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Cenni storici.
L' SM 79, sicuramente uno dei più conosciuti velivoli italiani, esordì in Spagna dove ricevette il battesimo del fuoco, e fù impiegato sia come ricognitore veloce che come bombardiere, distinguendosi sia per l' elevata affidabilità e velocità, che per il basso numero di perdite subite.
Il modello.
L' Italeri è sicuramente una buona base di partenza per ottenere un ottimo modello, e nonostante un paio di ine sattezze, come l' effetto tela in fusoliera eccessivo e i dischetti degli estrattori, che costringeranno chi vuole rappresentare gli interni alla ricostruzione degli stessi, permette di ottenere un buon modello, accantonando finalmente lo storico Airfix in 1/72 e le varie conversioni in resina, con le tribolazioni che comportavano. La prima cosa da fare è la completa carteggiatura dell' effetto tela e della centinatura interna: per fortuna lo spessore della plastica permette, con la dovuta attenzione, di carteggiare sia l' esterno che l' interno della stessa senza grossi problemi, ottenendo oltretutto le fusoliere estremamente fini .
Gli interni.
Dopo aver confrontato foto e spaccati vari (ce ne fossero due uguali) di tutte le sezioni, mi sono disegnato sulle pareti  interne, partendo dall' abitacolo, la disposizione di tutti i montanti e del le centine. Prima di tutto ho fatto delle incisioni dove appoggiare le centine, per evitare che si incollassero storte, poi sono partito ad incollare i montanti, che ho riprodotto con del rod di 0,64 della Evergreen, e per complicarmi un po' la vita ho voluto riprodurre le centine complete di fori come nell' aereo vero, “almeno nella zona che credevo piu visibile”. Partendo dai listelli di 010 x 040 Evergreen tagliati a misura, ho prima segnato la posizion e degli incastri tra montanti e centine con un pennarello fine, e quindi, con un Punch & Die, ho provveduto a forare gli incastri per i montanti. Sempre con l' aiuto del Punch & Die (che avevo fatto modificare per l' evenienza, aggiungendo un paio di fori più piccoli), e usando al posto della fustella una punta di 0,3 tenuta con il trapanino a mano, servendomi di guide in plasticard per mantenere la distanza e il centraggio dei fori, ho fatto le serie di fori che simulano le centine vere. Sono poi passato alla costruzione per sottoinsiemi delle varie zone degli interni, partendo dalla struttura dorsale della  parte superiore della fusoliera: ho prima unito con dello scotch le fusoliere, e con rod di 0,64 mi sono copiato l' ingombro delle fusoliere e delle centi ne. Queste sono state dis egnate su un foglio di plasticard e ritagliate con il cutter, rifinite con limette e carta abrasiva una ad una, provandole e riprovandole varie volte a secco fino ad ottenerne la giusta forma e dimensione. Quindi le ho incollate sulla struttura incisa in precedenza, e con filo di rame sottile di 0,1 ho simulato la struttura tubolare dando anche robus tezza a tutto l' insieme. Sono passato poi alla costruzione dell' insieme di tubi della struttura che supporta la mitragliatrice dorsale, che si trova direttamente sopra i cestelli delle bombe, molto complessa da riprodurre in 1/72, e dopo tanti tentativi con rod o sprue tirato e altri materiali, ho finalmente trovato il filo di rame di 0,5 che ha la particolarità di esser e fle ssibile e robusto. Ho usato come piano di lavoro una lastrina di vetro, sulla quale la ciano non fà quasi presa, per evitare di distruggere una sezione già assemblata nel tentativo di staccarla dal piano di lavoro. Ho costruito le varie sezioni e le ho incollate insieme usando delle dime come appoggi: il difficile è stato escogitare il metodo giusto, il resto è più difficile da spiegare che da mettere in pratica. Con lo stesso sistema ho ricostruito la struttura del cestello bombe, il contenitore dei nastri e dei supporti della mitragliera in caccia, il contenitore per i nastri della mitragliera della gondola inferiore e il supporto su cui scorreva da un finestrino all' altro la mitragliera centrale. A questo punto sono passato a dettagliare la gondola del puntatore, che alla fine diventerà un piccolo modello nel modello: si parte con la struttura, riprodotta con varie sezioni di filo, dove and rà inserito il pavimento e i gambali che si ritraevano dentro la gondola stessa, recuperati da una lastrina in fotoincisione Eduard perl' SM 79 Airfix. Ho autocostruitoil supporto della mitragliatrice inferiore,ho lasciatoretratto il pannello che ricopriva il vetro del puntatore, dettaglian do la postazione stessa con il collimatore e il mirino per lo sgancio delle bombe. La macchina fotografica è costruita con vari pezzettini di plasticard e il solito filo di rame, il cruscotto del navigatore è in plasticard e dischetti ottenuti con il Pu nch & Die, il volantino per la regolazione del timone proviene dalla lastrina fotoincisa, le varie manettine di regolazione dei portelli e dei tegoli della gondola e cablaggi vari sono in plasticard e filo di stagno di 0,2. Più complicata la macchina da scrivere: la struttura di sostegno è fatta con i soliti pezzetti di filo di rame sagomati e incollati con la ciano, il corpo della macchina è autocostruito con vari pezzetti di plasticard, le levette di sgancio sono in fotoincisione, il coperchio proviene dal set in resina della Pavla che la rappresen ta chiusa. Questo và tagliato e svuotato con una fresina, la struttura dei cavi di sgancio dei vari cestelli è una striscia di plasticard sottile sagomata su un manico di un cutter dopo che al suo interno erano stati incollati alcuni fili di rame a simularne i cavetti di acciaio per lo sgancio. Finiti tutti gli interni della parte posteriore della fusoliera, sono passato a dettagliare l' abitacolo e la sezione dove stavano il motorista-mitragliere e l' addetto alla radio. Passaggio importante è stato rimuovere la struttura superiore dell' abitacolo in plastica del kit su cui andavano incollati a parte la struttura dei finestrini posteriori e il resto della gobba. Al posto di questa ho deciso di usare come base di partenza il trasparente in acetato della Falcon per il kit Airfix, fornito completo di tutta la gobba, che permette di limitare le stuccare alla sola parte inferiore in modo più agevole. Dopo le modifiche del caso su di un master in marmorina, ne ho stampate alcune copie in acetato, da cui ho ricavato il trasparente finale in un pezzo unico. Il fatto di lavorare senza la struttura superiore mi ha permesso di costruire senza ostacoli tutti i dettagli e strutture su cui si andrà ad appoggiare la “gobba”, come le due strutture che supportano la mitragliatrice in caccia, anche queste costruite in filo di rame. Dopo aver riportato le forme sopra un foglio di plasticard e averli messi insieme sul solito vetrino, i contenitori dei nastri fatto con pezzetti di plasticard mi sono serviti come dima per le misure su cui costruire il pannello del motorista, con plasticard, e levette in fotoincisioni. Ho quindi dettagliato il compressor e posto alla base del pannello, tagliando una testa di un cilin dro di un motore in resina, inserendola dentro al suo supporto e ho aggiunto vari cablaggi. Quindi sono passato alla struttura di sostegno degli apparati radio, con il solito filo di rame, questa volta di 0,3, aggiungendo il frontalino in fotoincisione e gli strumenti che continuano sul fianco della fusoliera, per arrivare alla paratia che divide la zona del radiotelegrafista-armiere dal vano bombe, proveniente dalla lastrina in fotoincisione. Ho aggiunto i dettagli in filo di rame per riprodurre le leve di comando dei motori e la sagoma del 79 che riportava la disposizione dei serbatoi e degli impianti ad essi connessi ad uso del motorista, detto pannello Telelevel, ritagliata da un foglietto di plasticard. Fatto questo sono passato all' abitacolo vero e propri o,  cercando di riprodurlo nel modo più fedele possibile, dettagliando le pareti laterali con molto plasticard, fili di rame e alcuni strumentini in fotoincisione, ma le foto e gli spaccati dell' abitacolo non sono mai uguali, quindi un po' di interpretazione è d' obbligo. Per i sedili ho usato quelli in resina del set della Pavla, di buona fattura, e dopo una carteggiatura generale per renderli il più fini possibile, ho aggiunto le cinture in fotoincisione dell' RCR relative ai bombardieri italiani. Sono poi passato al cruscotto principale: il più somigliante mi è sembrato quello dellalastrina in fotoincisione per l' Airfix, e per cercare di farlo al meglio ne ho fatto in pratica una copia in plasticard, vi ho aggiunto la consolle che proseguiva fino al pavimento e continuava in mezzo ai sedili, su cui ho poi aggiunto leve e strumenti vari. Quindi vi ho appoggiato sopra il cruscotto fotoinciso, e l' ho colorato di nero: una volta tolto il cruscotto, su quello in plastica restano le sagome degli strumenti colorati in nero. Adesso basterà segnare le lancette e le sagome dei vari strumenti con la punta di un ago per ottenere dettagli finissimi. Il cruscotto l' ho rifinito con un drybrush grigio scuro per dare rilievo agli strumenti, poi ho colorato  ivari interuttori, pulsanti elevette varie con i colori Vallejo, e una goccia di trasparentelucido su ogni strumento per simulare i vetrini. La colorazione degli interni: Per gli interni ho utilizzato una tecnica di pittura contrastata, di stile “figurinistico”,si inizia con una prima mano di colore verde anticorrosione Aeromaster 1218 che sarebbe il colore giusto,ma per poter meglio mettere in risalto gli interni una volta chiuso, è stato fortemente schiarito con del bianco 1012. Per definire i dettagli e le zone in ombra, ho fatto un lavaggio di verde scuro ad olio su tutte le superfici, asportando poi con un pennello intinto nel diluente Humbrol il colore dal centro dei pann elli dalle zone illuminate. Uso questo sistema per contrastare le zone in ombra e per ridare vivacità al colore di base altrimenti troppo sbiadito, le parti in luce sono state lumeggiate a pennello con una miscela di Humbrol verde 120 e bianco matt 34. I seggiolini e tutti i piccoli particolari sono dipinti con gli acrilici Vallejo. Per quanto riguarda i tralicci non potendo fare i lavaggi non essendoci superfici piane, mi sono limitato alla lumeggiatura con un verde più schiarito al centro. Finalmente ho potuto cominciare ad assemblare i vari sottoinsiemi dentro le semifusoliere, sperando che tutto si monti senza troppe difficoltà, e a godere delle tante ore passate sul modello (alla fine tra interruzioni varie, anche di mesi, mi ci sono voluti circa due anni per ultimarlo), sempre che il lavoro sia stato accurato nei passaggi precedenti.
Carrelli e relativi vani.
  Per il carrello principale ho utilizzato quello della scatola, migliorato con l' aggiunta dei tubicini dei freni, mentre i leveraggi del sistema di retrazione sono stati sostituiti da tondini di metallo per migliorarli e per aumentarne la robustezza. Le ruote provengono dal set in resina della Pavla. I vani carrelli sono stati completati con listelli di plasticard e filo di rame per la centinatura e la struttura interna, quindi con l' aggiunta dei vari tubi per l' olio e aria compressa .
Effetto tela.
Per rimediare all' eccessivo effetto tela del kit Italeri ho carteggiato pesantemente la parte interessata in fusoliera, deriva e timone. Con striscioline di nastro Tamiya tagliate con l' aiuto di un righello di ferro alla giusta misura, piu grandi all' inizio della fusoliera  e leggermente rastremate verso la cod a, ho mascherato la parte interessata dalla centinatura, ho passato alcune mani intervallate di colore per dare un po' di spessore. Asciugato il colore, si comincia a togliere la mascheratura e si passa una mano di stucco Tamiya per amalgamare e addolcirne l' effetto: questo è un sitema che ho provato per riprodurre la centinatura in scale piccole, che mi aveva già dato in passato buoni risultati. L' incollaggio delle semiali superiore e inferiore non presenta alcun problema, bisogna solo aggiungere una retina per simulare i radiatori alari dell' olio; nemmeno l' incollaggio delle ali con la fusoliera ha presentato particolari problemi, con un po' di attenzione non richiede quasi uso di stucco.
Motori e gondole.
I motori provengono dal set della Pavla dedicato al 79 e sono una buona base di partenza: sono stati dettagliati con i fili delle candele e con le aste dei bilancieri. Su ogni cilindro vanno montati due scarichi in filo di rame che si raccordano al collettore princ ipale del tipo “Oscar”; più difficile, data la piccola scala, è stato autocos truire tutti i canterini “otto per motore”, che sono stati ritagliati uno ad uno da un foglio di plasticard e rifiniti con limette e carta abrasiva. Infine con pezzetti di filo di rame ho costruito la stella che fissava il collettore al corpo motore e ho aggiunto i tromboncini di aspirazione forniti dal set Pavla. Tutti i particolari sono stati colorati prima dell' assemblaggio. Gli anelli di bronzo delle nache sono stati ottenuti con mascherine ritagliate con un compasso, e sono state colorate con una miscela di smalti metallici Tamiya (rame, gun metal e alluminio) cercando di ottenere due tonalità di bronzo leggermente differenti.
Colorazione.
Ho iniziato con una preombreggiatura su tutto l' aereo, quindi ho applicato sulle superfici inferiori una mano di Aeromaster Italy grey 1210, schiarito in un secondo tempo con Gunze H 332; ho ripreso le linee di pannellatura con lo stesso colore  leggermente scurito con alcune gocce di grigio scuro RLM 74 Gunze H 36. Dopo aver mascherato le superfici inferiori, ho steso varie mani di "Giallo mimetico 3" molto diluito per non cancellare la preombreggiatura: il Giallo 3 è stato difficile da ottenere, perché i vari colori già pronti non mi convincevano, e dopo vari tentativi sono arrivato alla seguente formulazione: 140 gocce di Gunze H 34 Cream Yellow + 40 gocce di H 72 Dark Earth + 40 gocce di H 404 Kaki + 160 gocce di H 11 White + 60 gocce di H 332 Light aircraft gray + 60 gocce di H 329 Yellow FS 13538 + 400 gocce di diluente Tamiya. Questo grosso quantitativo è servito anche per poter fare alcune prove preliminari e "scaldare la mano" su di un vecch io 79 Airfix, nonchè per i vari ritocchi in corso d' opera, che sono stati veramente tanti. Sono quindi passato alle macchie verdi, ottenute con una miscela di 6 gocce di H 36 + 4 gocce di H 303 della Gunze, diluiti con 40 gocce di normalissimo alcool rosa. Questa variante al diluente Tamiya è dovuta al luogo e al periodo in cui ho verniciato il modello: un garage freddo nel periodo che va da dicembre a marzo. Il diluente Tamiya reagiva molto male al freddo, costringendomi dopo alcune prove a passare all' alcool, che mi ha garantito una fluidità molto buona in queste condizioni. Ho preferito rifare volta per volta piccole quantità di colore per non avere una evaporazione troppo veloce dell' alcool, che mi avrebbe impedito di essere preciso nella realizzazione della mimetica. Questa alta percentuale di diluizione permette di disegnare prima i contorni, e di lavorare le macchie leggermente e con piu passaggi, quindi di riempirle in un secondo passaggio per renderle estremamente nitide, perfino troppo: a mimetica ultimata ho notato che il contrasto tra i due colori era troppo accentuato, quindi ho schiarito di nuovo le macchie con il verde Gunze H303 con la stessa diluizione, ottenendo tre obiettivi  contemporaneamente: l' attenuazione dei contrasti, una leggera sfumatura delle macchie e l' inizio del successivo invecchiamento. Tanti tentativi e prove sono stati necessari per abituare la mano e la mente ad una mimetica molto bella e ma veramente intricata e complessa, e soprattutto è stato molto difficile ottenere un effetto finale equilibrato e discretamente simile all'originale. Per rendere l' idea del numero di prove effettuate, posso dire che ho usato esattamente 3 barattoli di verde H303 colorando almeno quattro volte il modello di prova prima di riuscire a dare un senso alla macchiatura.
Decal, lavaggi e trasparenti.
Terminata la colorazione ho steso una mano di trasparente lucido Aeromaster per preparare il modello alla posa delle decal e dei lavagg  i. Per essere sicuro di non avere problemi di silvering ho scontornato attentamente tutte le decals provenienti dal foglio della Tauromodel n.72/535 realtivo all' SM 79, che comprendeva la vignetta "Marameo". Fissate le decal ho proseguito con un lavaggio ad olio di Terra d' ombra bruciata + Nero per evidenziare le linee di pannellatura; eliminato l' eccesso dei lavaggi ho passato un ulteriore mano di trasparente lucido per proteggere le insegne, quindi una mano di opaco Aeromaster ha preparato il modello ai trattamenti finali.
Invecchiamento.
Le colorazioni dei velivoli Italiani rendono questa fase molto difficile: la maggior parte delle mimetiche vanificano gli effetti degli invecchiamenti tradizionali (ombreggiatura e schiaritura delle linee di struttura) e anche per questi motivi ho sc elto una mimetica che oltre ad essere originale ha il pregio di permettere un minimo invecchiamento per un velivolo operativo. Data la costruzione quasi totalmente di legno e tela , l' invecchiamento si è concentrato sulle colature dei vari serbatoi alari e sulle striature dovute all' attrito dell' aria sulle superfici, effettuati con un drybrush utilizzando un pennello piatto rigido misura 0, con colori Humbrol a smalto, e ad una leggera scalfittura delle macchie di verde simulando il distacco di piccole parti di colore dovuto ai vari attriti. Ho completato l' invecchiamento realizzando con un grigio scuro, alcune leggere scrostature sulle poche parti metalliche dell'aereo.
Ambientazione.
Per l' ambientazione ho pensato ad una porzione di prato con erba molto rada, con aggiunta di alcuni particolari come il muretto di confine, l' ulivo, il Fiat 621 e altri accessori che si sono aggiunti man mano che proced evo per completare un po'  la scenetta, come i bidoni, le casse, lo sdraio, il cagnolino, il nonno con la bimba che curiosa e alcuni figurini che dessero un senso a tutto l' insieme. Il prato è un foglio di compensato su cui ho steso della pasta da modellare Das tirata con le dita, e prima che asciugasse ho predisposto gli scassi per il muretto e la pianta. Dopo di questo ho steso uno strato di Vinavil diluito con acqua, su cui ho spolverato della sabbia finissima per simulare il terreno: sopra questa base ho inserito alcuni s assolini, ho impresso le tracce delle ruote, dei bidoni, delle casse e di tutti quei particolari che vi andra nno inseriti. Dopo circa tre giorni, per dare modo al Das di asciugare bene, ho colorato, prima con una mano di Buff XF 57 Tamiya molto diluito e in seguito con un lavaggio abbastanza scuro ad olio. Io ho usato il Bitume di Giudea della Ferrario, a cui ha fatto seguito un drybrush con un verde chiarissimo Humbrol che ha messo in risalto tutti i particolari. Terminata la fase di colorazione ho applicato, nella porzione che simula il prato delimitato dal muretto, una zona di erba della Noch più consistente, mentre dei ciuffetti radi e irregolari li ho posizionati nella zona di “volo”. L' erba l' ho incollata con piccole pennellate di Vinavil diluito con acqua. Il muretto è stato ricavato da un blocchetto ottenuto incollando du e listelli di plasticard sovrapposti, dello spessore  adeguato, i n seguito inciso con un punteruolo. Da questo ho ottenuto un master per due stampi di gomma siliconica, uno per il murettoricurvo e uno per la parte diritta, dentro ai quali ho colato del comune gesso, molto più lavorabile della resina, con cui ho prodotto tante sezioni di muro, che mi sono servite per ottenere la parte diroccata e tutti i sassi del diorama, poi colorati con varie tonalità di grigi e di beige .
Ulivo.
La struttura di base dell' albero è costituita da un' anima di fili di rame intrecciati, che servono sia per il tronco che per tutta la ramificazione: questa struttura l' ho ricoperta, solo nella parte del tronco, da uno strato di Da s tes turizzato con una la ma di cutter per dargli un aspetto ruvido e contorto. La parte ramificata e stata ricoperta con stucco Molak diluito con la nitro e applicato in modo grossolano con un pennello di discrete dimensioni: questo sistema riproduce le nodosità tipiche degli ulivi in modo realistico e tutto sommato abbastanza velocemente. Dopo una mano di grigio chiaro si esegue un lavaggio ad olio con un marrone molto scuro, e ad essiccazione avvenuta un drybrush di vari toni di grigi chiari alternati con dei beige completano il tronco. La chioma si realizza con ciuffetti di Zeechum colorati in precedenza in verde scuro. Per aumentare il volume del fogliame, diversi rametti sono stati uniti insieme con l' attack prima di essere fissati ai rami principali.
Fiat 621.
Il camionc ino proviene dal kit della Mars per il Polksi Fiat 621 in resina, modificato nel cassone e trasformato da porta fusti a pianale di carico, con l' aggiunta delle sponde in plasticard, dei vari ganci per chiudere le sponde e degli anelli per fissare un eventuale telo. Completato l' abitacolo con l' aggiunta dei vetri in acetato, del cruscotto, di leve varie e altri piccoli particolari, ho steso una mano di Gunze H 423 come base, una mano di trasparente opaco Humbrol. Per evidenziare i particolari ho effettuato un lavaggio con Bruno Van Dik e successivamente vari drybrush con il 78 Humbrol e vari grigi e tonalità di beige, più altri lavaggi selettivi con Nero e t erra d' ombra Naturale, sempre con lo stesso colore schiarito. Quindi ho dipinto i dettagli in rilievo, ho evidenziato le venature del cassone con del 110 Humbrol e successivamente con il 103 Humbrol. Le ruote sono in grigio scuro 1004 Tire Blak Aeromaster, trattato con un successivo drybrush appena schiarito. L' impolveramento generale è una base di Matt 29 Humbrol con pennellate verticali di Matt 121; le parabole dei fari sono in avorio con lavaggio di nero e una goccia di trasparente lucido per simulare il vetro.
Documentazione:
SM 79 il gobbo maledetto di L Spaggiari e C D'Agostino
Ali D'Italia SM 79 N° 9 e N°11
Tecniche avanzate Vol 3 SM 79 Sparviero di C Pigliapoco Auriga Publishing
Nei cieli di guerra la Regia Aeronautica a colori 1940-1945.
Colori e schemi mimetici della Regia Aeronautica 1935 1943 G.M.T- C.M.P.R –G.A.V.S.
Squadron Signal Aircraft N° 71 S 79 in Action
Replic N° 133- 134
Air Kit News N° 15
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