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Cenni storici.

La storia del Tempest è arcinota e trattata in moltissimi articoli, così in questa sede voglio solo ricordare la grande potenza di questo cacciabombardiere che si guadagnò il rispetto degli equipaggi durante innumerevoli missioni a bassa quota sui territori europei occupati, dove veniva colpito tutto quello che, dai treni agli ammassamenti di truppe e mezzi nemici, si presentava davanti ai cannoni, razzi e bombe di questo formidabile aereo. Ma forse uno degli impieghi meno conosciuti del Tempest fu proprio quello della difesa aerea: grazie alla sua velocità infatti, fu impiegato nell' intercettazione delle bombe volanti V1 che i tedeschi lanciavano sull' Inghilterra negli ultimi mesi di guerra. La tecnica era molto rischiosa: non potendo sparare agli ordigni in volo, la cui eventuale forte esplosione poteva coinvolgere anche l' aereo attaccante, questi venivano affiancati e sbilanciati con la punta dell' ala, provocando il disallineamento dei giroscopi di guida dei razzi che ne causava la caduta lontano dai bersagli designati. Un sistema indubbiamente rischioso ma che tuttavia diede buoni risultati...

Interni.
Il modello della Academy riproduce un Tempest Mk.V: le pannellature sono finemente incise, e il livello di dettaglio generale molto elevato mi ha portato alla decisione di montare il kit da scatola, senza troppi interventi con costosi kit di superdettaglio. L' abitacolo è ben riprodotto: sulle pareti interne delle semifusoliere è presente la struttura tubolare e alcuni dei comandi di volo principali.Il pianale e la paratia posteriore col poggiatesta sono discreti, la cloche è di buona fattura e il cruscotto riporta gli strumenti in rilievo. Viste le ridotte dimensioni del cockpit, che non permetteranno una visione particolareggiata degli interni, mi sono limitato ad un affinamento del seggiolino del pilota su cui ho aggiunto le cinture in fotoincisione della Reheat Model. Il colore di base è l' Interior Green (Humbrol 78), trattato con un lavaggio ad olio in marrone scuro e successivo drybrush con la tinta base schiarita con il bianco per evidenziare i dettagli. Le cinture sono Kaki, mentre il cruscotto e alcune delle scatole presenti sul lati della fusoliera sono in nero opaco. Quindi ho dipinto il grosso radiatore che caratterizzava questo aereo, molto ben riprodotto dagli stampisti coreani, e a questo punto ho chiuso la fusoliera senza grossi problemi e con un uso veramente limitato dello stucco.

Ali e Fusoliera.
Le ali sono in tre parti: la parte inferiore in un pezzo unico e le due semiali superiori che andranno montate su quest' ultima... Qui incontriamo la prima vera debolezza del kit: i vani dei carrelli principali. Sono poco profondi, il dettaglio è di fantasia, e bisognerebbe rifarli totalmente, dopo aver asportato quelli esistenti solidali alla semiala inferiore. Per contro i portelli sono molto sottili e con un ottimo dettaglio sulla parte interna. Assemblando l'ala, sarebbe anche opportuno rifare la carenatura dei cannoni interni, che sporgono di circa 1 mm dal bordo d' attacco, e forarli in punta. L' accoppiamento dell'ala con la fusoliera non comporta particolari problemi, facendo solo attenzione alla zona dello scarico del radiatore del motore, che va provata a secco e raccordata con lima e carta abrasiva alla curvatura della fusoliera. Anche i piani di coda si montano senza problemi: una minima quantità di stucco e una leggera carteggiatura ci permettono di passare alla fase successiva.

Carrelli.
Le complesse gambe del carrello principale sono ottimamente dettagliate, e sono talmente fini da essere di una fragilità preoccupante: con una buona verniciatura (in alluminio opaco) e l' aggiunta dei soliti cavetti dei freni si otterrà un buon risultato. Per contro gli attuatori di retrazione sono leggermente errati come forma e geometria dei bracci, ma non è un problema rifarli con tondini di sprue e filo di rame. Le ruote sono riprodotte con un buon dettaglio del cerchione, ma i pneumatici sono privi di qualsiasi scolpitura. Il carrello posteriore è di buona fattura, mentre il vano in fusoliera è privo di qualsiasi dettaglio. I portellini sono discreti e, una volta montati, serviranno a nascondere la mancanza di dettaglio del vano.

Trasparenti e piccoli particolari,
I trasparenti sono forniti separati per poter montare il tettuccio aperto e sono di una buona limpidezza. Io tuttavia li ho lucidati ulteriormente, soprattutto per eliminare dal tettuccio scorrevole un leggero effetto di distorsione dovuto alla curvatura. I trasparenti comprendono anche il mirino a riflessione che andrà montato sulla parte superiore del cruscotto, e le due luci di atterraggio annegate nelle semiali inferiori. I carichi esterni permettono di scegliere tra due bombe da 125 libbre, non molto precise, oppure due serbatoi supplementari da montare sugli stessi travetti. Completano la dotazione dei dettagli più piccoli l' antenna radio ventrale e le staffe per l'accesso del pilota in cabina, che ho riprodotto con filo di rame sottile per renderli più fini. L'enorme elica è molto fine anche se le pale mi sembrano un po' "magrine", ma questa è solo una mia sensazione. Buona anche l'ogiva, fornita separata per permettere una verniciatura più agevole del complesso.

Colorazione.
La mimetica è quella standard della RAF formata da macchie in Dark Green (FS 34079) e Ocean Grey (FS 36152) per le superfici superiori, e Medium Sea Grey (FS 36270) per quelle inferiori. Per vivacizzare un po' questo schema ho aggiunto le invasion stripes utilizzate durante lo sbarco in Normandia e in seguito lasciate sugli aerei per vari mesi. Ho iniziato spruzzando la fascia in Sky (Gunze H74 + 50% di bianco) sulla fusoliera e sull' ogiva dell'elica. Dopo aver mascherato la fascia, ho applicato il bianco delle strisce sulle ali e tutto attorno alla fusoliera. Quindi ho mascherato tre strisce su ogni gruppo di stripes utilizzando il nastro Tamiya tagliato in pezzi larghi 8 mm. In questa fase è estremamente importante mantenere un perfetto allineamento tra le mascherine, per non ritrovarsi poi con strisce di larghezza diversa o peggio ancora non parallele tra loro. Se questo non è un grosso problema per le superfici quasi piane delle ali, può diventarlo sulla superficie curva, e per giunta rastremata verso la coda, della fusoliera. Poi ho spruzzato il nero e, ad essiccazione avvenuta, ho mascherato anche queste parti per applicare la mimetica standard. Ho iniziato col grigio più chiaro delle superfici inferiori, utilizzando il Gunze H306 schiarito con un 20% di bianco. Dopo aver delimitato con nastro adesivo la linea di separazione con i colori superiori (il bordo è netto), ho applicato il grigio Gunze H337 schiarito al 30%. Quindi ho preparato le mascherine fotocopiando, su carta lucida, le viste del foglio istruzioni nelle stesse misure del modello, poi le ho ritagliate seguendo il disegno delle macchie. Questo sistema assicura la riproduzione fedele dello schema, e la carta lucida facilita il posizionamento esatto sulle superfici. A questo punto ho applicato il verde scuro Gunze H309, ma non è ancora finita: manca infatti la banda gialla sul bordo di attacco alare ottenuta, manco a dirlo, mascherando le zone interessate. Finalmente ci siamo: dopo aver tolto le innumerevoli mascherature applicate, ho steso sul modello una mano di trasparente lucido Tamiya, in preparazione dell' invecchiamento e posa delle decals. Tutte le pannellature sono state ripassate con un lavaggio di colori ad olio più scuri delle tinte di base, e l' asportazione del colore in eccesso con un fazzolettino di carta ha lasciato un gradevolissimo effetto ombreggiato sulle superfici. Dopo la posa delle decals, riproducenti un aereo del 3° Sqd della RAF nella seconda metà del 1944, ho steso una seconda mano di trasparente lucido per uniformare il tutto, e quindi una passata di trasparente opaco Gunze ha conferito al modello la finitura definitiva. Il montaggio del tettuccio, dei carrelli, e dei particolari più piccoli ha concluso il montaggio. Come si può notare non ho montato un kit "esasperato" con dettagli supertecnologici, ma mi sono limitato a curare la verniciatura e la finitura esterna: malgrado questo, la prima uscita ad una mostra ha fruttato subito un premio... chissà cosa ne pensano i sostenitori del dettaglio estremo, e dei costosissimi set di superdettaglio...

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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