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Seconda realizzazione dedicata ai "Poveri Cavalier i di Cristo", strenui difensori della fede e dei territori cristiani in oriente. “Comandiamo che i vestiti siano sempre di un unico colore, ad esempio bianchi, o neri, o, per così dire, bigi. A tutti i soldati professi in inverno e in estate, se è possibile, concediamo vesti bianche, cosicché coloro che avranno posposto una vita tenebrosa, riconoscano di doversi riconciliare con il loro Creatore, mediante una vita trasparente e bianca. Che cosa di bianco, se non l'integra castità? La castità è sicurezza della mente, e sanità del corpo. Infatti ogni militare, se non avrà preservato nella castità, non potrà raggiungere la pace perpetua e vedere Dio; come attesta l'apostolo San Paolo: Seguiamo la pace con tutti e la castità, senza cui nessuno vedrà il Signore. Ma perché una sia di questo stile deve essere privo della nota arroganza e del superfluo…” dalla Regola dell' Ordine al n. XX. Il secondo pezzo che ho realizzato sempre dedicato all'ordine dei templari, è un cavaliere ambientato nel 1268, quando dopo una cruenta battaglia i Templari persero il castello di Bagharas nei pressi della città di Antiochia., ad opera del sultano d'Egitto Baybars. Il pezzo è della ditta Pegaso ed il suo fascino sta nella semplicità della posa, che esprime fierezza e spirito battagliero. Grazie alle ultime pubblicazioni, il fascicolo Osprey serie Warrior n 91 “Knight Templar 1120-1312” e quello dell'Andrea Press, ho potuto attingere ulteriori infor mazioni e applicale nella pittura del mio cavaliere del Tempio. Utilizzando i set di parti aggiuntive della Pegaso, ho cambiato l'elmo e lo scudo per personalizzare il soggetto coerentemente con le informazioni assunte; come sempre il figurino è stato dipinto con acrilici, colori e pastelli ad olio. Dal concilio di Troyes in poi, diversi pontefici apportarono modifiche alla regola dei monaci–guerrieri, sia sullo stile di vita che sugli usi e costumi, ma Papa Gregorio IX nel 1240, uniformò il vestiario con precise regole scritte, anche se altri documenti, quali affreschi e codici miniati, mostrano comunque una certa varietà ed interpretazione. Tra le immagini più importanti che hanno ispirato la mia realizzazione, vi è l'affresco, riprodotto nel fascicolo Osprey, che appare nella chiesa dedicata ai templari di San Bevignate a Perugia. L'affresco mostra, accanto ad un cavaliere templare con scudo e croce rossa al petto, un altro che, sullo scudo dipinto in bianco superiore e nero inferiore, come sul cappello di ferro anch'esso bicolore, ha posta una croce patente nera. Gli autori del fascicolo hanno poi dedicato due tavole e la copertina a questa importante e insolita variazione che ho riprodotto sul mio pezzo. Il bianco della veste è realizzato sempre con acrilici partendo dal grigio pietra per la parte superiore e gaillo ocra + pietra per quella inferiore, per finire con pergamino e bianco avorio, ombre grigio medio o terra. I metalli sono realizzati con la solita lucidatura del metallo grezzo, lavaggio con terra di Cassel ad olio, pulitura con pennelli piatti inu miditi con solvente Universal per togliere l'eccesso. In seguito lumeggiature evidenziate con steel acrilico e lavaggio con smoke tamiya per omogeneizzare il tutto. Qualche ombra è stata approfondita con china nera Citadel o pastello ad olio nero. L'elmo è stato dipinto con bianco pergamino scurito con terra mate, lumeggiato con pergamino e profilato con terra tostada diluita; la croce rossa è realizzata con rosso basico pian piano schiarito con rosso carminio. I paraspalle di cuoio sono stati leggermente modificati: ho tolto l'incisione in rilevo delle cordine che dovevano trattenerli, perché dalla documentazione risultano fissati con tre borchie ad una cinghia che, orizzontalmente, li teneva uniti. Riprodotta la cinghia con lamierino di ferro dipinto color cuoio, ho dipinto gli spallacci con fondo bianco contornato di rosso e croce templare, utilizzando per le lumeggiature il vermiglione per differenziale dalla croce dipinta sul pesante elmo. Tale raffigurazione appare evidenziata nel testo di Andrea Press e in “Crusades” più volte citato per la sua rilevanza; le borchie sono state dipinte con nero e steel. L' ambientazione, in gesso è una porzione di castello precolorata della Doc Model, ditta che credo non esista più, fornita con basetta in legno. Dopo averla ulteriormente sfumata e variata con l'utilizzo di diverse tonalità di marrone, giallo e grigio, ho collocato un altro scudo, con croce classica rossa, e un elmo color metallo, sulle scale dietro al figurino. Polvere e detriti completano la pavimentazione e un passata di pigmenti in polvere di Mig Production, raccordano il figurino alla basetta.
Fonti di riferimento:
- Remo Vallejo “ The Crusades ”
- Milites n. 1: Cavalieri Templari
-Osprey serie Warrior n. 91: Knight Templar ( pg 29, pg 46, Tav c-d)
- Andrea Press: I Templari
 
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