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La scenetta "Birmania 1944", raffigura alcuni soldati americani, conosciuti come "MerrilsMarauders" dal nome del loro comandante. Questi soldati, sbarcati in quella regione, agirono come guastatori nella giungla, attaccando areoporti e basi giapponesi, per poi scomparire nelle foresta, vivendo tra disagi, malattie e allerta continui per fuggire all'esercito giapponese. Fondamentale fu il contributo di queste truppe nella liberazione della Birmania, si meritarono un encomio solenne e furono ricordati per le loro imprese nonché per il loro aspetto poco militare. Nella scenetta ho cercato di ricreare l'enfasi di quei giorni, descrivendo il lento e attento perlustrare di questi soldati, attenti ad ogni più piccolo rumore per non essere sorpresi da un nemico astuto ed esperto, quale il soldato giapponese. I due soldatini sono della Andrea Miniaturas modificati; al marine a torso nudo è stata sostituita la mano destra ed il fucile mitragliatore; per conferire un aspetto più trasandato, con milliput, sono stati allungati ed allargati i calzoni. Il soldato pare girarsi di scatto per reazione ad un rumore sospetto e la grinta viene espressa nel volto tirato e combattivo; sulla spalla destra una larga cicatrice dimostra che il marine è un veterano che ha già conosciuto il battesimo del fuoco; al braccio destro porta una benda per una ferita leggera, ottenuta con del plasticard, con il quale ho anche riprodotto la cinghia del fucile. Il torso, dipinto in acrilico (flesh molak), ha subito un lavaggio di flesh + magenta + orange brown della Vallejo, diluiti nel latte, questo perchè il potere aggrappante diviene più consistente ed il colore diluito scivola meno e permane negli interstizi. Le luci sono state effettuate con flesh e un tocco di cuoio rosso Vallejo, i pantaloni in olive green + kaki drill, il lavaggio con earth + orange brown + terra bruciata diluiti nel solito latte, le lumeggiature con la mescola iniziale + duck egg green e buff di molak. L'altro marine lo ritengo un gran bel pezzo, ottima posa e atteggiamento; ho creato la barba incolta con milliput e come per l'altro soggetto ho cercato di dare una grande espressività al volto che, in questo caso, esprime tensione e sospetto, proprio come un soldato che si trova come primo uomo ad esplorare un tratto di giugla (notate gli occhi rivolti verso destra). La maglia è dipinta in buff, il lavaggio effettuato con orange brown + terra bruciata e le lumeggiature con buff + deck tan e un tocco di white. Il Budda è un soprammobile (pura plastica dura non avorio!) comprato insensatamente quando ero ragazzo da un commerciante di strada, e riciclato per l 'occasione dopo essere stato scalfito e rovinato con bulini, frese e punteruoli. Niente di personale, ma l'idea doveva essere quella di una vecchia statua nella giungla, aggredita dagli agenti atmosferici, piante rampicanti e usura. Il terreno l'ho realizzato con un basetta di polistirolo su cui ho impiantato diversi pezzi di corteccia, dipinti e lumeggiati per simulare la roccia e muschio naturale; per simulare le piante tropicali, ho utilizzato le piante in plastica per acquari (non volevo spendere una pazzia per fotoincisioni Verlinden). Ho poi utilizzato rametti per simulare tronchi di vecchi alberi; per simulare i vari rampicanti ho usato foglie di te, basilico secco e radici secche, il tutto dipinto con diversi toni di verde acrilico poi schiariti con giallo, verde penicillina, bianco e deck tan in misura diversa. Per concludere, un po' di trasparente satinato su foglie, terreno e corpi dei soldati da' l'dea del clima umido e piovoso tipico delle areee tropicali e della giungla.

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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