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Il modello.
Quando anni fa ho acquistato il kit della RCR, forse il loro primo prodotto, ho esaminato il contenuto d ella scatola, l' ho richiusa e riposta nello scaffale dei "forse un giorno" lo monterò.
Il lavoro da fare per ricavare un modello passabile mi era sembrato enorme e dopo che ho deciso di provarci la conferma è arrivata puntuale.
La fatica è iniziata con l' assottigliamento della fusoliera per renderla più corrispondente alla scala, lo spessore della resina infatti era di circa 4 mm.
Quindi mi sono armato di mascherina, guanti di plastica, frese e carta abrasiva e dopo numerose sedute ho raggiunto lo spessore voluto.
Il passo successivo è stato quello di ricavare le aperture inferiori della fusoliera, tutte assenti nel kit:
1) quella sotto la cabina di pilotaggio che fungeva da "traguardo di puntamento e che poteva essere armata con una mitragliatrice;
2) le aperture per la caduta delle bombe subito dopo la cabina;
3) l' accesso alla gondola ventrale.
Quest' ultima era assente nel kit, così ho costruito una dima in plastica sovrapponendo vari strati di listelli in plastica arrivando alla forma voluta con un gran lavoro di carta abrasiva.
Infine ho stampato la gondola in plastica con la macchinetta artigianale per il vacuum del club.
Ali e fusoliera.
In tutta la documentazione a mia disposizione non ho trovato né una foto né un disegno in pianta che mostrasse la forma in pianta della gondola, per cui il risultato è opinabile.
A que sto punto sono passato alle ali. Con l' aereo a terra le alette poste sul bordo d'attacco alare sono sempre estese, ovviamente sul kit erano solo delineate sull' ala.
Ho perciò tagliato la parte alare corrispondente, inserito dei blocchetti di plastica sagomata per ricavare lo scasso e costruito le alette con listelli di plastica portati alla giusta forma con le frese e la carta abrasiva.
L' ultimo lavoro preliminare che ha richiesto parecchio tempo e tentativi è stato il rifacimento completo delle centinature per simulare la copertura in tela sulle ali, sui piani di coda e sul timone verticale.Quelle del kit erano grossolane, mangiate in più punti, piene di bolle, e le ali inoltre presentavano fessure e buchi che le rendevano impresentabili.
Per risolvere il problema ho usato ilsistema "brevettato" da Elis Lugli del nostro club quando ha realizzato il suo CR 25.
Per prima cosa ho steso u na mano di stucco Tamiya spray, ho poi tagliato tante striscioline di nastro Tamiya collocate a circa un millimetro una dall'altra e ho spruzzato a più riprese lo stucco.
Una volta asciugato per bene si toglie la mascheratura e rimane una striscia di stucco in rilievo, che una volta lisciata simula abbastanza fedelmente la centinatura.
In teoria tutto facile, in pratica per raggiungere un risultato accettabile ho dovuto ripetere l' operazione più volte consumando mezza bomboletta di stucco e un rotolo di nastro.
Alla fine però con questo metodo ho realizzato anche la centinatura che corre dal muso alla coda dell' aereo.
Gli interni.
Arrivato a questo punto ho preso una pausa di riflessione del tipo "ma chi me l'ha fatto fare" prima di de dicarmi agli interni.
Tutti i pochi pezzi dedicati agli interni contenuti nel kit sono da buttare, per cui anche qui c'è da armarsi di pazienza e cominciare ad autocostruire.
Per prima cosa con del plasticare ho costruito il pavimento e il soffitto, limitatamente allo spazio occupato dal cassone alare.
La cosa più complicata è stata la costruzione mediante plastirod e sprue stirato a caldo della complessa struttura tubolare con i relativi tiranti di rinforzo.
Le prove di montaggio a secco si sono ripetute ad ogni aggiunta di pezzo per evitare che una volta concluso il lavora le due semifusoliere non si chiudessero.
Per tutte gli altri"arredi interni" ho fatti riferimento alle poche fotografie disponibili, tenendo presente che praticamente ogni aereo era diverso dall' altro.
Così pezzo a pezzo sono nati il cruscotto, i volantini, i seggiolini dei piloti, due lanciabombe, una spezzoniera, vari contenitori e cassoni,la radio, il rialzo con lo sgabello per il mitragliere, le varie tubat ure e comandi elettrici.
Dopo aver dipinto in grigio chiaro gli interni in tela e in verde anticorrosione la struttura tubolare ho chiuso le semifusoliere ottenendo un aereo a V nella parte superiore e a V invertito in quella inferiore.
Per pareggiare il tutto ho dovuto fare vari inserti in plasticare e fare ricorso a dosi massicce di stucco con interminabili sedute di lisciatura.
In questa fase ho aggiunto i rinforzi all'altezza dei piani di coda orizzontali realizzati in plasticare con un bordo in filo di rame e il trim e la luce di navigazione sul timone verticale assenti nel modello.
Solita mano di stucco spray Tamiya per omogeneizzare i vari materiali prima di montare gli oblò ottenuti con filo di rame e sottile plastica trasparente, quella delle videocassette allegate ai giornali.
I motori.
Nel kit la chiusura superiore della cabina di pilotaggio era costituita da un blocchetto di resina che ho utilizzato come dima per stampare a caldo un pezzo in plastica.
Da questo ho ta gliato la parte centrale per ricavare il portello ribaltabile da posizionare aperto sul tetto della cabina. Il portello poi è stato ottenuto con un lamierino di ottone.
Il passaggio successivo sono stati i motori.
Le capottature sono brutte, così ne ho modificato una per ristamparle in resina.
Vanno poi ricavati i fori per gli scarichi riprodotti in tubicini di plastica e ho aggiunto tutti i collettori di scarico di ogni cilindro e le aste delle punterie.
Nei due motori esterni vanno aggiunte due spirali in filo di rame al mozzo delle eliche.
Data la complessa struttura dei montanti alari collegati ai motori e al carrello e la particolare colorazione della fusoliera ho preferito dipingere il modello a questo punto, prima dell' assemblaggio finale.
Colorazione.
Per prima cosa ho sottolineato le centinature sulle ali e sui piani di coda con un marrone scuro in modo che una volta dipinti in bianco avorio trasparisse un' ombreggiatura, quindi ho dipinto l'  intero aereo in bianco avorio schiarito utilizzando il colore della Mister Kit.
La schiaritura è più accentuata sulle ali e sui piani di coda.
Ho dipinto poi il muso e le gondole dei motori con l'alluminio X11 della Tamiya, colore straordinario per finezza e che consente anche le mascherature senza subire alterazioni come la maggior parte dei colori alluminio.
Riguardo la colorazione delle superfici superiore ed inferiore della fusoliera c'era il dubbio fra tutti i disegni che ho trovato, indicanti queste parti in grigio azzurro e l'interpretazione data dal notiziario CMPR 3/97 che le indicava in bruno mimetico.
Per la verità anche le foto mi hanno fatto propendere per la seconda ipotesi ed, essendo il Caproni un aereo pret tamente coloniale e considerato il teatro operativo u n grigio mi sembrava inappropriato.
Ho perciò usato il Brown H72 della Gunze molto schiarito per simulare l' usura dovuta al sole subtropicale. I montanti alari sono dello stesso colore.
Ho steso poi la solita mano di trasparente lucido per procedere al lavaggio con terra di siena bruciata ad olio, e perl'applicazione delle decal.
La testa di leone proviene dal foglio della Mister Kit dedicato agli stemmi di reparto, mentre i codici e le scritte sono provenienti dai fogli di Ali Tricolori.
Queste decal sono stampate a computer e tendono a perdere il colore una volta asciutte, se toccate con gli assorbenti mentre applicate decal vicine.
Occorre perciò prestare molta attenzione ed è meglio sigillarle con il trasparente opaco il più velocemente possibile.
I fasci di fusoliera e lo stemma sabaudo in coda provengono da fogli Tauro.
Montaggio Finale.
L' assemblaggio delle ali alla fusoliera ,ovviamente provato in precedenza, non presenta difficoltà, mentre occorre molta attenzione e pazienza per fissare le gondole motori e il carrello in asse con i montanti. Alla fine è stato necessario solo qualche ritocco di vernice nei punti di incollaggio e l'aereo ha preso finalmente forma. L' ultimo lavoro impegnativo è stata l'applicazione dei tiranti dei comandi dei timoni posti all'esterno della fusoliera destra.Questi comandi , come tutti i tiranti di rinforzo sono in sprue filato a caldo sono stati messi in tensione con la punta di un cacciavite rovente. Con il posizionamento delle turbinette, degli attuatori degli alettoni, della mitragliatrice,del predellino per salire a bordo, dei parafanghi, del tubo di pitot, delle antenne, tutti autocostruiti, il lavoro è finalmente concluso.
Basetta.
Il camion è un Lancia 3Ro della DOC Model montato da scatola con solo qualche intervento di  affinamento, tipo la sostituzione dei trasparenti con pezzetti di sprue molto più sottile. Il colore di base è verde oliva, successivamente trattato con lavaggi e lumeggiature per riprodurre il tipico aspetto usuarato che i mezzi assumenvano dopo poco tempo di permanenza in questi teatri operativio.
I soldatini, un po' tozzi per la verità, ma erano gli unici in uniforme coloniale, sono sempre della DOC Model e sono dipinti con colori Vallejo.
Il terreno è riprodotto in Dash con l' aggiunta di sabbia fine per simulare un terreno pietroso, che è stao poi colorato con vari to ni di marrone e gial li, seguiti da molti passaggi di lavaggi con tinte più scure delcolore di base, con colori ad olio, e dry brush eseguiti con tinte chiare ad olio, allo scopo di dare rilievo e profondità al terreno.
In molte fotografie, accanto agli aerei, c'era una moltitudine di casse, bidoni, bombe, sacchi ed altri materiali, così ho riempito i vuoti con parecchio materiale pronto ad essere caricato per rifornire le truppe impegnate nei combattimenti. |