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Cenni storici.
Progettato come bombardiere leggero diurno, il prototipo del Battle volò per la prima volta il 10 marzo 1936, e allo scoppio della II Guerra Mondiale erano già in servizio nella RAF più di 1000 esemplari. I Battle furono tra i primi aerei ad essere inviati in Francia inquadrati nel corpo di spedizione britannico, ma divennero subito evidenti i grossi limiti di questo aereo: poco potente e scarsamen te armato, durante le missioni diurne a bassa quota e senza scorta, divenne facile preda dei caccia e della contraerea nemica, subendo perdite pesantissime. Questi pochi mesi di guerra decretarono la fine della carriera operativa del Battle, che tuttavia continuò a volare ancora per alcuni anni nelle versioni da addestramento e traino bersagli. Aprendo la scatola di questo short-run, si rimane piacevolmente sorpresi dalle stampate in plastica un po' vetrosa ma lavorabile, con dettagli in negativo molto fine, e dalla ricca bustina di accessori in resina, necessari a dettagliare l' abitacolo del kit. Sono in resina anche gli ottimi tubi di scarico, forniti separati e con le estremità già forate! Tutti questi pezzi sono molto ben realizzati, bisogna solo prestare attenzione durante la separazione dalle basi di stampaggio. Il foglio decals della Propageteam è ben realizzato e il film è molto sottile. Completano il tutto i trasparenti ad iniezione, comprendenti due tettucci e le luci di atterraggio alari, di spessore accettabile e di buona limpidezza.
Interni.
Gli interni si possono assemblare tranquillamente da scatola, utilizzando gli ottimi pezzi in resina del kit. Sono comprese le pareti laterali, pianali, pannelli strumenti, cloche, la mitragliatrice posteriore col suo supporto e due bellissimi seggiolini con i cuscini e le cinture di sicurezza già stampate. Il dettaglio generale è a livello delle migliori realizzazioni in resina, e con una buona verniciatura si potrà ottenere un risultato veramente soddisfacente. Gli interni sono in Interior Green FS 34227 (Humbrol 78), con le scatole radio, impugnatura della cloche e pannello strumenti in nero opaco e le bombole per l' ossigeno dell' equipaggio in argento. Il cuscino del seggiolino è color cuoio, e le cinture kaki. Nella scatola in mio possesso, relativa alla versione da addestramento, erano presenti i pezzi per realizzare tutte le versioni, fornendo così un contributo per la “banca pezzi” veramente molto apprezzato.
Ali e Fusoliera.
Dopo una buona sbavatura dei pezzi, ho incollato alcuni pezzetti di plasticard all' interno dei bordi di giunzione delle semifusoliere: essendo un kit short-run, non ci sono perni di riscontro, così come per le ali e i piani di coda, e il plasticard s ervirà come riferimento su cui appoggiare l' altra metà della fusoliera. I piani di coda sono stati forati per poterli fissare alla fusoliera con due piccoli perni in acciaio che ne aumentano la robustezza. Il radiatore (in resina) va inserito nella grossa presa ventrale, facendo la solita attenzione dovuta alla mancanza di punti di riferimento precisi. Prima di assemblare la fusoliera ho chiuso dall' interno anche le aperture dei tubi di scarico, così da avere un appoggio su cui fissare poi i tubi stessi a verniciatura avvenuta. Io ho inserito le due vasche degli abitacoli nella fusoliera già chius a infilandole da sotto, verificando e carteggiando decine di volte le pareti interne fino ad ottenere lo spazio necessario ad un corretto incastro. Il montaggio del dorso, da scegliere fra tre tipi a seconda della versione prescelta, necessita di una particolare attenzione e di una attenta stuccatura. Le ali sono realizzate in tre pezzi e al loro interno vanno posizionati i vani carrelli. Questi sono formati da 4 pannelli ognuno, a formare una scatolatura rettangolare dotata di un accenno di struttura sui lati lunghi. Le luci di atterraggio, in resina, vanno posizionate all' interno dei relativi trasparenti, i quali andranno poi collocati negli scassi da ricavare sul bordo d' attacco alare. Intelligentemente i pezzi sono più larghi del dovuto, così da poterli carteggiare senza intaccare la parte che deve rimanere trasparente. Per un maggior realismo ho fresato l' interno delle lampade che sono poi state verniciate in argento e riempite di Kristal Klear: semplice ed efficace. Sulle carenature aerodinamiche alle spalle dei vani carrelli sono stati aggiunti due pezzetti di plasticard su cui ho praticato 3 fori, come chiaramente visibile dalle foto. A questo punto le ali sono pronte per l' unione con la fusoliera, che necessiterà di un po' di stucco e carta abrasiva.
Carrelli.
I carrelli rappresentano forse la parte più grossolana del kit: le gambe principali e le ruote sono realizzate in maniera un po' approssimativa, e necessitano di un discreto lavoro di affinatura e dettaglio. Viene fornito il sistema di retrazione completo, compresi i parafanghi e i quattro martinetti (da rifare totalmente) che sporgono verso il basso quando il carrello è estratto, ma tutto il complesso non ha riferimenti di posizionamento certi, e le stesse gambe principali si accoppiano all' ala solamente mediante un minuscolo perno. Io ho incollato, sul fondo dei vani, due piastre forate al centro, ricavate da un pezzo di plasticard da 1,5 mm, in cui infilare le gambe principali, proprio per conferire loro maggior robustezza. I portelli sono completamente lisci e vanno almeno assottigliati, ma anche il loro montaggio non garantisce un allineamento esatto. Sui cerchi delle ruote principali ho praticato 6 piccoli fori per simulare le viti di fissaggio. Il ruotino di coda è ben dettagliato: attenzione a trovare il punto esatto per fissarlo alla fusoliera, visto che non è previsto nessun foro per il suo posizionamento.
Trasparenti e piccoli particolari.
Per la versione da addestramento, che era quella in mio possesso, sono a disposizione due discreti trasparenti in un pezzo unico; volendo però riprodurre un esemplare operativo (il cui kit adesso è già in commercio), ho utilizzato l' ottima capottina della Falcon tagliata e posizionata aperta per mostrare il dettaglio degli abitacoli e conferire più vivacità al modello. Prima di questo però, ho autocostruito con filo di rame sottile i rollbar di rinforzo presenti sotto il tettuccio, chiaramente visibili a modello ultimato: alle spalle del pilota è presente una “U” rovesciata con un rinforzo posteriore, quindi 4 supporti a “V” in corrispondenza dei montanti del tettuccio. L' elica è composta da un bel mozzo in resina su cui si innestano le tre pale in plastica che necessitano di una buona affinatura, specialmente alla radice. Completa questa fase la bella presa d' aria in resina da applicare sotto il muso anteriormente al radiatore.
Colorazione.
La mimetica è quella standard della RAF nei primi mesi di guerra, formata da macchie in Dark Earth (Gunze H73) e Dark Green (Gunze H74) per le superfici superiori, e Matt Black per quelle inferiori. Ho iniziato applicando il Dark Earth schiarito con il 20% di bianco. Dopo aver fotocopiato le viste delle superfici superiori e laterali su carta da disegno lucida, ho ritagliato le mascherine che serviranno a coprire le zone già verniciate, le ho posizionate sul modello e quindi ho applicato il Dark Green con le stesse modalità del colore precedente. Dopo almeno 24 ore ho mascherato le zone già verniciate per applicare il nero sulle superfici inferiori: a dir la verità ho usato un grigio neanche tanto scuro, ripassato poi come gli altri colori per avere più profondità. La successiva mano di trasparente lucido serve come base per i lavaggi ad olio lungo le pannellature, che ho eseguito con un marrone scuro per le superfici superiori e nero per le inferiori. Io ripasso le linee con un pennello sottile in maniera volutamente grossolana, applicando il colore anche intorno all' incisione: quando, dopo circa un' ora, si rimuove l' eccesso con un fazzolettino di carta, si ottiene un' ombreggiatura molto realistica. A questo punto ho applicato le decals, utilizzando le coccarde del kit, le lettere del codice BH-G dal foglio Model Art n.52, mentre la bandierina polacca e i caratteri della matricola sono stati recuperati nel magazzino degli avanzi. A questo punto una ulteriore passata di trasparente lucido per uniformare le decals, seguita da una di opacizzante, conferiranno al modello la finitura definitiva. I montanti del tettuccio sono stati applicati mediante sottili strisce di decal trasparente Tauromodel verniciata nei colori della mimetica e trattata allo stesso modo dei colori di base per non avere una finitura diversa. Questo sistema garantisce una buona precisione e inoltre evita le tediose mascherature che su tettucci morbidi come i termoformati sono ancora più problematiche. Dopo qualche scrostatura effettuata a pennello con l' Alluminio Opaco (Humbrol 56) e i fumi di scarico realizzati a drybrush, si completa il montaggio con l' antenna radio, i tubi di scarico, la mitragliatrice in caccia posta sulla semiala destra (anch'essa in resina) e il tubo di pitot sotto l' ala. In conclusione, il montaggio di questo kit mi ha veramente divertito: la qualità della tecnica short-run ha fatto passi da gigante, e se la MPM continuerà su questo livello, per giunta scegliendo soggetti inusuali come il Battle, è lecito attendersi per il futuro altre piacevoli sorprese.
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