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Cenni storici.
Il T 6 è stato uno dei più riusciti e apprezzati addestratori del dopoguerra, scaturito da un progetto semplice e molto valido. Costruito con una formula estremamente convenzionale, spinto da un motore già collaudato e privo di sorprese, il Texan ha avuto uno sviluppo velocissimo, entrando in servizio in quasi tutte le aviazioni militari del blocco occidentale e addestrando migliaia di piloti che su questo velivolo hanno iniziato la loro carriera. Ancora oggi molti esemplari volano nelle mani di appassionati che li curano amorevolmente, e fanno bella mostra mostra di sé negli airshow dedicati ai warbirds.
Interni.
Gli interni sono discretamente dettagliati, e due pezzi a struttura tubolare riproducono in maniera soddisfacente la gabbia di tubi che nel velivolo vero racchiude i piloti. I seggiolini sono semplici e un po' spessi, e dopo averli affinati con la carta vetrata, gli si aggiungeranno le cinture, ricavate dai set generici, tipo quelli della Airwaves. Chi vuole può aggiungere i comandi presenti sui fianchi dei due abitacoli con plasticard e rame. Il colore degli interni è il classico interior Green americano, che io ho riprodotto con il Gunze H 58, schiarito con il 30% di bianco per ottenere più luminosità quando le fusoliere saranno chiuse. I pannelli strumenti e l' impugnatura delle cloche sono in nero opaco, con tocchi di colore per definire gli strumenti e i dettagli più piccoli, mentre le cinture sono color lino o grigio chiaro.
Ali e Fusoliera.
Il motore è molto basico, tipico degli standard di stampaggio di qualche anno fa. Quando io ho montato questo kit non esistevano ancora i set di miglioria dedicati ai motori stellari, quindi mi sono dovuto arrangiare a riprodurre alcuni dei più evidenti dettagli mancanti, ma oggi si può fare molta meno fatica, ricorrendo, dopo aver scelto il modello giusto, ad uno dei bellissimi motori che oggi vengono stampati in resina. La chiusura delle fusoliere, dopo aver assemblato l' abitacolo, è senza problemi, e prestando un po' di attenzione è possibile evitare l' uso dello stucco. Le ali sono in 3 parti, con le due semiali superiori che si m ontano su quella inferiore in un pezzo unico. Il raccordo ala-fusoliera è discretamente preciso, anche se in questo caso, per ottenere un buon risultato, un po' di stucco e di carta abrasiva saranno necessari. I piani di coda si montano senza problemi: bisogna solo allinearli correttamente e controllare che il diedro sia assolutamente neutro. La cofanatura motore, a detta di alcuni, non riproduce bene la forma dell' originale, ma io non sono riuscito a riscontrare anomalie particolari, così l' ho montata senza troppi problemi. Attenzione alla grossa presa d' aria sul fianco sinistro della fusoliera: volendo si potrebbe aggiungere un pezzetto di tulle o una griglietta in fotoincisione a simulare il filtro presente nella realtà.
Carrelli, trasparenti e piccoli particolari.
I carrelli sono una buona base di partenza per un po' di superdettaglio, tipo l' aggiunta dei tubicini per i freni e magari i compas si antitorsione in fotoincisione. Le ruote sono del tipo col copricerchione pieno, e il battistrada delle gomme è appena accennato. I vani del carrello principale non sono molto dettagliati, ma questo non è un errore, in quanto anche sul velivolo reale sono molto semplici. Il ruotino di coda è discreto, e si può montare così com' è. Il tettuccio trasparente è in un solo pezzo, e questa è forse una delle pecche maggiori di questo kit, in quanto molte foto mostrano i tettucci aperti anche in volo, e poter disporre di questa opzione sarebbe stato molto apprezzabile. L' alternativa, per chi voglia mostrare i tettucci aperti a tutti i costi, è quella di termoformare l ‘originale, tagliare le varie sezioni e montarle secondo l' ordine necessario. Riguardo alle antenne, il kit ne fornisce per varie opzioni, e bisogna scegliere quelle da utilizzare sulla base della documentazione disponibile per il soggetto che si vuole riprodurre.
Colorazione.
Io sono sempre stato affascinato dai velivoli italiani con quella bella colorazione vivace tipica degli addestratori, così non ho perso questa occasione per evadere dai soliti colori verdi e grigi !! I Texan italiani hanno portato varie livree durante il loro servizio: completamente gialli, completamente arancioni, oppure metallizzati con le semiali arancioni o gialle. Io ho scelto un velivolo completamente arancione, e dopo aver steso con l' aerografo una mano di bianco per evidenziare eventuali imperfezioni, ho spruzzato l' arancione su tutto il modello, divertendomi tantissimo ad applicare questo colore così sgargiante e inusuale per chi monta velivoli militari !! Le uniche macchie di colore che spezzano questa livrea sono il pannello antiriflesso sul muso e le pedane antisdrucciolo sulle radici alari, entrambe in nero opaco. Dopo aver applicato una mano di vernice t rasparente lucida della Gunze, ho applicato le decals della Tauro Model, che forniscono coccarde, codici e stemmi di reparto per riprodurre molti dei velivoli che hanno prestato servizio con l' Aeronautica Militare Italiana. A questo punto ho effettuato un lavaggio ad olio lungo le pannellature, per evidenziarle e per dare un po' di profondità alle superfici. Per fare questo ho usato il Marrone Terra Siena bruciata, schiarito con un po' di bianco: questo colore ha una vena rossiccia che ben si sposa con il colore di base senz a appesantirlo troppo. Dopo aver lasciato asciugare un po' il lavaggio, ho asportato il colore in eccesso con un fazzoletto di carta, ottenendo un' ottima definizione dei particolari. Le pannellature incise, molto fini e ben definite, si prestano a questo trattamento in maniera ottimale, e i dettagli superficiali vengono messi in grande risalto. Dopo una seconda mano di trasparente lucido per sigillare le decals e i lavaggi, ho conferito al modello la finitura opaca definitiva, applicando il trasparente opaco della Gunze, steso in mani molto sottili e ben diluite per evitare le velature biancastre tipiche del colore opaco. Il montaggio dei carrelli e delle antenne ha completato il montaggio di questo piccolo e semplice kit che mi ha offerto l' occasione di sbizzarrirmi in una colorazione vivace e molto accattivante.
La basetta.
La basetta riproduce in maniera molto semplice un pezzo di prato ai margini di una pista. I lastroni di cemento sono stati riprodotti con del plasticard inciso e testurizzato per riprodurre la rugosità del cemento, mentre il prato è stato ottenuto stendendo del Das a mano libera, proprio per avere un andamento leggermente irregolare sul quale, dopo aver spennellato della colla vinilica diluita in acqua, e stata sparsa della polvere molto fine per simulare la terra. Dopo la colorazione di quest' ultima con vari toni di marrone, su alcune zone irregolari bagnate con colla vinilica, e stata applicata dell' erba per fermodellismo, che dopo l'essicazione della colla è stata a sua volta trattata con vari toni di verde a pennello asciutto per conferire vari toni di verde.
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