Home
I Soci
Walkaround
Mostre
Links
E-M@IL


243537 Visitatori
 
 
 

Cenni storici.

Sviluppato dalle Officine Breda come aereo civile, grazie ai tanti record ottenuti si tentò di trasformarlo in aereo militare, ma proprio questa trasformazione, unita a motori non certo esuberanti, fù la causa di quasi tutti i suoi mali. L' installazione dell' armamento, della radio, dei serbatoi di maggiori dimensioni e di un piccolo vano bombe appesantirono talmente l' aereo da non consentirgli prestazioni sufficienti, specialmente nelle zone d' operazioni fuori dal territorio metropolitano. Nato dalla stessa specifica ministeriale che diede vita anche al CR 25, fù preferito a quest' ultimo, e nonostante i tanti problemi che lo affliggevano venne costruito in circa 150 esemplari, quasi tutti finiti a fare da bersagli per l' aviazione nemica, ai bordi degli aeroporti in Italia ed in Libia .

Il modello.

Aprendo lo busta ci si trova davanti ad un modello in resina grigia che ad una prima occhiata sembra di discreta fattura: incisioni fini e ben definite, misure tutto sommato esatte, e capottina in acetato discretamente trasparente, ma ad una più attenta osservazione ci si rende conto di alcuni errori che ci faranno sudare le proverbiali sette camicie. La fusoliera è stampata in un unico blocco, comprese le semiali e parte delle gondole motore, con una scomposizione a dir poco cervellotica e con tanti errori. Il più grave è certamente nella fusoliera, che è stampata completamente disassata sul piano orizzontale e ci costringerà ad un lungo e tedioso lavoro di stuccatura, carteggiatura e reincisione. Ho cominciato con lo scavare con una fresa gli abitacoli del pilota e del mitragliere e ho aperto il finestrino posto sotto l' abitacolo, che serviva al pilota in fase di sgancio delle bombe, e i due in fusoliera sotto le ali ad uso del mitragliere. Bisogna allargare e assottigliare questi vani per renderli accessibili ai vari componenti che vi andranno posizionati: seggiolino, cruscotto, pareti laterali, leve varie, mitragliatrice. Tutte queste cose sono autocostruite, come anche la struttura del vano del mitragliere.

Interni, fusoliera e ali.

Si parte dal seggiolino del kit a cui ho aggiunto la struttura che lo sorregge alla parete retrostante, mediante fili di rame e sprue; sono passato poi alla costruzione del bordo di contenimento del cuscino, dei braccioli e delle cinture in fotoincisione della R.C.R. Ho montato le pareti laterali in plasticard da 0,25 sagomati, sulle quali ho incollato le varie levette in sprue, fili di rame e strumenti di controllo. Si passa quindi ai pedali, costruiti con pezzetti di plasticard forati con il Punch e Die, e a quello strano appoggia gamba che và dal sedile a sotto il pannello strumenti nella parte destra. Il cruscotto è stato ristampato in resina dopo alcuni aggiustamenti. Si passa ora al vano del mitragliere: dei particolari in resina del kit non si salva niente. Dopo aver rifinito per bene i finestrini, ho incollato un pezzetto di acetato per simulare i vetri, usando colla cianoacrilica lasciata sfumare un po' per evitare i fumi. L' autocostruzione della struttura del vano l' ho fatta con vari tondini della Evergreen cercando di mantenere il tutto in squadro…cosa abbastanza complicata. Ho autocostruito il sedile a ribalta del mitragliere e la struttura di supporto della mitragliatrice, piegando a caldo un listello di plasticard, dandogli una forma a semicerchio e quindi incollandolo alle pareti del vano con sette supportini di sprue. Dopo aver montato la scatola delle munizioni e la sacca di raccolta dei bossoli, ho modificato una mitragliatrice Browning dell' Aires, montandogli il calcio al posto dei maniglioni di sparo, la canna in posizione più bassa, il mirino, il collimatore e la leva di riarmo come su quelle italiane, il tutto con pochissima documentazione. Con una mano di verde anticorrosione molto schiarito, un lavaggio ad olio scuro quasi nero, alcuni tocchi di colori sulle levette, il pannello strumenti in nero scuro opaco, gli interni sono pronti. Il tettuccio è stato sostituito con quello in acetato della Falcon molto più trasparente e preciso, e dopo i vari tagli l' ho incollato con colla cianocrilica. Per la colorazione dei montanti del tettuccio, a verniciatura ultimata, ho usato delle striscioline di decal precedentemente colorate, prima con una mano di verde anticorrosione poi con il colore degli esterni: questo sistema permette una notevole precisione per ottenere i montanti senza dover mascherare. Fatto questo sono passato alla fusoliera che è completamente fuori asse, e lo stesso dicasi per le semiali inferiori e superiori e per le gondole motore. Per correggere l' errore, da una parte ho asportato materiale con decise passate di carta abrasiva e lima, e dall' altra ho aggiunto stucco Milliput carteggiando energicamente: dopo vari tentativi e cercando sempre di mantenere in asse il modello, si dovrebbe ottenere un profilo decisamente migliorato. Dopo aver montato i piani di coda e i timoni cercando un buon allineamento, è il turno delle semiali esterne che a causa di una strana scomposizione mi hanno costretto ad un largo uso di stucco e carta abrasiva. A questo punto è necessaria una completa reincisione delle ali e della fusoliera, certamente non facile: le rivettature sono state ottenute con una punta da minitrapano di 0,3 mm, usando un righello come guida.

Motori.

Le nache dei motori e i motori stessi li ho sostituiti con una copia in resina del kit del Ba 88 della Diorama Models, molto più fini e precisi. Le eliche sono una copia in resina del Cant Z 1007 Supermodel. I carrelli sono completamente autocostruiti con tubicini di rame e filo di ferro: la parte piu difficile è costruire e montare diritti i parafanghi, che vanno attaccati con dei sottili fili di sprue, sagomati sugli stessi e uniti agli attacchi sulle gambe di forza dei carrelli, e delle leve raschia fango, sempre in sprue, ai lati delle ruote. Alle ruote è stato dato l' effetto peso con una passata su un ferro da stiro tiepido. Per i radiatori il lavoro è più difficile spiegarlo che farlo. Facciamo tanti piccoli quadratini di 5x5 e 3x3 mm di plasticard di 0,25 mm che incollati alternati a scalare da quello centrale ci daranno il corpo del radiatore lamellare, che andrà poi rifinito a colpi di carta abrasiva per ottenere la giusta sagoma.

Colorazione.

La colorazione l' ho effettuata ad aerografo con colori Gunze, Aeromaster e Tamiya, e riproduce lo schema D2 del volume "Colori e schemi mimetici della Regia Aeronautica 1935-1943". Si parte con una mano di grigio mimetico 1012 Aeromaster nella parte inferiore della fusoliera e sotto le ali, e dopo aver mascherato le parti inferiori si passa una mano di "Sand Italy 1215" Aeromaster (Nocciola 4) come colore di base nella parte superiore, e col Gunze H 37 si ripassano tutte le pannellature. Poi, con una mistura di H 310 (75%), di H 44 (25%) e una punta di bianco H 11 Gunze ho schiarito gli interni dei pannelli con tante passate leggere, e ho ripassato ancora una volta le linee dei panelli con l' H 37. Le macchie di verde sono in H 302 e H 303 miscelati al 50%. Dopo una mano di trasparente lucido della Tamiya e ho applicato le decals, ricavate da due fogli della Tauro Model: il 72/522 per i fasci alari e il 72/508 per i vari stencils. Per i lavaggi, effettuati con colori ad olio molto diluiti, io ho usato un Bitume di Giudea mescolato con del Terra d'ombra naturale, diluiti con diluente Humbrol, meno aggressivo dei diluenti sintetici. Sono quindi passato alle varie sporcature, scrostature e colature, effettuate a pennello; una mano di trasparente opaco Aeromaster conclude il lavoro. La banda bianca in fusoliera è stata fatta con leggere mani di bianco Gunze H 11. Le eliche sono in azzurro Gunze H 314 nella parte anteriore e nero opaco in quella posteriore.

La basetta.

Per riprodurre il terreno ho steso del Das con le dita in uno strato sottile ed irregolare, e prima che asciugasse ho impresso varie ruotate e le impronte dei bidoni e dei sassolini. Una prima una mano di Buff XF 57 Tamiya come colore di base seguito da un lavaggio ad olio scuro molto diluito, qualche piccolo ciuffo d'erba secca e il terreno è fatto. Per finire ho posizionato i bidoni, il tubo per il travaso del carburante, l' imbuto, il tubo di pitot, le mitragliatrici sul muso e sono passato ai figurini. Questi provengono da scatole della Presier, ristampati in resina dopo varie mutilazioni e tante prove a secco, e sono stati verniciati con colori della Vallejo. La scena riproduce un Ba 88 del 7° gruppo del 5° stormo a Tamet, in Libia, nell' estate del 1940 .

Documentazione.

Regia aeronautica (i Fronti Africani)

Colori e schemi mimetici della Regia Aeronautica 1935-1943

Dimensione cielo immagini "A1 caccia d' assalto"

"Il 5° stormo" G. Pesce N. Malizia

Notiziario I.P.M.S N° 3\4 1988

Notiziario Flash n° 144 1996

"Regia Aeronautica 1935-1943" volume edito in Polonia

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

ALEKS MICHELOTTI: Banana Soldier

MOSTRE: PADOVA 2011

WALKAROUND: AB-212 ICO

Visita alla portaerei EISENHOWER (CVN-69)

Visita alla portaerei GEORGE BUSH (CVN-77)