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Spesso il fantasy è visto come un volersi momentaneamente staccare dalla rigorosità del figurino storico… chi prova a cimentarsi in qualche pezzo si accorge in fretta che non è solo questo: si possono sperimentare tecniche diverse dal solito e che poi possono trovare applicazioni anche in una pittura più “classica” e bisogna fare i conti con materiali, incarnati, ambientazioni che forse non avremmo modo di realizzare. Se poi si aggiunge che il mercato del fantasy è molto prolifico, con soggetti particolarmente accattivanti, è facile innamorarsi e intercalare spesso pezzi di questo genere ai figurini storici.
Quando ho visto questa signorina è stato amore a prima vista…la scultura ha solo un lieve difetto sulla p arte destra del viso, ma se si calcola che è un 30mm e si considera il pezzo nella sua completezza, si capisce che è un soggetto molto interessante. Ho cercato di richiamare i colori della Biancaneve di Disney, con colori molto saturi, sfruttando però dei toni più cupi che dessero l' impressione di un’ atmosfera più surreale e meno “cartoon”. Per questo motivo, i lavaggi di nero sono molto pesanti, anche su colori chiari come il giallo, mentre le basi degli incarnati sono un po’ fuori dagli schemi, con del viola nella base di biancaneve e un marrone verdastro nella base dell nano. Il “tocco in più” di questa scenetta è sicuramente dato dall’ ambientazione. Presto sempre particolare attenzione alla realizzazione della “scenografia”: oltre a contestualizzare il soggetto, rende il figurino più attraente di come non potrebbe essere se esposto da solo…. T endo sempre a realizzare ambientazioni piuttosto semplici, ma di effetto: la scena deve valorizzare il figurino, non deve distogliere l’attenzione da quello che è il soggetto. Come per Cappuccetto Rosso, l’idea per l’ambientazione nasce dall’idea distorta della favola stessa: Perché è Biancaneve a tenere la mela in mano, invece della strega? E perché il nano ha lo sguardo così minaccioso?
Forse perché il principe non è riuscito a svegliarla con un bacio e lei ha prolungato il suo sonno finchè un nano armato di piccone non è arrivato a liberarla? Mi arrabbierei anch’ io se mi aspettassi il principe azzurro e arrivasse un nanerottolo bitorzoluto…
Da qui l’ idea di realizzare la bara parzialmente sepolta:l’ albero invece aveva la semplice funzione di riempire uno spazio vuoto, fino a che un amico ha lanciato l’ idea “beh, potrebbe essere un albero di mele…!”: è bastato aggiungere alcune mele di stucco per aggiungere un ulteriore collegamento alla storia… La realizzazione della bara di cristallo e la sua pittura, penso siano una delle parti più interessanti della realizzazione: dopo svariati tentativi fallimentari, ho realizzato col plasticard un prisma della stessa forma che mi occorreva e (dopo averlo utilizzato per fare uno stampo in gomma) l’ ho clonato con la resina effetto acqua della Prochima.
Il solido (perfettamente trasparente) è stato dettagliato con profili in plasticard e filo di rame per ottenere i decori. Per re ndere l’ idea del legno rivestito di metallo, l’ ho dipinta usando le tecniche della pittura su vetro, riproducendo per prime le parti che in una pittura tradizionale sarebbero state dipinte per ultime, in modo che dal coperchio si intravedesse la texture del legno. Sigillato il tutto con una mano di nero (per evitare che si notassero parti non colorate) ho dipinto la parte metallica in maniera classica utilizzando i colori metallici Andrea. Per rendere il tutto ancor più particolare, ho scelto una basetta molto piccola (che di solito “il Basetta” regala come portachiavi…!) su cui col Magic Sculp ho realizzato il terreno sporgente su cui sistemare i vari elementi.
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