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Cenni storici.

Primo esponente della famiglia dei caccia a delta prodotti da Marcel Dassault, il Mirage IIIC è entrato in servizio con l' Armee' de l' Air come caccia intercettore, venendo poi impiegato anche nei ruoli di cacciabombardiere e ricognitore. Ha conosciuto anche un ottimo successo nelle esportazioni, e in versioni via via migliorate e potenziate, è stato costruito su licenza in numerosi paesi del blocco occidentale e ha prestato servizio un po' in tutto il mondo. Uno dei maggiori utilizzatori è stato senza dubbio Israele, che ha impiegato questo bellissimo aereo nelle guerre arabe degli anni 60-70, dove, nelle mani capaci dei piloti con la Stella di Davide, ha conseguito innumerevoli vittorie nei combattimenti aerei contro i caccia siriani ed egiziani. Proprio a questa versione si riferisce il modello che ho scelto di riprodurre.

Il modello.

Il modello fa parte della categoria short run, e se da un lato è innegabile che il montaggio richiede un po' più di attenzione del solito, dall' altro bisogna notare come il livello di finitura di questi kits abbia raggiunto e per certi versi superato alcuni dei kit tradizionali. Il dettaglio superficiale è in fine negativo, anche se alcune pannellature sono un po' incerte e andranno ripassate. La bustina dei particolari in resina comprende: vasca dell' abitacolo, un non esaltante seggiolino eiettabile, prese d' aria, cono di scarico del motore, vani dei carrelli, portelli di chiusura e una miriade di particolari quali: tubo di pitot, cloche, sensori vari e tutti gli attuatori delle gambe dei carrelli. Completa la dotazione del kit un foglietto in fotoincisione comprendente il cruscotto (che andrà completato con il relativo film in acetato a riprodurre gli strumenti), alcune antenne esterne, e gli elementi per riprodurre il mirino e la centrale di tiro. Il tettuccio è in vacuform in un solo pezzo, e il foglio decals, (difettoso, come vedremo poi) prodotto dalla Tally-Ho, consente la scelta tra ben 4 esemplari israeliani e uno francese.

Interni.

Il montaggio inizia come sempre dall' abitacolo: il dettaglio generale della vasca in resina è già buono, e un attentaverniciatura valorizzerà i dettagli senza il bisogno di ricorrere ad autocostruzioni troppo spinte. Il colore degli interni è il nero opaco, drybrushato con grigio medio per far risaltare i particolari. Il seggiolino (Aeroclub in metallo bianco) ha il corpo nero, il pacco del paracadutemarrone chiaro e le cinture grigio chiaro e azzurre, mentre le maniglie di eiezione sono, come sempre, giallo-nere. La centrale di tiro, da posizionare nella partealta del cruscotto, va adattata con molta precisione nella sede prevista, e questa è l' unica difficoltà che presenta il cockpit. La zona dietro al cruscotto è zeppa di cablaggi che partono dagli strumenti e scatole elettriche varie, che rimangono in bella vista sotto il parabrezza. Io horiprodotto questo intreccio con filo di rame e pezzetti di plasticard, verniciando il tutto in nero opaco con qualche minuscolo tocco di colore a simulare i terminali dei cavi.

Ali e Fusoliera.

Le ali sono in 3 parti, con la parte inferiore in un pezzo unico. Prima del loro assemblaggio, bisogna preparare il pezzo in resina che riproduce il vano carrello principale. Questa operazione và preceduta da un accurato assottigliamento del pezzo, e la conseguente affinatura della corrispondente zona delle ali, in quanto lo spazio per il suo inserimento nell' ala è veramente minimo. La giuntura delle ali richiede molta attenzione, e comunque una abbondante stuccatura sarà necessaria per eliminare qualsiasi difetto. Sui bordi delle semifusoliere ho incollato alcuni pezzetti di plasticard per garantire una battuta di appoggio in fase di incollaggio, visto che non sono presenti perni di riscontro. L' unione delle semifusoliere, con questo accorgimento, non presenta difficoltà particolari, e una buona stuccatura, soprattutto alla base della deriva, ci permette di passare all' assemblaggio delle prese d' aria. Montandole adesso, si agevolerà la loro stuccatura e carteggiatura, così come per il cono anteriore, potendo maneggiare la fusoliera senza l' ingombro delle ali. L' assemblaggio ala-fusoliera non comporta particolari problemi, ma richiede pur sempre una accurata stuccatura sia sul dorso, per non alterare il delicato raccordo aerodinamico, sia sul ventre, dove ala e fusoliera diventano una sola superficie piana. Completano questa fase il montaggio del rigonfiamento e della relativa pinna ventrale nella parte posteriore della fusoliera, e i piloni subalari.

Carrelli.

Le gambe dei carrelli, accettabili nel dettaglio, necessitano solo dei soliti tubicini dei freni, però presentano un grave difetto nelle dimensioni, di cui mi sono accorto solo a modello montato: le gambe del carrello posteriore sono troppo alte di almeno 1 mm, e questo determina una innaturale posizione “a picchiare” dell' aereo. Io ho risolto solo in parte il problema accentuando l' appiattimento dei pneumatici dovuto all' effetto peso, ma chi si cimenterà con questo kit tenga conto a tempo debito di questo aspetto. Le ruote principali presentano purtroppo un fastidioso ritiro proprio sulla battuta del cerchione, molto difficile da eliminare. Il colore degli interni e delle gambe di forza è alluminio opaco, e con un buon lavaggio grigio scuro e un drybrush in argento si otterrà un' ottima riproduzione di questa importante zona. I portelli meritano una menzione particolare: sono talmente sottili da essere addirittura trasparenti, pur avendo un ottimo dettagli interno: veramente magnifici.

Trasparenti e piccoli particolari.

Il trasparente fornito dal kit è in un pezzo unico, ma avendo deciso di montare aperto il tettuccio, ho effettuato un taglio molto preciso per separare le due parti: il parabrezza si incolla con minuscole quantità di cianoacrilica, che sull' acetato non lascia segno di fumi, raccordandolo poi delicatamente alla fusoliera con carta abrasiva bagnata n.1000, e infine lucidandolo con pasta abrasiva per ridargli trasparenza. I carichi alari si riducono ai soli piloni subalari esterni per i missili. Per configurare l' aereo nell' allestimento più tipico, ho prelevato i serbatoi supersonici dal Mirage III E/R Revell, mentre i missili AIM 9 B e le rotaie di lancio provengono dai set di carichi esterni Hasegawa.

Colorazione.

Si inizia con il bianco sporco delle zone dielettriche sul timone, quindi, dopo avere mascherato queste ultime, ho applicato il nero semilucido sul radome e sul bordo di attacco delle stesse zone dielettriche. Ad essiccatura avvenuta ho mascherato queste parti e ho steso ad aerografo il Light Blue 35622 (Gunze H314) sulle superfici inferiori, quindi nuova mascheratura, e ho proseguito con il Middlestone 33531 (Gunze H313) sulle superfici latero-superiori. A questo punto ho preparato le mascherine per la mimetica superiore, secondo questo sistema: fotocopio su carta lucida le viste del foglio istruzioni ingrandendole fino ad ottenere le dimensioni del modello, quindi ritaglio le maschere seguendo il disegno. Fatto questo, le applico sul modello fissandole con minuscoli quadratini di nastro biadesivo spesso 1 mm: in questo modo, restando sollevate dal modello, le maschere permettono di ottenere il contorno sfumato delle macchie. Solo a questo punto ho applicato il Tan 30219 (Gunze H310) e il Medium Grey Green 34227 (Gunze H312) che completano la mimetica israeliana. I serbatoi sono in alluminio opaco, mentre i missili e le relative rotaie sono bianchi con dettagli neri e gialli. Dopo aver rimosso tutte le mascherature, una mano di trasparente lucido prepara il modello per la successiva operazione di invecchiamento. Le pannellature sono state ripassate una ad una con colori ad olio più scuri della rispettiva base sottostante, e l' eccesso è stato asportato delicatamente con un fazzolettino di carta, lasciando un delicato effetto sfumato sui bordi. Una ulteriore mano di trasparente lucido per fissare il tutto, ci prepara all' applicazione delle decals, e qui la sorpresa peggiore: il foglio in mio possesso, evidentemente difettoso, si sbriciolava letteralmente appena estratto dall' acqua, rendendolo in questo modo completamente inutilizzabile. Dopo qualche momento di sconforto, ho notato sulla confezione l' indirizzo email del produttore, a cui ho subito indirizzato una comunicazione per informarlo del problema. Con notevole solerzia, dopo una settimana avevo già ricevuto un nuovo foglio, anche se neanche questo era di buonissima qualità, per cui l' applicazione delle decals si è rivelata comunque un vero calvario. A questo punto, una ulteriore passata di trasparente lucido, e quindi una di opaco, hanno completato questa fase, e il montaggio dei particolari più piccoli (pitot, antenne, ecc.), dei carrelli e dei carichi esterni hanno concluso questa “fatica”. 

Basetta.

L' ambientazione raffigura uno shelter improvvisato formato da pannelli paraschegge rinforzati da un terrapieno sul lato esterno. I pannelli sono stati ottenuti per clonatura di uno degli elementi costruito in listelli di plasticard, e successivamente riprodotto mediante uno stampo di gomma siliconica. Il materiale usato è una miscela di marmorina, acqua e colla vinilica. I terrapieni alle spalle dei pannelli sono formati da una struttura in plasticard, su cui è stato riprodotto il terreno con das, polvere fine, e sassolini. La base è un foglio di plasticard di 1 mm, reso ruvido da alcune passate di carta abrasiva n.60, e quindi inciso e verniciato per riprodurre i lastroni di cemento tipici delle piste aeroportuali.



 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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