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Cenni storici.

Nello stesso periodo in cui la RAF affrontava la Luftwaffe nei cieli d’ Inghilterra, la Fleet Air Arm della Royal Navy si rivelava seriamente limitata nelle sue operazioni a causa dell’ obsolescenza dei suoi velivoli da caccia. Sebbene fosse stata promessa una versione dello Spitfire con ali ripiegabili, nel marzo del 1940 Churchill cancellò tale proposta per far fronte alle ben più pressanti necessità della RAF. Fu necessario aspettare l’ottobre del 1942 affinché un’ unità di prima linea della FAA, l’ 801° Squadron imbarcato sulla HMS Furious, venisse equipaggiato con il Seafire Ib, versione navalizzata dello Spitfire Vb; dopo questo lento inizio, lo sviluppo e la produzione di Seafire motorizzati Merlin aumentò progressivamente, permettendo alla FAA di condurre operazioni in maniera sempre più efficace. Lo sviluppo dei Seafire motorizzati Griffon fu inizialmente più lento di quello degli Spitfire con lo stesso tipo di motore, al punto che , mentre il primo Griffon Spitfire entrò in servizio nella RAF nel 1943, il primo Griffon Seafire raggiunse l’operatività solo dopo la fine della guerra, nel 1945; questo modello di Seafire, il Mk XV, fù quasi subito seguito dal modello F.17, il primo ad avere la fusoliera con profilo basso, canopy a bolla ed un carrello rinforzato. Tuttavia, dal 1943 in poi, la progettazione e la pianificazione costruttiva degli ultimi modelli di Spitfire andò di pari passo con quella dei Seafire, cosicché la successiva versione di Seafire fu la F.45, equivalente dello Spitfire F.21 terrestre, che entrò in servizio limitatamente alleunità di seconda linea nel 1946. Le due versioni finali di Seafire furono la FR.46 e 47, equivalenti dello Spitfire Mk 22 e 24. L’ FR.46 equipaggiò solo due unità di seconda linea, mentre la versione FR.47 equipaggiò l’ 800° Squadron a bordo dell’ HMS Triumph,  l’ 804° Squadron a bordo dell’ HMS Glory e il 1833° Squadron della Royal Naval Volunteer Reserve. Nel 1950 l’ HMS Triumph venne inviata a combattere in Corea e l’800° Squadron condusse 245 missioni di Combat Air Patrol e 115 di attacco al suolo, diventando così l’ultimo gruppo ad utilizzare velivoli della famiglia Spitfire/Seafire in combattimento.

Il modello.

Il modello che ho utilizzato per questa realizzazione è l’ Airfix in 1/48, un kit ormai reperibile con molta difficoltà. Devo ammettere che quando ho aperto la scatola sono rimasto impressionato dal dettaglio superficiale, pari o forse superiore ai kit di produzione giapponese. Le pannellature sono finemente incise e non mancano le linee di rivetti dove necessario; i bordi d’ uscita delle ali e dei piani di coda sono sottilissimi e viene data la possibilità di realizzare il modello con le ali estese o ripiegate. Per realizzare le due versioni FR 46 e 47 (diverse nella configurazione alare), vengono fornite due ali diverse. L’ unico neo è dovuto al fatto che l’ ala della versione FR 47 è predisposta per essere montata ripiegata, quindi con la parte esterna delle semiali staccata dalla parte centrale; se si desidera realizzare un FR 47 con le ali estese è perciò necessario un lavoro di incollaggio e stuccatura in una zona ricca di pannellature che possono venire rovinate. Gli aspetti negativi di questo kit sono tre: un cockpit un po’ grossolano e poco dettagliato, le pale dell’elica che necessitano di una correzione ed un canopy che (se montato aperto) “siede” troppo alto sul dorso della fusoliera. Con le decal fornite si possono realizzare due esemplari, un FR46 del N° 1832 Naval Air Squadron ed un FR47 del N° 800 Naval Air Squadron.Il set in resina dell’ Aires che ho utilizzato per questo modello comprende l’ intero cockpit, il sistema di ripiegamento alare, il motore con i suoi accessori, il castello motore e tutte le cofanature; il dettaglio è spettacolare ed il motore in particolare necessita solo dell’aggiunta delle tubature e cablaggi.

Costruzione e verniciatura.

La costruzione del modello è iniziata con la separazione delle parti in resina del set Aires dalle materozze di colata. Successivamente ho proceduto ad eliminare il dettaglio interno delle due semifusoliere per procedere alla costruzione del cockpit in resina; quest’ ultimo si adatta piuttosto bene alla fusoliera dell’ Airfix, è necessario però assottigliare la stessa oltre alle pareti laterali in resina. Con una fresa Dremel ed un po’ di carta abrasiva il lavoro può essere portato a termine in poche ore. Prima di iniziare l’assemblaggio vero e proprio del cockpit, ho provveduto al taglio della parte anteriore della fusoliera, in modo da poter poi esporre alla vista il motore. L’ operazione risulta piuttosto semplice, in quanto è sufficiente seguire le linee della cofanatura per il taglio, assicurandosi solo di adattare al meglio la paratia parafiamma fornita nel set Aires. A questo punto mi sono dedicato alla colorazione del cockpit, iniziando con un alcune mani di nero opaco Tamiya; il grosso del lavoro è consistito nell’effettuare diversi drybrush con toni di grigio sempre più chiari per mettere in evidenza i dettagli. Il drybrush deve essere piuttosto accentuato per permettere di intravedere qualcosa in un cockpit tutto nero con la fusoliera chiusa. Tutti i dettagli di altri colori, tipo levette, pomelli ecc. sono stati realizzati con gli acrilici Andrea; stesso discorso vale per lo schienale del sedile e per le cinture di sicurezza. A lavoro terminato, ho inserito le finestrelle trasparenti delle fotocamere all’interno delle semifusoliere, poi ho incollato tra loro quest’ ultime; ad asciugatura avvenuta, ho inserito dal basso il cockpit in resina che ho fermato con dosi abbondanti di cianoacrilato. Si sono rese necessarie solo due piccole stuccature in prossimità del portello d’ingresso e della paratia posteriore, dopodichè tutto il cockpit è stato mascherato per evitare l’intrusione della polvere. Nel frattempo ho iniziato ad assemblare il motore, attaccando in maniera provvisoria allo stesso il suo castello di supporto, poi ho incollato la paratia parafiamma alla fusoliera, assicurandomi che avesse l’inclinazione corretta per far rimanere il motore in posizione perfettamente orizzontale. Subito dopo ho incollato alla fusoliera la cofanatura inferiore del motore (quella che ospita la presa d’ aria del compressore) e questa si è rivelata l’unica parte che necessita di un certo aggiustamento, in quanto è necessario eliminare parte del dettaglio interno, altrimenti il motore rimane inclinato verso l’ alto. Avendo deciso di riprodurre il modello con le ali ripiegate, ho incollato alla fusoliera il piano centrale dell’ ala; alla radice alare si è creata una piccola fessura che ho riempito con striscette di plasticard. Contemporaneamente ho assemblato le due semiali esterne, adattando alle stesse il sistema di ripiegamento alare fornito nel set Aires. Le pale delle eliche controrotanti devono essere modificate: dalle foto si nota infatti che i dischi di rotazione delle due eliche hanno lo stesso diametro, quindi è necessario allungare leggermente le pale dell’elica anteriore con dei riporti in plasticard che andranno poi sagomati. I timoni di profondità sono stati tagliati e riposizionati abbassati; il timone direzionale è stato affinato nel bordo d’ uscita ed incollato alla fusoliera. Gli ultimi lavori sono consistiti nel ripulire e rifinire il carrello (aggiungendo le tubature dei freni) e nell’incollare il parabrezza (usando un esemplare in vacuform della Squadron).La fase di verniciatura è iniziata con un  pre-shading in nero lungo le pannellature, poi ho realizzato le “invasion stripes” della Guerra di Corea sia sulle semiali che sulla fusoliera. Dopo averle mascherate con nastro Tamiya, ho passato diverse mani leggere in Sky su tutto il modello, usando il colore della Gunze, schiarito con circa un 20/30% di bianco. Dopo una leggera desaturazione della parte centrale dei pannelli, ho protetto il tutto con una mano leggera di Future, poi, dopo alcuni giorni di asciugatura, ho mascherato il modello per la successiva verniciatura in Extra Dark Sea Gray, anche in questo caso di provenienza Gunze. Dopo la desaturazione delle superfici in EDSG, ho verniciato in nero il pannello antiriflesso, ho tolto le mascherature delle invasion stripes, ho dato un’ ulteriore mano di Future e, ad asciugatura avvenuta, ho iniziato la posa delle decal. Purtroppo, a causa dell’età della scatola, il bianco delle decal si era trasformato in giallo e questo mi ha costretto a realizzare le invasion stripes e le coccarde ad aerografo. Le altre decal sono state accuratamente “scontornate” ed applicate con l’ aiuto del MicroSet e MicroSol. Dopo una prima mano leggera di trasparente opaco, ho evidenziato le pannellature con i colori ad olio, usando un grigio molto scuro per le superfici superiori ed un verde scuro per quelle in Sky; il lavoro si è concluso con alcune mani di trasparente opaco.La costruzione ed il dettaglio del motore si è rivelata l’operazione più lunga e complessa. Il tutto è iniziato con la mascheratura del modello e la successiva colorazione ed invecchiamento della baia motore in Interior Green. Il motore in resina è stato colorato in nero ed anche qui, come per il cockpit, si è reso necessario un lungo lavoro di drybrush per mettere in evidenza tutti i dettagli. Il castello motore è stato verniciato in Interior Green, i tubi di scarico con varie tonalità di marrone per dare l’idea del metallo cotto ed arrugginito. I cablaggi  e le tubature che avvolgono il motore sono state realizzate con fili di rame di diverso diametro; i vari spezzoni sono stati piegati ed adattati al motore, rimossi, verniciati ad aerografo ed incollati con la cianoacrilica.L’ogiva dell’ elica è stata verniciata in Extra Dark Sea Gray, le gambe del carrello in alluminio Alclad, i portelli ed il vano carrello in Sky. Dopo aver tolto le mascherature al canopy, ho installato, nell’ ordine, il blocco motore, i carrelli, il canopy e le semiali ripiegate, rinforzandole con un pezzo di spillo d’acciaio nascosto nel sistema di ripiegamento. Il lavoro sul modello si è concluso con l’ aggiunta di alcuni cablaggi in filo di rame nella zona di ripiegamento alare.

Diorama.

La basetta è stata realizzata con una cornice per fotografie. I due carrelli di servizio provengono dal set Revell, la scaletta è costruita con materiale Evergreen. I tre figurini sono della Eduard e sono stati colorati con gli acrilici Andrea. La colorazione del ponte di volo è stata realizzata in grigio scuro, sul quale è stato applicato un pesante lavaggio ad olio con nero e marrone scuro, per riprodure il pesante sporcamento tipico dei ponti di volo delle portaerei.

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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