|


Cenni storici.
Il Curtiss P 40 e stato uno dei caccia più diffusi durante il secondo conflitto mondiale, servendo nelle aviazioni alleate praticamente su tutti i fronti, dai torridi teatri africani fino alle fredde steppe russe, dove volò con le insegne della stella rossa, dopo essere stato fornito in grandi quantità alla Russia nel quadro degli aiuti militari americani. Aereo dalle oneste prestazioni, è stato particolarmente apprezzato dai suoi piloti per la robustezza e le sue grandi doti di incassatore. Due P 40 sono stati i primi aerei americani a decollare da Pearl Harbour durante l' attacco giapponese del 7 dicembre 1941, divenendo i primi velivoli militari statunitensi ad ingaggiare combattimento durante la Seconda Guerra Mondiale.
IL MODELLO
Il modello Academy permette la riproduzione delle versioni M ed N, due tra le più costruite durante la produzione di questo aereo. La differenza sostanziale stà nella forma della vetratura alle spalle dell' abitacolo, che viene riprodotta mediante due inserti da inserire sulla fusoliera. Il dettaglio è in fine negativo, i trasparenti sono discretamente fini, e le decals, ben stampate, consentono di riprodurre 3 esemplari in servizio nella RAF.
Interni.
L' abitacolo è riprodotto in maniera abbastanza semplice, per cui ho deciso di dettagliarlo con un po' di struttura interna e i soliti cavetti, tubi e volantini vari. Al seggiolino, dopo averlo assottigliato e affinato, ho aggiunto le cinture in fotoincisione prelevate da un set di cinture americane della Reheat Models. Il colore degli interni è il solito verde anticorrosione FS. XXXXX applicato ad aerografo e lavorato con i consueti lavaggi ad olio e lumeggiature a pennello asciutto per conferire maggior profondità ai dettagli. Le scatole sono in nero opaco, così come il cruscotto, mentre i cavi elettrici sono bianco sporco.
Ali e Fusoliera.
Le semifusoliere vanno unite dopo aver inserito al loro interno l' abitacolo e il blocco del radiatore che sporge sotto il mozzo dell' elica, che ha reso così caratteristico il profilo di questo aereo. Io ho montato l' inserto per la versione M, prevede i due vetri di forma ogivale alle spalle dell' abitacolo. La giunzione non presenta problemi, e un minimo di stucco cancella qualsiasi segno di giunzione. Le ali sono in 3 parti, con la parte inferiore in un pezzo unico. Il loro montaggio non presenta alcuna difficoltà, così come l' unione delle semifusoliere: bisogna solo fare attenzione a mantenere il corretto diedro leggermente positivo, mentre i piani di coda sono perfettamente neutri.
Carrelli.
Le gambe dei carrelli non sono superdettagliate, tuttavia sono una buona base di partenza per l' aggiunta dei soliti tubicini per i freni, dei compassi antitorsione e di qualche altro piccolo dettaglio riscontrabile su una buona documentazione fotografica. Le ruote sono del tipo col cerchio pieno possono andare bene così come sono. Il piccolo carrello posteriore può passare così com' è, l' unico affinamento necessario è per i portelli di chiusura che sono un po' spessi. Gli alloggiamenti dei carrelli principali si possono dettagliare con qualche cavetto che passa al loro interno, senza però esagerare, visto che il loro intenro non era molto complesso.
Trasparenti e piccoli particolari.
I trasparenti sono molto buoni, e permetterebbero anche il posizionamento aperto del tettuccio scorrevole, anche se lo spessore della plastica non consente di posizionarlo in posizione arretrata, e per questa opzione è consigliabile usare un tettuccio in vacuform dallo spessore molto inferiore. Il parabrezza si raccorda perfettamente, mentre un po' di attenzione và riservata ai due trasparenti laterali, che per la loro forma e il perfetto allineamento con la fusoliera necessitano di notevole attenzione durante il montaggio.
Colorazione.
La colorazione del mio esemplare è quella tipica della RAF in ambiente desertico, con macchie di Dark Earth e Sand sulle superfici superiori, e Azur Blue per quelle inferiori. Il mozzo dell' elica rosso conferisce una piccola nota di colore a tutto il modello. Dopo aver applicato una mano di trasparente lucido ho applicato le decals, che riproducono un velivolo del XXX Squadron della RAF, operante in Africa durante il 1943. Dopo un' altra mano di vernice lucida, mi sono dedicato ai lavaggi, effettuati con colori ad olio molto diluiti e fatti scorrere con un pennello finissimo lungo le pannellature: per le superfici superiori ho utilizzato un marrone chiaro, mentre per le superfici inferiori ho optato per un grigio non troppo scuro. A questo punto ho opacizzato il modello, e il montaggio dei carrelli, dei carichi esterni e dei dettagli più piccoli ha concluso il montaggio.
Basetta.
La basetta è stata ottenuta stendendo uno strato di DAS steso con le dita in modo tale da rimanere poco uniforme come un terreno semipreparato. Durate l' essiccazione del DAS, ho spennellato un po' di colla diluita con acqua, sulla quale ho lasciato cadere polvere molto sottile per simulare la sabbia, e alcuni sassolini di varie dimensioni a simulare il pietrisco. La colrazione con una base sabba, il successivo lavaggio ad olio e il drybrush con un colore molto più chiaro mi hanno permesso di tenere un risultato abbastanza soddisfacente
|