di ottima qualità, in quanto estremamente sottili e con pochissimo film laterale; utilizzando gli ammorbidenti Microscale non ho avuto nessuna difficoltà in questa operazione, tranne un piccolo ritocco alla parte inferiore della bocca di squalo che ho effettuato con il rosso ed il bianco Andrea. Dopo alcune mani di trasparente opaco Model Master, ho provveduto al montaggio finale del modello.
   
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