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Cenni storici.

L' F 84 è stato i primo cacciabombardiere a reazione ad entrare in servizio attivo, consentendo il passaggio epocale dalla propulsione ad elica a quella a getto. La guerra di Corea ha visto il primo impiego operativo di questo aereo su vasta scala,che nel corso della sua carriera ha subito una profonda evoluzione progettuale, passando dalla formula ad ala dritta (versione E/G) a quella a freccia (versione F), e in quest' ultimo caso anche la trasformazione dalla presa d' aria sul muso a quella nelle radici alari, per ottenere la versione da ricognizione con le fotocamere alloggiate nel muso. In servizio in quasi tutte le aeronautiche militari europee, tra cui l' Italia, ha volato fino ai primi anni '70, quando è stato sostituito dai velivoli a getto della seconda generazione, tipo F 104 ed F 4.

Interni.

Il kit che la Tamiya dedica alla versione G, con ala dritta, è semplicemente splendido. Incastri perfetti, pannellature in negativo finissimo e dettagli curati al meglio, pongono questa scatola ai vertici della categoria. I trasparenti sono molto belli e fini, e le decals consentono di riprodurre due esemplari americani dotati di colorazioni molto vistose. L' abitacolo è riprodotto in maniera molto fedele, con una buona “vasca da bagno”, consolles dettagliate e cruscotto riprodotto in maniera finalmente decente anche in questa scala. Il seggiolino è fedele all' originale, e necessita solo delle cinture in fotoincisione che si trovano nei set generici dedicati a questi accessori. Il portello del vano armi, anteriormente al cockpit, può essere montato aperto, mettendo in mostra un buon dettaglio delle culatte dei cannoncini e del sistema di caricamento. In questa zona si può aggiungere qualche cavetto per migliorare il realismo che comunque è già ad un buon livello. L'interno del cockpit è in grigio medio FS 36231, così come il corpo del seggiolino eiettabile e la parte posteriore interna del tettuccio. Il pannello strumenti e le consolles laterali sono in nero opaco, con tocchi di colore per evidenziare gli strumenti. Il vano armamento è in Verde anticorrosione FS 34151, e le culatte dei cannoncini sono in gun metal Humbrol H53.

Ali e Fusoliera.

L' assemblaggio della fusoliera non presenta difficoltà, e una volta assemblati il cockpit, la presa d' aria e il vano armi, si può chiudere tutto e lisciare la giunzione in maniera veloce. Le ali sono in 3 pezzi, con le due semiali superiori che si accoppiano all' ala inferiore in un pezzo unico. I serbatoi supplementari montati alle estremità si assemblano molto bene, e andranno leggermente stuccati solo nell' accoppiamento con l' ala. I vani carrelli sono molto ben dettagliati, giustamente profondi, e ben si prestano ad una attenta colorazione che conferirà loro il giusto realismo. Anche i portelli sono fini e ben fatti, e garantiscono un ottimo accoppiamento anche per chi volesse montare il carrello retratto. Il colore dei vani e della parte interna dei portelli interni è il verde anticorrosione FS 34151. I piani di coda si montano senza problemi, e i carichi esterni sono costituiti da due bombe da 250 kg da montare sotto i travetti subalari.

Carrelli.

I carrelli sono molto belli, anche se la loro finezza li rende un po' fragili. Con minime aggiunte, tipo le tubature idrauliche dei freni e piccoli altri particolari, si ottiene un' ottima riproduzione delle gambe di forza sia del carrello principale che di quello anteriore. Le ruote sono all' altezza del resto, con i cerchioni ben definiti e un accenno di battistrada. I vani sono ottimamente dettagliati, e il colore degli interni è il Zinc Chromate Primer. I portelli sono anch' essi molto sottili, e dettagliati molto bene anche nella parte interna.

Trasparenti e piccoli particolari.

Il tettuccio, in due parti, può essere posizionato anche aperto, per mostrare l' ottimo dettaglio interno dell' abitacolo. Le intelaiature del tettuccio scorrevole sono ben riprodotte, e comprendono anche l' anello dell' antenna DF annegata sul lato dx. Il parabrezza si adatta molto bene alla sua sede, così come le due luci da montare sulla punta dei serbatoi supplementari.

Colorazione.

Ho scelto di rappresentare un esemplare che ha prestato servizio presso la 6° Aerobrigata dell' Aeronautica Militare Italiana, di base a Ghedi nei primi anni '60. La colorazione è interamente in alluminio, con il pannello antiriflesso su tutto il dorso della fusoliera in Olive Drab, e la parte dielettrica alla sommità della deriva in grigio chiaro. La colorazione ad aerografo è indispensabile per non perdere il bellissimo dettaglio superficiale. Vista la finitura metallica che il modello dovrà ricevere, ho spruzzato una mano di primer per evidenziare eventuali difetti di stuccatura o imperfezioni sulla superficie, poi ho spruzzato l'Olive Drab (Gunze H 55) leggermente schiarito con il giallo per riprodurre lo sbiadimento a cui questo colore è molto soggetto. Il secondo passaggio è stato per il grigio chiaro sulla deriva, e quindi ho mascherato questi due colori per applicare la base di vernice metallizzata. Ho usato il Tamiya X 11, che all' epoca era uno dei migliori metallizzati che avessi mai usato. La finitura metallica è ottima, peccato solo che i passaggi con i vari trasparenti spegneranno un po' questa magnifica finitura. Dopo aver applicato le decals, prese da vari fogli della Tauromodel, ho effettuato un lavaggio col colore ad olio grigio medio per evidenziare le pannellature. L' intelaiatura del tettuccio scorrevole è bianca, mentre la cornice principale è color alluminio come il resto del velivolo.

La basetta.

La basetta riproduce un pezzo di pista ai bordi di un prato. La pista è stato ottenuta con fogli di plasticard incisi e lavorati per riprodurre la rugosità tipica del cemento, mentre il prato è stato ottenuto con Das steso a mano su cui, dopo aver spennellato acqua e colla vinilica, è stata sparsa della polvere molto fine per simulare la terra. Ad essiccazione avvenuta, dopo aver bagnato di nuovo con colla Vinilica, ho steso erba per fermodellismo che ha poi subito alcuni tocchi di pennello per spezzare il tono uniforme del colore. La scaletta è autocostruita, e il pilota proviene da una vecchia scatola ESCI di personale NATO.

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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