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A onor del vero, questo figurino all’ inizio doveva essere rappresentato con la croce dell’ ordine di Alcantara, visto che mi piaceva il disegno (uguale a quello di Calatrava, ma verde anziché rosso…e visto che come Calatrava era già stato dipinto, mi rimaneva solo l’ opzione della croce verde). Dopo svariati scambi di opinioni con l’ amico Ugo Giberti, grande esperto di ordini monastici e medioevo in generale, ci è sorto il dubbio che la collocazione storica del figurino non fosse coerente con quella dell’ordine spagnolo. Allora ecco l’ idea di rappresentarlo con i colori dell’ordine di Santiago, per 3/4 simile alle altre due croci e temporalmente plausibile… Una delle parti più divertenti è stata realizzare l’ambientazione, con rombi di plasticard ho ricoperto una basetta in modo da rappresentare un tipo di pavimento molto comune nelle pavimentazioni iberiche, dipinto poi in bianco, nero e grigio, a dare quasi un effetto di tridimensionalità. Con tondini e ritagli sempre di plasticard ho riprodotto una colonna, a cui con lo stucco bi componente ho aggiunto i “nodi”. Alcuni siti esoterici ( http://www.duepassinelmistero.com/Simbolismo(2).htm) trovano una particolare simbologia in questo tipo di colonna “annodata”: si dice che gli anelli che si incrociano e intrecciano tra di loro stiano a indicare il legame inscindibile tra i fratelli cavalieri degli ordini circestensi… non so quanto questo aneddoto rispecchi la verità, ma mi piaceva l’ idea e ho voluto riprodurla, visto che anche scenograficamente poteva aiutare a slanciare la realizzazione. Prima di iniziare la pittura, ho lucidato con una paglietta e  una spatola d’ acciaio tutto il pezzo per poi stendere, come mio solito, una mano di primer grigio sul pezzo, mascherando la cotta di maglia col patafix, in modo da poterla lavorare con lavaggi di smoke, marrone e nero. Il bianco del mantello ha una base formata da ocra gialla, marrone e nero, schiarita con bianco avorio e bianco di titanio. Questo ha dato origine ad un bianco sporco che ben contrasta col bianco dello scudo, ottenuto in maniera “canonica” con marrone, nero, carne e bianco. Il colore della veste è volutamente un grigio scuro, piuttosto che un nero, ottenuto con una base di marrone, nero e carne, schiarito sempre col carne, per ottenere un colore più attinente a quella che doveva essere la realtà. Le tre croci (sullo scudo, sulla spalla e sul petto) sono state lavorate in contemporanea, abbozzando prima un disegno geometrico semplice (una semplice croce) e aggiungendo man mano i dettagli, il tutto con un colore rosso di base. Una volta ottenuto il disegno di base, ho aggiunto luci e ombre seguendo i panneggi.

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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