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Questo pregevole figurino della Andrea rappresenta benissimo un suonatore di cornamusa del periodo delle rivolte giacobite scozzesi. Ho voluto simbolicamente datare la targhetta con la data 1690, quando i giacobiti scozzesi vennero definitivamente sconfitti nella battaglia di Cromdale, ma  l’abbigliamento non vincola assolutamente la realizzazione in altri scenari contemporanei.
Tra giacca, borsello, cinghie, scudo e naturalmente la cornamusa, c’è da sbizzarrirsi nella realizzazione di materiali naturali, ma quello che veramente impegna la pittura è (chiaramente) la realizzazione del plaid in tartan.
Ho cercato tra le centinaia di colori che distinguevano ogni famiglia un tipo di tartan che si integrasse con l’ambiente e il resto dell’ abbigliamento. Alla fine la scelta è caduta sull’ abbigliamento di un “Highland Gentlemen” trovata su una tavola Osprey (Highland Clansman 1689-1746-warrior 021) : base beige con righe e quadri rossi e rifiniture nere.
Ho cominciato con lo stendere un base marrone chiaro su tutto il plaid, lumeggiata con beige prima e bianco dopo e ombreggiata con terra d’ombra bruciata molto diluita.
Per realizzare le linee, con un pennello n°2 piatto ho realizzato delle velature equidistanti prima verticali poi orizzontali con il co lore d i base scurito con marrone e rosso, in modo da non sovrapporre un colore per creare il motivo, ma facendo virare il colore di base verso quello voluto senza far scomparire le luci e le ombre create prima.
Nei quadri creati negli incroci delle linee ho stesso del rosso, lumeggiato con una mescola di rosso e giallo.
Ho rifilato tutte le linee con del nero, come nel disegno originale e dipingendo all’interno di ogni riga orizzontale e verticale altre tre linee nere.
Gli unici consigli che posso dare sono quelli di studiare attentamente il motivo da riprodurre, in modo da creare un ordine di pittura e di non cercare di seguire a tutti i costi il panneggio nella realizzazione delle linee, ma di cercare di dipingere il più possibile con dei tratti lineari e geometrie precise, che sicuramente non risponde a come si presenterebbe questo tessuto nella realtà, ma in scala rende meglio l’idea in quanto non si crea la sovrapposizione delle linee e dei quadri che confonderebbe la vista globale del pezzo.
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