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La semplic ità della scomposizione dei busti fa in modo che si possa dedicare p oco tempo al montaggio e tanta attenzione alla pittura… questo bel busto Pegaso non fa eccezione: otto pezzi di metallo che si puliscono, montano e imperniano in una sera.
Una minima attenzione va rivolta al montaggio delle piume, che senza perni cadrebbero sotto il loro stesso peso e di cui va studiato attentamente il posizionamento.
La natura stessa dei lanzichenecchi permette di scegliere qualsiasi tipo di abbinamento cromatico. In questo caso ho scelto di andare un po’ controcorrente rispetto alla scelta comune di rappresentare i lanzi in abiti dai colori sgargianti, cercando di rappresentare un milite della Banda nera (da non confondere con le truppe di Giovanni dalle Bande Nere), mercenari tedeschi che erano soliti abbigliarsi con abiti e armature dai colori scuri che solamente nella foggia rispettavano il costume dell’ epoca.
Malvisti dai loro “colleghi” mercenari che li consideravano tradito ri dell’ impero, in quanto assoldati dalla Francia, i lanzi della legione nera vennero annientati nella battaglia di Pavia nel 1525.
Raccolta documentazione a sufficienza, ho dato mano ai pennelli, lavorando principalmente su due tinte: il rosso e il nero. Per il discorso della “sobrietà” dei capi, le parti rosse del busto (camicia e piume) sono state desaturate molto, usando del nero per le ombre e del carne per le luci, evitando toni arancioni o giallastri. Il corpetto, il cappello, gli sbuffi della manica e il mantello partono tutti da una base scurissima, con alte percentuali di nero, differenziandole solo nella stesura delle luci utilizzando del bruno Van Dick per le parti in cuoio, del carne per i ritagli di stoffa della manica e il blu ftalo nel damasco del mantello (utilizzato anche nelle due piume nere).
E’ stato molto impegnativo riprodurre l’effetto del damasco , a grandi linee il procedimento è stato questo: su tutto il mantello è s tata data una base scura che poi è stata lumeggiata e ombreggiata come un normale panneggio. Su questa base (a matita) ho riprodotto i decori di un panno in damasco trovato sul web. Questa traccia è stata poi dipinta con gli stessi colori della base del mantello, avendo l’accortezza di “invertire” le luci (dove le pieghe sono in ombra, il decoro è in luce…), per poi andare a rifinire il tutto con tratti molto chiari e lavaggi scuri.
In tutti questi colori scuri, ho cercato di forzare la mia mano e dare al volto una tonalità più chiara di quello che sono abituato a fare, partendo da una base di marron corcho Valleyo (più una punta di blu ftalo) schiarita con carne dorada e beige.
Le parti metalliche sono trattate con colori metallici Andrea e smalti tipografici. |