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I cavalieri europei alla ricerca di potere e ricchezze nella "guerra santa"
La realizzazione di questo figurino è nata dopo aver acquistato e consultato avidamente il libro stupendamente illustro di Remo Vallejo “The Crusades”, approfondendo poi con il fascicolo n. 18 serie Warrior, della Osprey, “Knight of Outremer” che tratta in modo specifico la storia e l'evoluzione dei regni latini d'oriente, ovvero quegli staterelli nati dall' occupazione del medio oriente da parte dei nobili europei durante le crociate. Regni che costituivano una propaggine, una succursale quasi, pur singolare, della nobiltà soprattutto francese, in Terra Santa e che, in teoria dovevano essere baluardo e avamposto contro le potenti ed agguerrite nazioni e regni orientali, arabi, mamelucchi, turchi. Ma la storia ci ha mostrato come questi ducati, contee o regni, Jaffa, Edessa, Tripoli, Gerusalemme, Antiochia, fossero spesso in guerra tra loro, oppure si appoggiassero con trattati commerciali e di non belligeranza a quei regni islamici, rappresentati da sultani e califfi, a loro volta sempre alle prese con lotte intestine, con cui era più conveniente essere alleati che combattere, assicurandosi vantaggi e una più sicura sopravvivenza, anche a discapito gli uni degli altri. Un atteggiamento politico e militare miope che portò all'indebolimento e alla inesorabile scomparsa di questi potentati, rioccupati nel corso dei decenni e che alla conclusione dell'epopea delle crociate, con la perdita finale di San Giovanni D'Acri, non esistevano più. I Cavalieri dell'Outremer erano perciò nobili europei trapiantati in Terra Santa, che conservavano un'araldica propria, non essendo ordini come templari o teutonici, e che solitamente, portavano i simboli cristiani, come la croce, in modo personalizzato, abbinandoli ai propri stemmi e colori; questo ovviamente permette una possibilità di riproduzione assai creativa dando libero sfogo alla nostre scelte cromatiche, pur nel rispetto del rigore storico. Il figurino della Elite Miniaturas, scolpito da Mike Blank, mi ha subito affascinato e l'ho immaginato come un cavaliere stremato, ai piedi di rovine di una città appena conquistata o difesa, dopo un cruento combattimento con “gli infedeli”. Per realizzare questa scena, mi sono avvalso di una scenografia prodotta in gesso dalla ditta spagnola Allemany, che riproduce una rovina di casa orientale veramente ben incisa ed evocativa. Al figurino ho tolto l'ascia a manico dritto che impugna, considerandola poco incisiva e piccola, adottando una spada prodotta da Pegaso, leggermente accorciata, che a mio parere da più forza espressiva al pezzo e alla situazione che ho voluto rappresentare. Poi, riguardandomi i due testi citati, ho trovato la livrea che mi piaceva: veste blu scuro con riproduzione della croce di Gerusalemme in rosso, sulla veste e sullo scudo. Premetto che i colori utilizzati sono tutti Acrilici Vallejo e Andrea, mentre alcune rifiniture, ombreggiatu re e luci, a sono state fatte con colori e pastelli ad olio o chine Citadel. Il blu è una mescola di blu di Prussia scuro Andrea e Blu di Prussia chiaro Vallejo, lumeggiando aggiungendo carne dorata e ocra (V), blu pastello 901 e ultimi tocchi con aggiunta di bianco Andrea. Tutti gli effetti di impolveramento ed usura, sia dello scudo che della parte inferiore della veste sono stati ottenuti con colore ad olio ocra o pastello ad olio giallo di Napoli e ocra dati con un pennello piatto appena sporcato dalla tinta, sfiorando le superfici interessate. Cotta di maglia ottenuta con lucidatura delle parti, lavaggio terra di Cassel, lumeggiatura con acero natural (V), ombreggiatura chine Citadel nero e marrone o nero ad olio diluito con Universal. Con le croci la prima difficoltà e stata quella di riprodurle, per ciò mi sono esercitato disegnando e dipingendo su un foglio, poi riproducendole su una superficie mossa, infine con timore, sul figurino pensando ”adesso rovino tutto!”. Sono partito da un rosso nero (V), schiarito progressivamente con rosso basico (A) e rosso carminio (V), infine qualche luce con vermiglio (V) appena schiarito con carne dorata. Il viso è stato ottenuto con la miscela solita, descritta anche per il Sergente Templare, per ottenere una carnagione scura, marcata dall'esposizione al sole. Un paio di ferite, al braccio e alla gamba, rendono l'enfasi della situazione e danno un tocco di colore al figurino nel complesso abbastanza scuro. Ho poi dipinto l'ambientazione riproducendo la vivacità cromatica delle piastrelle che rivestivano i palazzi orientali; la colonna e il terreno con earth, ocra, desert yellow, buff e tan diversamente miscelati. Un lavaggio ad olio con bruno Van Dick ha dato profondità alla macerie che hanno infine ricevuto il drybrush con la miscela base schiarita con bianco avorio (V). Una brocca, accessorio Historex, dipinta in orange brown è stata posizionata assieme all'elmo tra le macerie per enfatizzare la scena. La colonna in gesso è stata rinforzata con un tondino di ottone che unisse capitello, colonna e base, ma, ahimè, questo non è bastato a preservare la stessa da un paio di rotture alle mostre, mimetizzate come crepe naturali, anche se questo, come per ogni modellista, ha creato non poca angoscia.
 
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