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Gli indiani d’ America mi hanno sempre affascinato, in particolare la figura di questo capo Sioux, protagonista di continue lotte contro lo strapotere militare americano (vedasi Little Big Horn e la  sconfitta di Custer…), trasformato in fenomeno da baraccone dal Buffalo Bill’s Wild West Show davanti a folle di persone che non potevano capire chi avevano di fronte (ma lui non se ne curava: vendeva i suoi autografi a 1 dollaro e cinquanta e malediva i presenti nella sua lingua…tanto non potevano capirlo!), per poi tornare alla fine dalla sua gente, incapace di sopportare le città e gli stili di vita dei bianchi (nonostante facesse frequentare ai suoi figli le scuole cristiane, fortemente convinto che le successive generazioni dovessero saper leggere e scrivere)…ma nella sua terra le autorità lo temevano ancora, e proprio mentre dei poliziotti lo andavano a prelevare nella sua abitazione per paura che potesse partecipare alla “ghost dance”, fomentando la popolazione a nuove sommosse, un colpo di pistola partito accidentalmente ad un poliziotto lo colpisce alla testa e lo ferisce a morte. Correva l’ anno 1890.
Il busto della Andrea (stranamente) lascia un po’ a desiderare: bolle nella resina, incastri delle parti in metallo tutti da rivedere e bave tediose sulle piume, per nulla facili da pulire…ma un modellista non si spaventa per così poco! Ho cominciato col ricostruire le code di ermellino con stucco bicomponente, in quanto quelle in metallo fornite non davano per niente idea di morbidezza. Poi ho assemblato tutto tranne le piume. Per la colorazione (c olori acrilici Maimeri in tubetto), ho seguito gli esempi di alcune tavole Osprey, dando i fondi ad aerografo e lavorando poi a pennello. Nulla di nuovo, l’ unica accortezza è stata quella di cercare di dare al volto un aspetto invecchiato, usando un tono abbastanza “terroso” e cercando di enfatizzare le rughe e i segni dell’ età. Poi è venuto il momento delle piume: prima di montarle, ad aerografo ho steso la base, un grigio molto chiaro che sfuma verso le punte prima in marrone e poi in nero, in modo da non avere zone scoperte da colore a modello finito. Le ho quindi incollate al loro posto con la bicomponente. Quando la colla ha fatto presa alla perfezione, le ho curvate con attenzione in modo da dargli un realistico effetto peso ed evitando un antiestetico effetto “coda di pavone”. Giuro, con le penne dritte sembrava un gallo cedrone! Poi a pennello ho ripreso con colori più chiari di quelli di base il disegno delle piume e delle nervature.
Fratelli, vogliono la nostra terra, la nostra madre, per renderla irriconoscibile con i loro recinti, le loro costruzioni e i loro rifiuti. La loro nazione è come l' acqua che straripa e travolge tutto quello che trova al suo passaggio.
Noi non possiamo vivere al loro fianco, perciò, fratelli miei, o ci sottomettiamo o gli diremo:
"Prima uccideteci, poi potrete prendere possesso della nostra Madre..."
Toro Seduto(Tatanka Iyotanka)
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