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Cenni storici.
Il progetto dell' A 10 nacque dall' esigenza di un velivolo tattico di supporto alle forze terrestri, dotato di un armamento sufficientemente potente per contrastare le forze corazzate dell' allora Patto di Varsavia, notoriamente dotate di carri molto potenti e ben protetti. Il velivolo è stato praticamente disegnato attorno al potentissimo cannone Gatling a canne rotanti, in grado di perforare con i suoi proiettili all' uranio impoverito anche le corazzature più resistenti. Dal punto di vista prestazionale, l' A 10 non è brillantissimo, in quanto i due motori non gli garantiscono quel margine di potenza che può risultare fondamentale nelle vitali manovre di scampo dopo un attacco a bassa quota. Con velocità subsonica, è molto stabile come piattaforma di tiro, ma era già stato considerato superato ai primi anni ‘90, tanto da parlare di un suo ritiro, salvo poi venire rivalutato dopo la prima guerra del Golfo, tanto che ancora adesso è in servizio nelle forze aeree americane, e non si parla ancora di un suo sostituto !!
IL MODELLO
Il modello Italeri è discreto: il dettaglio di superficie e in negativo, anche se le incisioni sono leggermente troppo larghe eprofonde. Le misure sono sostanzialmente corrette, e la sagoma del velivolo è riprodotta in maniera fedele. La parte del leone di questo velivolo è costituita dal suo armamento, e il kit propone una buona scelta tra i carichi utilizzabili. Le decals sono di buona qualità e permettono di riprodurre due velivoli dell' USAF, entrambi nella colorazione attuale a due toni di grigio. I trasparenti, in due parti, sono discretamente fini, e possono essere montati aperti.
Interni e motore.
L' abitacolo del kit non è ancora all' altezza delle realizzazioni più recenti, ma in questo caso non sono intervenuto con il superdettaglio in quanto, avendo montato questo modello nei ritagli di tempo, e siccome in questo caso avevo deciso di rappresentare il velivolo durante il rullaggio, quindi col pilota a bordo e il tettuccio chiuso, ho utilizzato solo ed esclusivamente i pezzi e le decals fornite dalla scatola. Il colore degli interni e del sedile è il grigio FS 36231, mentre i cuscini sono verdi oliva e le cinture grigio ghiaro. Il pannello strumenti e le consolle sono neri opachi, con minuscoli tocchi di colore per rappresentare gli strumenti e i pulsanti. Il pilota copre alla vista praticamente tutti i dettagli, e dopo una buona verniciatura ho aggiunto solo le cinture di sicurezza che legano il figurino al sedile, quindi sono passato ai motori. Questi sono rappresentati con un buon dettaglio della turbina frontale e della sua ogiva, mentre gli scarichi sono abbastanza semplici, come nella realtà. Il vano carrello anteriore si potrebbe dettagliare con qualche filo di rame per riprodurre i cavetti e le tubature idrauliche, e viene offerta anche la possibilità di aprire un portello avionico sul lato destro della fusoliera e lo sportello della scaletta di accesso sul lato sinistro. Naturalmente io non ho utilizzato queste opzioni, ma per chi lo vuol fare il dettaglio è discreto. I colore dei vani interni è il bianco, adeguatamente sporcato e lumeggiato per dare risalto ai dettagli. A questo punto, dopo aver inserito l' abitacolo premontato, il vano carrello anteriore, e circa 30 grammi di piombini da pescatore nel muso, ho chiuso la fusoliera e carteggiato e lisciato la giunzione.
Ali e piani di coda.
L' unica concessione all' autocostruzione che mi sono concesso per questo modello è stata quella relativa ai flaps, per poterli montare in posizione estesa. Questo sia per poter rappresentare la corretta configurazione del velivolo durante il rullaggio, sia per dare un minimo di “movimento” al modello. Per fare questo ho iniziato asportando la parte fissa delle ali che sarebbe stata sostituita, quindi ricostruendo integralmente le parti mobili, che si estendo a scorrimento verso l' indietro e verso il basso con un movimento molto ampio. Per queste parti, come pure per le guide di scorrimento, ho usato fogli di plasticard e listelli di varie forme e misure, sagomati e carteggiati fino a raggiungere le dimensioni volute. L' altro lavoro da affrontare prima di chiudere le ali, e quello relativo ai vani del carrello principale, che pos sono essere dettagliati con tubature e cablaggi elettrici come nella realtà, Anche in questo caso i vani vanno verniciati in bianco, con la solita tecnica per mettere in risalto il lavoro eseguito al loro interno. A questo punto si può procedere con l' assemblaggio delle ali, che avviene senza problemi grazie alla precisione degli incastri. Gli alettoni si possono montare aperti come nella realtà, in quanto fungono anche da aerofreni, e non è infrequente vederli in questa posizione subito dopo l' atterraggio. Il loro dettaglio interno è molto buono, e una buona verniciatura permetterà di ottenere un ottimo risultato senza troppa fatica. I piani di coda si assemblano bene, anche se l' accoppiamento con la fusoliera richiederà un po' di stucco e carta abrasiva per cancellare alcuni scalini.
Carrelli e piccole parti.
I carrelli sono ben fatti: le gambe di forza sono ricche di dettagli, e le solite aggiunte dei cavetti dei freni sono sufficienti ad avere una buona rappresentazione di questi pezzi, così come le ruote che sono molto belle. Il colore da usare per le gambe e i cerchioni è il bianco, senza esagerare con le sporcature, perché nella realtà queste parti sono tenute molto pulite per visualizzare con tempestività eventuali perdite di fluidi idraulici. Io ho applicato solo una leggera ombreggiatura per evidenziare le forme e i volumi.
Colorazione.
Lo schema mimetico è quello tradizionale denominato SEA, South East Asia, applicato a tutti i velivoli operanti nel teatro vietnamita. I colori utilizzati sono: Verde scuro FS 34079, Verde FS 34102, Marrone FS 30219, per le superfici superiori, e Grigio chiaro FS 36622 per le superfici inferiori. Io ho usato i colori Gunze, ottimi per l' uso con l'aeropenna e molto fedeli. I colori sono stati applicati dal più chiaro al più scuro, utilizzando mascherine per ottenere la forma corretta delle macchie e garantire una separazione sfumata tra i colori. Completata questa fase, ho steso sul modello una robusta mano di trasparente lucido, necessaria per fissare i colori di fondo e garantire la loro integrità durante i lavaggi ad olio. Questi so no stati effettuati con tinte diverse a secondadel colore di fondo su cui andavano applicati, e questo accorgimento permette di armonizzare meglio i colori e di enfatizzare le pannellature e i dettagli. Le decal, in verità un po‘ spesse, permettono la realizzazione di due esemplari molto simili, che si differenziano principalmente per una larga fascia bianca sulla capottatura motore presente su uno dei due, e per le insegne di reparto e le nose arts sul muso. Dopo la posa delle decals ho applicato un' altra passato di trasparente lucido e quindi una di opaco. A questo punto si montano tutti i particolari esterni omessi durante la verniciatura, come carrelli, tettuccio, antenne e carichi esterni, e il lavoro è finito.
Basetta.
La basetta è molto semplice: riproduce un pezzo di pista in cemento ai bordi del prato, su cui il velivolo è parcheggiato. Preparata tanti anni fa, questa è stata la mia prima basetta su cui ambientare un modello, e non è stata molto elaborata. Il terreno è stato riprodotto con DAS steso a mano, su cui è stato fissata con colla vinilica diluita in acqua una sabbia molto fine. Dopo la verniciatura con vari toni di marrone e sabbia, ho steso dell' erba per modellismo ferroviario, dipinta poi a pennello asciutto con vari toni di verde e giallo.
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