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Questo cavaliere Pisano del 1290 è il terzo medioevale che assieme agli altri due già presentati costituisce il mio primo "lotto" (!) di pezzi dedicati ad un periodo storico ed uniformologico che mi affascina molto. Questo bel pezzo della ditta Soldier, ora Gemina, ben scolpito da Mario Venturi, un maestro del gene re, con una posa inusuale e assai accattivante, non presenta difetti di fusione ma richiede nella congiunzione delle mani impugnanti la spada corta, con le braccia, notevole attenzione, prove a secco e comunque stuccatura di raccordo per fare ben combaciare i pezzi. Non mi dilungherò molto sui colori e le tecniche usate nel dipingere, in quanto già nei passati interventi ho spiegato diffusamente la mia tecnica di pittura con l'acrilico. Per la tunica ho optato non per il colore della box art, ma per un azzurro intenso che mi ha fatto assai penare, sia per al mia incapacità ad azzeccare le sfumature, sia per l'obiettiva difficoltà a lavorare con i toni di blu. Infatti il risultato non esemplare si vede nelle immagini in cui le differenze tra chiari e scuri risultano un po' segnate e marcate, ma di meglio non mi è riuscito di fare!! Se dovessi dipingerlo adesso, probabilmente nello schiarire utilizzerei di più Flash o Arena oscura piuttosto che Ivory white e diversi toni di azzurro, ma quando ho realizzato il pezzo non avevo ancora le nozioni sufficienti per schiarire il blu con tali colori: mi rifarò con altro pezzo ... spero. Credo invece siano riusciti bene sia i metalli che le parti in cuoio, nonché lo scudo. Per l'elmo ho usato per la prima volta, non la pittura, bensì la lucidatura con carta vetro fine e spazzola metallica del minitrapano, per poi invecchiare con china citadel, black e brown. Il tutto fissato protetto con diverse mani di trasparente lucido Vallejo. Gli ori sono ottenuti con acrilici vallejo e lumeggiature con smalto Gold Model Master, mentre la maglia di ferro è tutta ad acrilico con finiture Silver di Model Master. I gambali e le altre parti in cuoio, sono ottenuti con una paziente tecnica di bagnato su bagnato utilizzando earth, ocre brown, desert yellow Vallejo. I finimenti rossi sono stati ottenuti con carminio, poi schiarito con flesh per ottenere un rosso pallido e non tendente al giallo.L'araldica dello scudo è stata prima disegnata con una matita punta fine, poi dipinto sempre ad acrilico; il rosso in questo caso è stato schiarito con vermiglione e giallo per ottenere una tonalità diversa rispetto ai finimenti. Lo scudo ha subito poi un invecchiamento simulando i colpi delle armi (con chine citadel) e l'usura dei colori nei bordi. Il pezzo è stato collocato su una basetta della ditta Tiboldo, il terreno è ottenuto con pasta per legno color noce scuro, mischiato a erba sintetica e sabbia fine e media. Il tutto ha subito lavaggi di acrilici, earth, verde negro, unifome inglese, diluiti come al solito nel latte per aumentare il potere aggrappante, e diversi dry brush con varie tinte, dal buff e arena oscura, al verde penicillina, giallo pallido e giallo oro. Il pezzo è collocato su piano inclinato, a simboleggiare un cavaliere inseguito nell'ultimo tentativo di difendersi, durante uno scontro campale. L' ascia a terra dona enfasi al complesso scenografico. E' un pezzo che consiglio, da soddisfazione e permette di realizzare un medioevale in action .. non male!

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