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Cenni storici.

Sull' F/A 18 esistono montagne di pubblicazioni che sviscerano la tecnica di questo aereo formidabile, vero jolly dell' aviazione imbarcata statunitense, per cui in questa sede ci limiteremo a ricordare che attualmente è il principale velivolo da attacco imbarcato sulle portaerei, con l' intercettazione come ruolo secondario, svolta talmente bene da arrivare ad integrare, ed in certi casi a sostituire, il mitico F 14 Tomcat. Le sue eccezionali potenzialità sono venute clamorosamente alla luce durante la Guerra del Golfo del 1991, quando una coppia di Hornets in missione di bombardamento, venne intercettata da due Mirage F1 iracheni; dopo avere acquisito i velivoli nemici con il potentissimo radar di bordo, i due caccia hanno accettato il combattimento (senza sganciare il carico bellico), riuscendo a distruggere gli attaccanti con due lanci mirati di missili aria-aria, quindi hanno proseguito “tranquillamente” la loro missione verso il bersaglio designato.

Interni.

Il kit in oggetto riproduce la versione A, monoposto, ed esaminando il modello, si nota subito una generale esattezza delle forme e delle dimensioni, e un ottimo dettaglio superficiale in finissimo negativo. Gli interni, nello stile Hasegawa, sono ridotti all' osso: il cockpit è formato dalla solita vasca da bagno, un seggiolino assolutamente improponibile, e le decals a riprodurre gli strumenti, da applicare sulle consolle laterali e sul cruscotto completamente lisci. La cloche è accettabile, e anche la palpebra superiore del cruscotto è bisognosa di interventi: comunque la presenza sul mercato di set di superdettaglio può aiutare i più volenterosi. Io mi sono limitato a sostituire il seggiolino con uno in resina della Verlinden, e ad aggiungere l' HUD fotoinciso e alcuni tra i cablaggi più visibili nella zona sotto la parte mobile del tettuccio. Il colore degli interni è il Grey FS 36231 (Gunze H 317) mentre il seggiolino ha il corpo in nero opaco, i cuscini in verde oliva, e le cinture in Grey FS 36622.

Ali e Fusoliera.

La scomposizione delle semifusoliere risente un po' delle linee “tormentate” di questo velivolo, e la loro unione costringe a numerose prove a secco. La giunzione della parte anteriore della fusoliera non è il massimo della precisione, e una buona stuccatura e carteggiatura in questa zona è assolutamente necessaria. Anche la parte inferiore delle LERX, cioè dei raccordi ala-fusoliera, è da stuccare abbondantemente: meno male che questa zona è quasi priva di dettagli di superficie, che altrimenti andrebbero certamente persi nella carteggiatura. La scaletta di accesso incorporata al velivolo, che andrebbe fissata sotto il raccordo alare sinistro, è assolutamente da scartare. La fattura del pezzo è molto grossolana, e il suo posizionamento aperto costringerebbe anche a scavare il relativo alloggio sotto il raccordo, dettaglio che i masteristi nipponici non hanno assolutamente preso in considerazione. Altra fonte di grattacapi sono le paratie di fusoliera laterali nella zona sotto le ali: bisogna prestare la massima attenzione al loro allineamento, così come per la parte frontale delle prese d' aria, in posizione molto difficile da stuccare. Le ali invece, presentano una giunzione piuttosto buona, così come le derive verticali, e una buona dose di attenzione nel mantenere il corretto allineamento durante l' incollaggio può evitare quasi completamente il ricorso allo stucco. Passabili gli scarichi dei motori, accettabili nel dettaglio esterno ma appena accennati nella parte interna.

Carrelli e vani.

I vani principali presentano un dettaglio di fantasia, ma il difetto più grosso è che sono assolutamente insufficienti come profondità, cosa che costringe ad un laborioso sfondamento e ricostruzione delle pareti laterali per ovviare al problema. Il pozzetto anteriore è accettabile: a discrezione si potranno aggiungere alcune tubature per migliorarne un po' l'aspetto. Il complesso sistema delle gambe di forza dei carrelli invece, è riprodotto molto bene, necessitando solo dell'aggiunta degli immancabili tubi dei freni. I portelli sono un po' spessi ma di discreta fattura, e presentano anche un buon dettaglio sulla parte interna; anche le ruote sono molto buone e una attenta verniciatura valorizzerà ulteriormente tutti questi particolari. Il colore è il bianco opaco, seguito da un lavaggio piuttosto robusto in marrone e grigio scuro, per enfatizzare sia le sporcature piuttosto caratteristiche in queste zone, che i dettagli molto ben definiti dei pezzi. Attenzione ai bordi dei portelli: secondo la letteratura, questi andrebbero dipinti in rosso, per evidenziarne la posizione quando abbassati, ma questo non è sempre vero, e la sicurezza della scelta giusta la può dare solo la foto dell' esemplare che si intende riprodurre.

Trasparenti e piccoli particolari.

I piloni subalari sono discretamente riprodotti, mentre i carichi esterni sono forniti al minimo sindacale, costringendo il modellista a ricorrere ai set aggiuntivi. Sono presenti due missili AIM 9 L non esaltanti, tre serbatoi ausiliari e i racks doppi per le bombe a caduta libera, questi ultimi utilizzati prevalentemente dai Marines ma molto raramente dal velivoli della Navy. Peraltro un esauriente specchietto sul foglio istruzioni illustra tutti i possibili carichi trasportabili dal velivolo, tra i quali io ho scelto una coppia di missili antiradar AGM 88 Harm e una coppia di missili anticarro AGM 65 Maverick a guida televisiva, entrambi completamente bianchi con dettagli neri e gialli. Anche i Sidewinder da autodifesa, posizionati alle estremità alari li ho prelevati dai set aggiuntivi, in quanto sono molto migliori di quelli forniti dal kit.

Colorazione.

La colorazione è quella standard, con le superfici superiori in Light Compas Ghost Grey FS 36375 (Gunze H 308) e le superfici inferiori e le derive verticali in Light Grey FS 36495 (Gunze H 338). Si inizia naturalmente dal colore più chiaro, quindi, ad essiccatura avvenuta, si preparano le mascherine per applicare il colore più scuro, e le due tinte devono presentare i bordi molto sfumati. Una passata di trasparente lucido prepara il modello all' applicazione delle decals. Queste provengono dal foglio Superscale 72-540 e riproducono un velivolo del VFA-132 “Privateers” imbarcato sulla USS Coral Sea nel 1987, durante il raid sulla Libia. La qualità è ottima, l' uso degli appositi emollienti Micro Soft e Micro Set permette una perfetta adesione anche sulle superfici sconnesse e garantisce la totale invisibilità del film di supporto. A questo punto, un robusto lavaggio con colori ad olio grigio scuro lungo le pannellature deve rendere l' effetto estremamente sporco e usurato dei velivoli imbarcati. Un' ulteriore passata di trasparente lucido per sigillare il tutto, e una di opacizzante per conferire la finitura definitiva, completano questa fase, mentre il montaggio dei particolari più piccoli, come carichi esterni, carrelli, tettuccio, ecc, pone fine al lavoro.

Basetta.

La basetta, che riproduce il ponte di volo delle portaerei moderne, è il cartoncino stampato della Verlinden, a dir la verità non esaltante, ma all' epoca non avevo di meglio per le mani. Il trattorino e gli accessori sul ponte sono del set della Fujimi dedicati al personale e ai mezzi dell' US. Navy.

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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