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Questo figurino in 54mm mi ha sempre affascinato, sarà per la posa o forse perché comunque rappresenta bene quello che (soprattutto nei film western…!) erano i cacciatori di taglie: uomini che per vivere davano la caccia ad altri uomini, senza scrupoli e sguardo freddo… Questa professione esiste ancora negli Stati Uniti, ed è regolamentata da una legge del 1873, ma è molto differente da quello che siamo soliti immaginare. Il figurino in questione ha ormai qualche anno sulle spalle e ne risente soprattutto nella fusione e nella grossolanità di alcuni dettagli, ma sono difetti di poco conto rispetto al risultato finale. Solitamente, a figurino assemblato e primerato, realizzo l’ ambientazione, in modo da maneggiare il pezzo finito il minimo indispensabile (cioè solo il tempo di  incollarlo alla base!). In questo caso, volevo dare un senso al fatto che la testa del bounty killer è rivolta verso il basso…mi sono domandato cosa potesse mai guardare e quale fosse la scenografia migliore. Alla fine, ho optato per una parete rocciosa, in fondo alla quale scorre un torrente…il cacciatore di taglie si sta fumando una sigaretta mentre va a controllare una traccia, guarda un ramo in mezzo all’ acqua in cui è impigliato il cappello dell’ ultimo malcapitato… La roccia ha una pase in polistirolo, chiusa sui due lati posteriori da plasticard, mentre la parete vera e propria è realizzata in milliput bianco. Il torrente è realizzato con acqua della Prochima, versata in tre strati, di cui i primi due colorati con verde trasparente Tamiya e l’ ultimo senza aggiunta di coloranti, avendo la cura di inscatolare in maniera ermetica la base con acetato e nastro biadesivo. Sull’ultimo strato, a catalisi quasi completa, con l’aiuto di una spatola tonda inumidita con acqua, ho simulato delle increspature, riprese una per una con dei tocchi di bianco acrilico. La roccia è dipinta con dry-brush e lavaggi e il cappello impigliato è una copia in resina di quello del figurino, a cui ho rifatto la tesa con lamierino di piombo.

Su questo pezzo si può lavorare molto sui materiali come cuoi e metalli, differenziandone i colori e le texture. Per questo motivo il cappello, le fondine, i cinturoni e gli stivali hanno dei colori rossicci (utilizzando del bruno van dick Maimeri, con lavaggi di rosso, arancione e giallo, per poi differenziare gli elementi con lavaggi di verde o nero) leggermente satinati (effetto che può essere ottenuto aggiungendo dei medium alle tinte o utilizzando colori come ii Vallejo che sono naturalmente satinati), mentre il cappotto è scamosciato (partendo quindi da una tinta come flat earth o terra d’ombra naturale con l’aggiunta di verde e nero, schiarita poi con del carne e del beige) e opaco. Per la prima volta ho realizzato un pantalone tipo jeans e devo dire che il risultato ottenuto non mi dispiace.  Ho usato del blu ftalo (Maimeri) desaturato con del bruno van dick e una punta di nero, per poi schiarire con ulteriori aggiunte di blu ftalo e bianco, per dare l’effetto del tessuto logoro. Dei lavaggi molto diluiti con del bianco sulle ginocchia hanno donato un ulteriore effetto di usura. Per i metalli ho usato come al solito i colori metallici Andrea.

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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