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Questo figurino in 54mm della ditta francese Durendal, scolpito da Rendal Patton, si riferisce a d un Cavaliere Occitano del 1350, con una posizione piuttosto insolita ed accattivante, che ritrae il cavaliere in una posa classica riportata anche nei manuali di addestramento nell'uso della spada: una posa di guardia dopo aver parato un colpo, nell'attesa di affondare il ferro verso l'avversario. Il figurino veste un pesante abito invernale e questo particolare mi ha suggerito l'ambientazione, un terreno innevato dove il nostro cavaliere subisce l'attacco di qualche predone o di un lupo, proteggendosi le spalle tra le rovine di una vecchia abazzia distrutta anni prima nella crociata organizzata tra il 1226 e il 1229 contro i Catari, considerati eretici dal papa , perseguitati dal Re di Francia Luigi VIII, più per motivi politici ed economici che per convinzione religiosa. La persecuzione del catarismo, eresia della religione cattolica e degli albigesi, nome derivato da Alby, città simbolo del movimento, investì tutto il sud della Francia, l'Occitania, che aveva in Tolosa il suo centro politico culturale di maggior prestigio,tanto che il conte Raimondo VI fu scomunicato e il suo successore Raimondo VII sconfitto sul campo. Il simbolo di Tolosa è una croce gialla, latina con i vertici appuntiti e contornati da piccole sfere,dipinta su campo rosso, ma una ricerca approfondita sul sito di araldica www.earlyBlazon.com consigliatomi dall' amico ed esperto medievalista Andrea Terzolo (apprezzato figurinista spesso presente in questo sito) mostra che rami cadetti avevano colori differenti ovvero il campo metà giallo e metà rosso con croce a colori invertiti, oppure tutto giallo con croce rossa. Volendo realizzare la veste con un rosso antico e cupo, ho quindi optato per tale variante che mi creava un bel contrasto con la veste. Il figurino è dipinto in acrilico, mentre le parti metalliche sono state lucidate con una fresina, quindi hanno subito un pesante lavaggio con terra di Cassel ad olio togliendo l'eccesso, dopo poco tempo, con un pennello piatto n1, inumidito nel White Spirit. Gli ori sono colori acrlici miscelati con trasparente lucido sempre vallejo e lavati con chine brown citadel. Il terreno è stato realizzato con un composto di pietra pomice amalgamato in una soluzione acrilica della Pebeo, venduta anche da Vallejo col nome Pietra Pomez, poi dipinto con colori acrilici e ricoperto con microsfere della ditta Prochima, che consente di riprodurre diversi effetti terreno innevato: nella rovina lo strato sottile di neve depositato dal vento, tramite con un leggero fondo di vinavil diluito, sul terreno l'accumulo di neve soffice e sporcata dal terreno, utilizzando colore acrlico diluitissimo e colla vinilica... FFFF... fatto?? L'incarnato è realizzato con acrlici , la miscela è quella che ho descritto in altri precedenti articoli.
 
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