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Cenni storici.
Durante la Guerra Civile Spagnola, uno dei paesi che aiutò maggiormente la Repubblica
fu la Russia, che fornì mezzi ed aerei di concezione moderna, riportando il conflitto,
anche se solo per un breve periodo, ad un maggiore equilibrio. Il Tu SB2 (chiamato Katiuska dai Repubblicani) era un bombardiere bimotore veramente rivoluzionario, interamente metallico e potentemente armato. Aveva una velocità assai superiore a quella dei caccia legionari e divenne intercettabile solo con la comparsa del BF 109.
Il kit MPM è uno short run con pannellature in fine negativo; la plastica è un po' vetrosa,
ma in compenso l' assemblaggio dei pezzi è abbastanza preciso. Viene fornita anche una lastrina di fotoincisioni e un bel set di capottine stampate in acetato.
Interni.
Ho riprodotto l'intelaiatura interna con striscioline di plasticard; il cockpit è stato arricchito dalle consolle laterali mentre la struttura dietro il pilota è stata autocostruita.
Il seggiolino è stato assottigliato e dotato di cinture in fotoincisione, cos ì come il cruscotto e le pedaliere. La postazione di prua è stata ampiamente accessoriata, autocostruendo con filo
di rame il supporto delle mitragliere binate, e ai lati ho aggiunto le cassette con i relativi nastri delle munizioni. Le mitragliatrici (SHKAS da 7,62) sono state autocostruite utilizzando pezzetti di plastica, tondini della Minimeca (per le canne) e i mirini prelevati da un set della Part. Gli interni sono stati verniciati con un grigio verdastro ottenuto miscelando il colore RLM 02 tedesco ed un grigio chiaro; il tutto è poi stato invecchiato con un lavaggio a olio in marrone scuro.
Fusoliera.
Dopo aver chiuso le due semifusoliere ho creato lo scasso per l' acc esso del mitragliere anteriore, e i relativi sportelli, poi tenuti aperti, quindi ho praticato i fori per inserire i due oblò mancanti. Anche la postazione dorsale è stata migliorata, dotandola del supporto e della mitragliatrice autocostruita. Le capottine, precedentemente tagliate, sono state adattate e stuccate al modello, senza riscontrare alcuna difficoltà.
Ali e motori.
Dopo aver u nito e raccordato con cura le ali alla fusoliera, mi sono dedicato al miglioramento dei motori. Ho assottigliato le carenature degli scarichi e applicato le alette di raffreddamento, in fotoincisione, davanti ai radiatori. Questi sono poi stati dipinti in nero e drybrushati in alluminio. I motori non hanno punti di riscontro sulle ali, e trovare il giusto assetto ha richiesto parecchie prove a secco e molta pazienza. Ai lati delle cofanature sono state applicate delle striscioline di nastro adesivo metallico, a simulare i rinforzi tra le gondole e le ali. Le pale delle eliche, troppo spesse, sono state tagliate dai mozzi e cestinate,
utilizzando al loro posto quelle di un SM 81 Supermodel, dopo averle dotate
di un perno e sagomate per conferire loro la giusta forma.
Colorazione.
L' esemplare riprodotto è tratto da un foglio decal della Blue Rider dedicato all' aviazione repubblicana spagnola, e rappresenta un SB 2 basato a Barcellona nel 1938. Lo schema proposto è a chiazze color sabbia su base verde scura e ventre in grigio.
Non avendo codici, e data la scarsa documentazione, ho dedotto che gli aerei arrivassero
in Spagna ancora nei colori russi (verde oliva sopra e grigio-azzurro sotto)
e successivamente modificati sul campo con mezzi di fortuna. Per iniziare, ho spruzzato una mano di primer per evidenziare eventuali difetti,
poi ho applicato, sulle superfici inferiori, una miscela composta da H67 (70%) e H334 (30%),
e sulle superfici superiori una miscela di H330 (60%) e H303 (40%). La macchie H71 sono state spruzzate con l' aerografo, a pressione molto bassa e molto vicino al modello. Tutti i colori utilizzati sono Gunze, diluiti con il thinner Tamiya. Dopo aver dipinto le ba nde rosse ed il tricolore sul timone, ho applicato uno strato di trasparente lucid o, preparando il modello per l' applicazione delle decals. Del foglio Blue Rider, (piuttosto scadente) ho utilizzato solo i "5 gialli" posizionati sulla coda, mentre l' arco bianco (probabilmente l' insegna personale del pilota) è stata composta con striscioline di decal bianca. Anche per i montanti dei tettucci ho usato questa tecnica, dipingendo strisce di decal trasparente con i colori della mimetica che vengono poi posizionate sui trasparenti. Questo procedimento ha il vantaggio di non dover ricorrere a tediose mascherature dei tettucci, ottenendo allo stesso tempo montanti molto fini e precisi:
tra i ragazzi del nostro club questa pratica è già molto diffusa. Per finire il modello è stato invecchiato con lavaggi ad olio e opacizzato con una mano di trasparente che fissa il tutto.
Basetta.
Sulla base in legno ho applicato uno strato di Das a simulare il terreno, su cui è stato applicato qualche ciuffo di erba sintetica. C on una buona verniciatura, questo è sufficiente a simulare un polveroso aerodromo della Catalogna. L'autocarro è uno "SIZ 5" russo, migliorato nei fanali, nelle maniglie e nei vetri.
Ho applicato il meccanismo di avviamento "Hucks", molto usato a quel tempo sugli aerei russi, che ho autocostruito con tondini di plastica e fili di rame di vario spessore. I 5 figurini sono della Preiser modificati nelle pose con parecchie "amputazioni" e "trapianti"(quasi fossi diventato un chirurgo!!). Una attenta colorazione con gli acrilici Vallejo mi ha permesso di trasformare semplici militari in miliziani in abiti civili.
Per finire, ho piazzato qualche accessorio di uso comune, tipo casse, bidoni, ecc.
Bibliografia:
- Ali in Spagna (Emiliani-Ghergo)
- Storia dell'Aviazione (Fabbri Editore)
- REPLIC (vari numeri)
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