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Cenni storici.

Il Panzerjager Tiger Ausf B fu il veicolo corazzato prodotto in serie più pesante e più potente della seconda guerra mondiale: pesava almeno 70000 kg, ma in assetto da guerra il suo peso arrivava fino a 76000 kg. Questo era per gran parte determinato dalla sua corazzatura, che sulla piastra anteriore della sovrastruttura aveva lo spessore di 250 mm. La nascita di questo mezzo corazzato avvenne nel 1943 quando si cercava uno scafo che potesse ospitare il nuovo cannone controcarro da 128 mm. Quest'arma era in grado di perforare la maggior parte delle corazze avversarie e fu richiesto dalla Wehrmacht per fronteggiare i carri pesanti IS e IS2. Lo Jagdtiger venne prodotto alla Nibelungenwerk a St. Valentin. Essa a causa della carenza di rifornimenti di materie prime e dai danni provocati dalle incursioni aeree alleate ne produsse solo 70 esemplari. Questi furono destinati ad armare due unità nel 1944: lo schwere Panzerjager Abteilung 653 e lo schwere panzerjager Abteilung 512. Lo Jagdtiger non fu però un mezzo complessivamente riuscito, infatti la massiccia corazzatura e il possente cannone non poterono supplire alla loro scarsa manovrabilità e affidabilità. Poi la loro lentezza (34 km/h) e la loro mole li rendeva bersagli molto facili per i cacciabombardieri alleati, che già nel '44 ricoprivano i cieli tedeschi. I carri che poi non venivano distrutti dagli avversari, venivano spesso abbandonati dagli equipaggi senza benzina a causa delle scarse scorte di carburante: richiedeva 5 litri di carburante per km e aveva così un'autonomia su strada di circa 170 Km. Tutto questo fu una vera fortuna per gli alleati i cui carri sarebbero altrimenti stati annientati da una distanza di 2000 mt.

Il kit.

Il kit impiegato è lo Sd. Kfz. 186 Jagdtiger Henschel Production Type della Dragon. La confezione presenta diversi particolari in metallo, una lastrina foto incisa, la mastodontica canna in alluminio con il relativo proiettile scomposto in ogiva e bossolo. La plastica color grigio è la solita di ottima qualità con un dettaglio di superficie fine e impeccabile. Nella confezione spiccano i due grossi pezzi che riproducono la vasca dello scafo inferiore e la sovrastruttura superiore del carro, dandoci già così un'idea delle dimensioni del carro finito. La finitura della corazza riproduce le imperfezioni di fusione in modo molto fine e credibile. (Ad aggiungerne si fa sempre in tempo.....). I cingoli sono i Magic Track che con pazienza (molta), un po' di lavoro e nervi saldi ci permettono un ottimo realismo.

Montaggio.

Il montaggio fila in modo spedito e senza intoppi grazie alle chiare istruzioni e alle linea semplice del carro. Un po' di attenzione va posta durante l'incollaggio della piastra anteriore e posteriore della casamatta che si incastrano non proprio perfettamente (almeno nel mio caso), seguendo le linee di saldatura proprio come nel mezzo reale. Prima di chiudere la parte inferiore dello scafo con quella superiore della sovrastruttura ho dipinto gli interni con il nero (in quanto il carro l'ho riprodotto con tutti i portelli chiusi) e consiglio vivamente di bloccare saldamente la parte interna del cannone nella posizione di alzo desiderato, in quanto la canna di alluminio che gli verrà fissata è molto pesante.... . Le migliorie che ho apportato al carro sono state poche, semplici ma essenziali. Con del filo di rame ho riprodotto il collegamento elettrico del faro anteriore e sempre con lo stesso,   ma di 0,4mm, ho sostituito tutte le maniglie del carro. I pochi parafanghi superstiti li ho assottigliati prima con una fresa montata sul trapano elettrico e poi con la lama del cutter. Ho aperto i fori per lo staffaggio dei parafanghi con una punta da 0,4 mm, mentre con una da 0,5 mm ho forato gli snodi delle maglie di scorta, dove ho poi inserito un segmento del solito filo di rame. Ho anche forato i particolari ferma-maglie di scorta saldati sulle fiancate della sovrastruttura e il gancio atto al sollevamento dello scudo del cannone. La stessa operazione è stata fatta sulla canna della mitragliatrice MG34 posta nella blinda sferica anteriore. Ho realizzato tutte le saldature dei particolari saldati perché assenti o troppo fini quelle riprodotte da Dragon. Queste le ho fatte incollando dello sprue tirato a caldo, poi sciolto con la colla tamiya tappo verde, inciso con la lama del cutter e infine lisciato con una nuova ma leggera pennellata della stessa colla. Come ultimo tocco prima della verniciatura, con il prodotto Ferro della Maimeri (cod. 498), ho riprodotto la rugosità tipica del fango secco sullo scafo inferiore dietro alle ruote del treno di rotolamento e un po' anche su queste. Con dello stucco molak ho simulato la rugosità sulle due marmitte applicandolo denso e testurizzandolo con un vecchio pennello.

Verniciatura.

La scatola offre ben sei possibili schemi mimetici. La mia prima scelta è caduta sull'esemplare X7 della 1/s. Pz.Jg.Abt 512 abbandonato e catturato il 9 aprile '45 dall'8a divisione di fanteria della prima armata americana ad Obernetphen. Ma, una volta che ho iniziato ad analizzare più approfonditamente lo schema mimetico disegnato sul foglio istruzioni, paragonandolo con le foto reali del carro, non ero più sicuro che questo fosse esatto. È vero che le foto in mio possesso rappresentano il carro abbandonato e molto impolverato, ma, effettivamente, il carro mi sembrava tutto in Dunkelgelb. Anche un profilo a colori sulla rivista Wydawnictw Militaria lo propone così. Nel non volere rischiare di creare un falso storico e nel non volerlo fare monocromatico, ho optato per una non precisata unità in una mimetica a tre toni, la quale penso, lo renda maggiormente interessante. Ho iniziato la pittura applicando una preombreggiatura in nero opaco a smalto. Poi, sempre ad aerografo, ho steso due mani di Brown Yellow H94. La prima applicata in modo da lasciare trasparire un po' lo scuro precedentemente dato, la seconda schiarita di un 20-30 % con  del bianco opaco e maggiormente diluita è servita per schiarire tutte le zone centrali delle pannellature. Dopo un' attesa di un paio di giorni ho mascherato le parti che sarebbero dovute rimanere gialle con la pasta gommosa e adesiva della UHU. Fatto ciò ho spruzzato il matt 86 Light Olive. Dopo aver atteso almeno 24 ore sempre con la suddetta pasta adesiva ho coperto il verde e spruzzato il matt 160 German Camouflage Red Brown. Ok, è ora di “smascherare” il carro, operazione da fare molto delicatamente in quanto alcuni particolari verranno strappati via. Tutta la parte posteriore al treno di rotolamento l'ho spruzzata con il matt 29 ad eccezione delle ruote che dopo avere mascherato la parte a contatto con i cingoli (era stata prima dipinta di nero), le ho spruzzate con i colori della mimetica. Il retro di queste in 29. Sempre con gli smalti, ma a pennello, ho poi dipinto tutti i vari particolari del carro: attrezzi, maglie di scorta, marmitte, ecc. Con il pennello ho dato il trasparente lucido dove ho poi applicato le decal con l'aiuto degli ammorbidenti Microsol e Microset. Dopo un giorno di riposo tutto il mezzo ha ricevuto una leggera spruzzata di trasparente opaco a smalto, insistendo un po' di più sulle decal.

 

INVECCHIAMENTO FINALE: VIGNOCCHI ANDREA

Terminata la colorazione di base tocca a me, ero curioso di provare a lavorare su un mezzo in grande scala, e più grande dello Jagdtiger…… Dopo aver atteso una settimana buona, ho fatto un lavaggio con bruno van dick molto diluito, eliminandolo subito nelle zone in luce, in modo da uniformare la mimetica, creando i primi effetti di sporco, colature e spegnendo il tono troppo vivace dei colori originali. Usando i colori originali ho fatto un leggero drybrush sulle zone più in luce del carro. Adesso è il momento di iniziare coi pastelli a olio: cominciamo profilando tutti i recessi con un nero, sciogliendo molto il pastello e applicandolo con attenzione solo nelle zone volute. Ora eliminiamo subito il superfluo con un pennello inumidito nel diluente Universal, cercando di sfumare; ecco l’effetto finale. Iniziamo il lavoro classico coi pastelli: scegliendo un colore più chiaro del tono della mimetica facciamo le luci, in questo caso la consistenza del pastello deve essere meno diluita di quando abbiamo fatto la profilatura, per lavorare bene non si dovrebbe vedere il lucido del diluente quando preleviamo il pigmento, poi lo applichiamo con una sorta di drybrush, caricando di più il centro delle macchie, il pigmento è semitrasparente e si applica molto bene, rimanendo perfettamente opaco. Adesso evidenziamo tutti i particolari in rilievo usando smalti Humbrol di tonalità più chiara rispetto alla mimetica, con lo scopo di renderli visibili, è meglio usare gli smalti un po’ diluiti con il loro prodotto apposito, in modo che il colore non sia troppo coprente e spari eccessivamente. Ora intensifichiamo gli effetti di usura, con terra di cassel e pastelli color seppia e giallo scuro iniziamo a fare aloni e colature sul modello. Adesso con un pennello sottile, usando un grigio scurissimo, facciamo alcune scrostature nelle zone di maggior calpestio dell’ equipaggio, per evidenziarle e donare più profondità profiliamo con un colore chiaro i bordi delle scrostature, sempre con un colore a smalto chiaro e molto diluito evidenziamo i dettagli del treno di rotolamento. Per finire applichiamo alcuni aloni per simulare sporco e polvere usando colori acrilici ultra diluiti, realizziamo a drybrush a olio le tracce dove mancano le sezioni di parafango e gli spezzoni di cingolo sui fianchi della casamatta, ora tutti i dettagli come i cavi di traino, gli scovoli, gli attrezzi ecc sono ritoccati e evidenziati con colori acrilici, oli o smalti a secondo degli effetti desiderati, macchie d’ olio e sporco sono aggiunte sul cofano motore, qualche colatura di ruggine sugli attacchi dei cingoli di scorta e dalle scrostature più evidenti completano il modello di questo possente mezzo. La basetta è realizzata con una referenza Verlinden che riproduce un pavè tipico del periodo nelle città tedesche, la basetta è stata migliorata con l’aggiunta di macerie realizzate con Dash, mattoncini fatti in plasticard, travi in legno di balsa per modellismo navale e sassolini di varie grane per modellismo ferroviario. La colorazione è stata fatta cominciando con molti tonalità di grigio Humbrol, poi uniformate con lavaggi a olio e riprese con vari drybrush a smalto per uniformare ulteriormente i vari toni; ogni singola pietra è poi stata evidenziata profilandola con nero a olio molto diluito, l’ effetto è volutamente marcato, dato che le grandi dimensioni del carro copriranno quasi completamente il pavè, due fantastici figurini dipinti magistralmente dal mio amico Aleks Michelotti, danno il tocco finale allo Jagdtiger.


 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

ALEKS MICHELOTTI: Banana Soldier

MOSTRE: PADOVA 2011

WALKAROUND: AB-212 ICO

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