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Un combattente in Terra Santa ai tempi del Saladino. E' importante fare alcune annotazioni che hanno accompagnato la realizzazione di questo pezzo scolpito con maestria da Maurizio Corigliano e prodotto da Grande Armeè. La scultura nitida e precisa, sicuramente vicina ai 60 mm piuttosto che ai canonici 54 mm che rende il pezzo non un "indossatore" medioevale bensì un tarchiato e robusto uomo d'arme assai reale. Il suo vestiario riproduce un cavaliere con armatura di tipo normanno come erano in effetti i cavalieri che parteciparono alle prime crociate, e riproducendo un sergente templare prima della bolla papale che regolamentava il vestiario, ho potuto applicare qualche deroga sicuramente reale, alla divisa standardizzata che in seguito indossarono i monaci guerrieri a qualsiasi grado appartenessero. Tipico del sergente templare è il mantello nero che li distingueva dai fratelli cavalieri, e lo stendardo chiamato Baussant, che portato da un sergente veniva tenuto ben in vista durante i combattimenti quale punto di riferimento per sapere dove era il comandante e quali manovre eseguire nel corso della battaglia, ruolo importante e determinante ai fini della disciplina durante i cruenti scontri che si verificavano. I colori che distinguono il pezzo sono il nero del mantello realizzato con acrilici e rifinitura ad olio, partendo da nero e terra d'ombra miscelati, scurendo con nero puro, lumeggiando con la prima miscela leggermente schiarita con grigio e terra oscura, e impolverato con terre di Mig Production date a secco con un pennello piatto. Il bianco della veste realizzato sempre con acrilici partendo dal grigio pietra per finire con bianco avorio e pergamino, i metalli realizzati con la solita lucidatura del metallo, lavaggio con terra di Cassel ad olio, e pulitura con pennelli piatti inumiditi con solvente Universal per togliere l'eccesso. In seguito lumeggiature evidenziate con steel acrilico e lavaggio con smoke Tamiya per omogeneizzare il tutto. Qualche ombra è stata approfondita con china nera Citadel. Ho prestato molta cura al viso anche se l'elmo con paranaso lo rende poco visibile; ho utilizzato come base una tinta molto simile al cuoio rosso con carne dorata, schiarito progressivamente con carne chiara e scurito con terra oscura nelle parti più in ombra. Il baussant è stato realizzato con foglio di piombo opportunamente sagomato sostituendo il vessillo riprodotto nella scatola perché di spessore troppo grosso. L'elmo ha subito, con una fresina, diverse scalfitture che il lavaggio con terra di Cassel e Verde scuro ad olio hanno messo in evidenza, dando l'idea dell'usura dovuta al combattimento. Il grande scudo a goccia, che lo scultore ha reso riproducendo la rugosità della pelle di rivestimento,è stato dipinto con una base grigio pietra Vallejo, per arrivare pazientemente al bianco avorio con successive velature. La tecnica di realizzazione è stata particolare, in quanto la tinta è stata data utilizzando pennelli piatti sempre di punta, dando tocchi leggeri escludendo dal basso in alto, parti di superficie man mano che si schiarisce, aumentando la quantità di bianco sul colore primario. Questo ha ricreato un aspetto usurato, non uniforme, con un effetto di luce zenitale. Infine le croci rosse presenti sono state realizzate partendo da rojo negro Vallejo per arrivare a rosso carminio per lo scudo e il baussant, vermiglio per la piccola croce nel mantello, lumeggiati aggiungendo carne dorata per le luci finali.
Fonti di riferimento:
- Milites n. 1: I Cavalieri Templari
- Osprey serie Warrior n. 91: Knight Templar
- Andrea Press: I Templari
 
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