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Cenni storici.
Progettato come velivolo da bombardamento in picchiata in concorrenza con lo Stuka tedesco, non riuscì certo nell'intento e fu poi sostituito nelle poche squadriglie da quest'ultimo velivolo risultatogli superiore in tutto e per tutto. Questi era un bimotore costruito interamente in legno e compensato compresi gli alettoni e i freni in picchiata. Portava un unica bomba da 250 o 500 kg in un piccolo vano bombe ricavato in fusoliera con un curioso sistema di chiusura consistente in cavi elastici che venivano spinti verso l'esterno dalla guida della bomba stessa Altra curiosità era l'accesso alla cabina di pilotaggio che avveniva camminand o sul dorso della fusoliera, e solo dopo si potevano accendere i motori perché questi erano molto vicini alla cabina stessa, rendendo la manovra molto pericolosa con le eliche in moto. Il primo volo risale al 19 Dicembre 1936 e il prototipo montava i Piaggio P.VII C.16. Nonostante le prove svolte sul poligono di Furbara non avessero pienamente soddisfatto i requisiti di progetto, la Regia Aeronautica ne orinò 48 esemplari, di cui due con motori Piaggio P.VII C.16 e i restanti con i motori Walter Sagitta costruiti su licenza dall'Alfa. Le scarse prestazioni di questi ultimi, consigliarono la loro sostituzione coi Piaggio P.VII PC35 e ridurre ulteriormente la commessa a 16 velivoli. Durante l' attività addestrativa svolta dal Reparto Sperimentale Volo dal marzo 1939 al maggio 1940, emersero ulteriori problemi: la debolezza del carrello e la forte perdita di velocità nella richiamata dopo il tuffo che lasciava l'aereo esposto alla reazione nemica.
Il modello.
Si comincia con l' aprire il finestrino posto sotto la fusoliera e l'allargamento e l' affinamento del posto di pilotaggio per potervi introdurre tutti i componenti autocostruiti, il seggiolino completo di cinture, la pedaliera, il cruscotto, le pareti laterali, l' estintore, i vari cablaggi, che andranno colorati con il verde anticorrosione 1018 dell'Aeromaster tranne il cruscotto in nero opaco, la pedaliera e il sedile sono in alluminio opaco. Ora si passa alla fusoliera e alle ali: dopo aver modificato l'andamento del muso dandogli la giusta forma a cuneo ho asportato carteggiando tutte le costolature stampate sul kit le ho ricostruite affinandole il più possibile con sottili striscioline della Evergreen affinate in punta, ho ricostruito le quattro prese d'aria sul dorso della fusoliera, ho assottigliato tutti i bordi d'uscita delle ali e dei piani di coda ho separato le superfici mobili e il timone di direzione, ho riposizionato i freni di picchiata costruendo le varie slitte e gli snodi di questi ultimi, ho ricostruito il pattino di coda e la parte finale della fusoliera in parte errata. Ho incollato le ali e i piani di coda previo inserimento di alcuni pernini di ferro, con colla bicomponente che mi ha permesso anche di chiudere le fessure che inevitabilmente erano rimaste tra queste e la fusoliera evitandomi la scomodità dello stucco,
Motori.
Ho cercato di migliorarne il dettaglio montando le aste dei cilindri e affinando il blocco del riduttore, dopo l' affinamento della naca ho montato il motore dentro a questa ho ricostruito la stella che sostiene la naca al motore, con dei sottili fili di sprue. Gli scarichi sono due tubini di rame leggermente ricurvi e forati.
I carrelli.
Sono compl etamente autocostruiti con striscioline di ottone sagomato, tubi di rame listelli di plasticard e filo di ferro, le ruotesono state ristampate in resina già con l' effetto peso. Il tettuccio originale è stato modificato applicandovi la bolla davanti al parabrezza ed è servito come master per ristamparlo in acetato, ed è stato incollato con cianoacrilato lasciato evaporare per evitare che sfumi i trasparenti, i frems sono striscioline di decal trasparente della Tauromodel precedentemente verniciate ed applicate a verniciatura terminata.
La colorazione.
Dopo av er steso il grigio mimetico 1210 nelle parti inferiori e mascherate, ho passato una mano di giallo mimetico 3 –1050quindi sono passato alle macchie prima quelle in marrone mimetico 53193 – 1217, poi quelle in verde mimetico 2 -1213 tutti Aeromaster ad aerografo, ho dato una mano di trasparente lucido, ho applicato le decals e fatto i lavaggi ad olio, e qualche sporcatura a pennello e siamo alla fine. Ho montato i mirini, le eliche, i carrelli, i contrappesi degli alettoni, i supporti dei piani di coda, i tiranti degli stessi, il tubo di pitot, il carrellino sotto il pattino di coda e sono passato alla basetta.
La basetta.
Per questa ho usato un quadrato di medium density che ho inciso con un tracciatore ed una riga di ferro, per dare il senso delle lastre di cemento, ho passato alcune mani di vari grigi per ottenere un effetto cromatico soddisfacente, qualche impronta di ruote un po' di macchie di olio, qualche ciuffo d'erba negli angoli dei lastroni di cemento, e si passa alla parte che riproduce il prato. Dopo aver mascherato la parte in cemento ho usato della colla spray su cui ho sparso dell' erba fine ho aspettato che asciughi e ho fatto un lavaggio di marrone scuro ad olio per dare il senso del terreno, poi un leggerissimo lavaggio di nero sempre ad olio per dare profondità. Per gli alberi ho usato dei rametti di zischium prima gli ho colorati di marrone scuro poi spruzzati di colla spray e immersi in un vasetto contenente della spugnetta triturata che riproduce delle piccole foglie, una passata di verde ad aerografo per dare un tono più realistico. ho messo le casse, i figurini, il carrellino, i bidoni ed ho finalmente finito.
Ambientazione: Reparto Sperimentale Volo a Tuffo Ciampino (Roma) 1940
Documentazione: I.P.M.S n° 1 1999 - Storia militare n° 66 - Aerei Modellismo n° 7/1997
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