|


Ci sono modelli di cui io subisco il fascino in maniera incontrollabile e il Phantom è uno di quelli. Ho una passione viscerale per la celebre squadriglia VF-84 ”JOLLY ROGERS” dell’ U.S. NAVVY: non  riesco a immaginare un Tomcat o un Phantom imbarcato con livree diverse da quella col teschio sulla deriva nera. Il progetto di questo modello è partito dopo aver trovato il bellissimo foglio decal dell’ Aeromaster dedicato a questo ed ad altri due reparti, il passo succesivo è stato quello di procurarmi il modello Hasegawa, che in scala 1/48 ha prodotto tutte le versioni del mitico Phantom. Dopo aver analizzato le stampate, finemente incise e con un ottimo dettaglio superficiale, ho deciso di procurarmi anche il kit in resina della Black Box relativo al cockpit e gli ugelli dei motori dell’ Aires.
Interni.
I pezzi per produrre il cockpit sono accettabili, anche se piuttosto basici e siccome la scala  permette una grande visibilità dei dettagli interni, ho preferito ricorrere al set Black Box, che fornisce la vasca da bagno, i pannelli strumenti frontali e le pareti laterali, oltre naturalmente a due seggiolini stupendi. Per contro, l’ inserimento dei pezzi mi ha fatto sudare 7 camicie, dovendo assottigliare fino quasi alla trasparenza la fusoliera del kit, riducendo di molto anche gli ingombri della vasca e dei pezzi in resina. In particolare il pannello frontale anteriore, solidale con la palpebra del parabrezza, se venisse montato come da istruzioni non consentirebbe il posizionamento del parabrezza stesso, così ho dovuto adattarlo in manera drastica e montarlo quasi 5 mm più in basso, con  conseguente abbondante stuccatura e carteggiatura. Una volta risolti i problemi degli ingombri, mi sono dedicato alla colorazione, che regala divertimento puro, nell’ esaltazione dei tanti dettagli che compongono un abitacolo moderno come questo. Il colore di base è il grigio FS 36231, mentre il corpo dei seggiolini è nero con i cuscini verde scuro e le cinture grigio chiaro. Gli strumenti sono neri e gli innumerevoli switch e levette varie sono bianchi, rossi, gialli e argento.
Ali e fusoliera.
Ultimato il Cockpit, sono passato alla preparazione del vano del carrello anteriore, visto che dovrà essere inserito prima della chiusura della fusoliera. Il dettaglio di base è già discreto, con poche  aggiunte di fili di rame e plasticard ho raggiunto un risultato soddisfacente. Anche le prese d’aria, scomposte in 6 pezzi, necessitano di una preparazione a parte, in particolare per chiudere con plasticard e stucco la zona che andrà a contatto con la fusoliera. A questo punto si può procedere all’ assemblaggio delle due semi fusoliera, all’ interno delle quall vanno inseriti il cockpit e il vano carrello anteriore. In questa fase nono ci sono sorprese e una leggera stuccatura sul dorso completa il lavoro. Le ali sono scomposte in tre parti: se non si ha in progetto di tagliare le superfici mobili per riposizionarle, il loro montaggio è velocissimo. Allo stesso modo è veloce la giunzione tra le ali e la fusoliera, che richiede una minima stuccatura, principalmente nella zona dei motori. La parte sottostante il cockpit è stampata separatamente dalla fusoliera, per permettere un buon stampaggio delle molte griglie di raffreddamento e dei dettagli circostanti. Il montaggio di questo pezzo và effettuato con molta precisione, onde evitare fastidiose carteggiature in una zona ricca di dettagli. Le due prese d’ aria, preassemblate separatamente, vengono montate a questo punto, per farle aderire nel miglior modo possibile e non rovinare la linea dei fianchi della fusoliera.
Carrelli e vani.
I vani dei carrelli principali presentano un buon dettaglio superficiale, però sono poco profondi. Sembra che ancora adesso pochissimi produttori abbiano capito che bisognerebbe sfruttare tutto lo spazio disponibile, stampando i dettagli sul cielo della semiala superiore. I portelli sono ben fatti con un ottimo dettaglio riprodotto anche sul lato interno. Le gambe di forza e gli attuatori sono molto buoni e necessitano solo dei soliti tubicini dei freni, riprodotti in filo di rame e anche le ruote sono all’ altezza della situazione. La colorazione è interamente in bianco opaco, con pesanti sporcature, riprodotte con un lavaggio ad olio di nero e marrone, per simulare la sporcizia che si accumula in queste zone.
Trasparenti e carichi esterni.
La scatola in mio possesso fa parte della nuova serie che comprende il trasparente del cockpit in un unico pezzo, per agevolare il lavoro di chi voglia scegliere l’ opzione dei tettucci chiusi. Viceversa, per chi preferisce i tettucci aperti, sono presenti 4 trasparenti che comprendono il parabrezza frontale, i tettucci del pilota e dell’ operatore ed il pezzo fisso intermedio. Una volta mascherati col nastro Tamiya, il parabrezza e il pezzo fisso sono stati incollati e stuccati, mentre i due tettucci sono stati fissati temporaneamente con il Maskol in attesa della verniciatura. I carichi esterni comprendono 4 missili aria-aria AIM 9B Sidewinder e 4 AIM 7E Sparrow, oltre ai 3 serbatoi supplementari subalari. Curiosamente, i piloni interni che dovranno montare gli AIM 9B presentano il dettaglio in positivo e andranno reincisi per uniformarli al resto del modello. Il Phantom, durante la sua carriera ha portato praticamente ogni tipo di armamento, ma la configurazione da superiorità aerea tipica dei velivoli imbarcati era composta dai missili a corto raggio montati a coppie sui piloni interni e dai missili a guida radar semiannegati in fusoliera. Altrettanto tipica era la scelta del solo serbatoio centrale, a differenza delle versioni terrestri che usavano i due serbatoi subalari. I missili sono accettabili anche se suscettibili di miglioramento e vanno verniciati in bianco con le caratteristiche righe gialle e nere secondo la documentazione reperibile.
Colorazione.
Arrivati a questo punto, tutto è pronto per la verniciatura: dopo aver applicato un sottile strato di stucco spray per evidenziare eventuali imperfezioni, ho applicato ad aerografo la  preombreggiatura nera sulle linee delle pannellature. La caratteristica di questo periodo era l’ estrema pulizia in cui venivano mantenuti i velivoli, per cui la preombreggiatura non sarebbe indispensabile, però ho preferito darla per poter conferire un minimo di profondità ai dettagli superficiali. A questo punto ho applicato il bianco opaco FS 37875 sulle superfici inferiori, sul radome del radar, sulle superfici superiori di flaps e alettoni e sui piani di coda. Dopo aver atteso la completa asciugatura, ho mascherato lungo le linee di separazione dei colori, per la verniciatura delle superfici superiori. Per queste ho usato il Light Gull Gray FS 36440, che come per il bianco, ho applicato ad aerografo in strati molto sottili, così da lasciare trasparire in maniera quasi impercettibile il preshading sottostante. La deriva e il pannello antiriflesso sul muso sono stati verniciati in nero, mentre le estremità alari e della deriva stessa sono in giallo, che era il colore distintivo dello Squadron. A questo punto arriva la parte interessante: la colorazione della zona degli scarichi in metallo naturale. Dall’ analisi delle foto si evince che i toni da applicare sono almeno 3, che vanno dal Gun Metal della parte bassa della fusoliera, al metallo naturale, quasi cromato, della parte alta. Dopo aver ricoperto completamente il modello, per evitare i pigmenti metallici, estremamente volatili, vadano a depositarsi sulle superfici già verniciate, ho applicato ad aerografo le varie tonalità dell’ acciaio, ottenute con miscelature delle vernici metallizzate Humbrol H11, H53 e H 56. La zona degli scarichi è stata l’ unica a subire un pesante lavaggio e successivo drybrush, per evidenziare lo stress termico del getto dei motori. A questo punto ho steso su tutto il modello una robusta mano di trasparente  lucido e ho applicato le decals. Per le insegne di reparto, i numeri individuali e le insegne di nazionalità ho usato le ottime decals del foglio Aeromaster: sono sottili e molto morbide e con i liquidi emollienti hanno un’ ottima resa. Delle decals del kit ho usato solo gli stencils e le scritte più piccole, in quanto queste sono molto spesse e non sempre i colori sono centrati. A seguire ho steso un’ ulteriore mano di trasparente lucido, dopo la quale ho effettuato un lavaggio leggerissimo nelle pannellature, al solo scopo di dare un minimo di profondità ai dettagli. La finitura di questi velivoli era semilucida, per cui l’ ultima mano di trasparente opaco l’ ho applicata in maniera leggera, per conferire al modello un aspetto non del tutto lucido ma leggermente satinato. A questo punto ho completato il montaggio con i carrelli, i carichi esterni, i tettucci e gli altri particolari minori e il lavoro è terminato.
Basetta.
La basetta, che riproduce il ponte di volo delle portaerei moderne, è stata realizzata con un foglio di plasticard di 2 mm di spessore, su cui ho inciso i bordi delle piastre di acciaio, che sono poi stati rifiniti con una sottile striscia di plasticard a simulare le saldature leggermente in rilievo, quindi ho forato uno ad uno i fori che alloggeranno i pozzetti di ancoraggio. Per realizzare i pozzetti ho realizzato al tornio alcune “tazzine” del diametro di 4,5 mm (in scala 1/48), dentro le quali ho incollato delle sottilissime strisce di plasticard che simulano i raggi trasversali. A questo punto ho realizzato uno stampo in gomma siliconica da cui ricavare il numero di pozzetti necessario. Questi sono stati dipinti a parte, essendodi un colore leggermente più chiaro del resto del ponte, quindi sono stati infilati nelle loro sedi. Il colore del ponte di volo è grigio scurissimo, su cui ho tracciato alcune delle righe della segnaletica in bianco, giallo e rosso. A colorazione ultimata ho effettuato una pesante sporca tura con i colori ad olio, per simulare l’ estrema sporcizia che si accumula durante l’ intensa attività di volo. I figurini sono della CMK, verniciati con gli acrilici Vallejo e rifiniti ad olio per i lavaggi e smalti per le lumeggiature.
    
    
  
|