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Cenni storici.

Il Focke Wulf 189 rappresenta per me uno di quegli aerei che, senza che si possano definire belli, catturano l' attenzione dell' osservatore. L' aereo è stato progettato da Kurt Tank sul finire degli anni trenta per rispondere ad una specifica dell'RLM per un velivolo da ricognizione tattica e aerocooperazione che prevedeva un armamento in grado di coprire tutti i settori. Il progetto di Tank era alquanto difforme dagli standard dell' epoca per gli aerei con questa funzione se si tiene conto che quasi tutti erano biplani o al più ad alaalta controventata. L' Eule (gufo), come era stato battezzato in ditta, o UHU, dal verso onomatopeico del volatile, come era chiamato dagli equipaggi, era un monoplano ad ala bassa con doppia trave di coda,completamente metallico potenziato con due piccoli motori Argus a 12 cilindri e una fusoliera con ampia vetratura per consentire agli equipaggi di svolgere al meglio la funzione di osservazione del campo di battaglia. Il primo prototipo volò nel luglio 1938 con ai comandi lo stesso progettista ed entrò in servizio nel 1941 e operò quasi elusivamente sul fronte orientale, dove per lungo tempo la Luftwaffe godette di un assoluto dominio dell' aria. La produzione raggiunse un totale di 864 esemplari.

Il modello.

Il modello della Condor, copia dell'MPM è veramente splendido, il dettaglio superficiale è eccezionale, forse è fin troppo delicato, e qualche pennellatura andrebbe ripresa, altrimenti si corre il rischio che si perda nelle successive fasi di lavorazione e verniciatura. Gli interni sono notevoli già da scatola, d' altra parte le ampie metrature impongono un buon dettaglio, i tettucci sono sottili e trasparenti, ciò consente di utilizzarli senza doverne stampare altri in vacuum che poi sarebbe estremamente complicato collocare sul modello. Il mercato offre però anche tre set della CMK che forniscono rispettivamente una fusoliera super dettagliata, un motore Argus As 410 con i relativi portelli, i vani carrelli e le superfici mobili staccate oltre all'intero piano di coda in resina.

Montaggio.

La prima operazione da fare consiste nel tagliare gli alettoni e i flap dalle ali, la parte anteriore delle travi di coda di sinistra per poter montare il motore aperto e la parte mobile dei due timoni verticali. La parte centrale delle ali va poi incollata alla fusoliera in resina della CMK. Questa è una fase delicata perché, almeno nei pezzi a mia disposizione, gli incastri non sono propriamente precisi, e quando si incolleranno le semi ali superiori appariranno delle belle fessure che obbligano ad un gran lavoro di stuccatura e lisciatura. Altra cosa alla quale bisogna prestare molta attenzione è l' allineamento di questi pezzi per poter poi ottenere il corretto montaggio delle travi di coda. Tutto ciò ha comportato molte prove a secco di montaggio.

L' abitacolo.

Queste difficoltà però sono ampiamente compensate dal lavoro fatto dalla CMK sull'abitacolo, il dettaglio è superbo e io mi sono limitato ad aggiungere le tendine parasole, due scatole comandi poste anteriormente sulla destra, le numerose maniglie presenti all' interno della fusoliera e a rifare la complessa architettura della pedaliera. Sulla parte inferiore della parte vetrata anteriore bisogna ricordarsi di aggiungere un quadrante e i poggiapiedi in sprue filato che risultano visibili all' esterno. Tutta la cabina è verniciata in RLM 66 un po' schiarito per dare luminosità, il cruscotto è in grigio scuro e il tappetino del mitragliere in vari toni di marrone. Per il lavaggio ho usato un tono seppia ad olio e ho poi schiarito il tutto a dry-brush con un grigio chiarissimo per restituire un po' di luminosità.

Le ali.

La fase successiva consiste nel montare le strutture dei flap che la CMK fornisce in fotoincisione e applicarle sulle ali. Nella sezione centrale bisogna ricorrere ad una abbondante lisciatura della fusoliera, altrimenti non si incastra la struttura superiore fissa del flap. Stesso stesso lavoro sui pezzi del vano carrello che vanno ridotti ai minimi termini se si vogliono chiudere i due travi di coda. La fase più delicata del montaggio è ovviamente quella relativa a questi ultimi,dove occorre prestare molta attenzione per trovare il giusto allineamento con le ali e i piani di coda. Il ricorso allo stucco, soprattutto nelle giunzioni sulle ali è abbastanza massiccio (probabilmente perché la gondola fornita dalla CMK non si inserisce perfettamente). Una volta tolti tutti gli scalini ho aggiunto sulla parte superiore delle travi di coda un filo di sprue filato per simulare il rinforzo esterno alla struttura.

I trasparenti.

I trasparenti sono quelli forniti dal kit, che per essere in plastica sono molto limpidi e sottili, ho solo sagomato a caldo i portelli di accesso alla cabina da posizionare aperti utilizzando come guida quelli originali preventivamente tagliati. Il posizionamento dei trasparenti ha comportato tuttavia parecchia pazienza in quanto il raccordo con la fusoliera di resina è risultato approssimativo. Dopo aver mascherato i tettucci con del nastro per non graffiarli ho agito con stucco e tanta carta abrasiva molto fine.

Motore e carrelli.

Il motore della CMK è molto bello, seppure non molto complesso, e ho dovuto aggiungere solo qualche cavetto e l' attuatore idraulico del portello di chiusura inferiore. L'intervento sul carrello principale si è limitato all'aggiunta di alcuni dettagli e allo scavo delle parti laterali delle gambe di forza che nel kit erano invece piene. Il ruotino di coda è stato ricostruito creando i ‘vuoti' fra ruotino e ammortizzatore. I portelli dei vani carrelli del kit sono troppo spessi, pertanto li ho ricostruiti in plasticard dettagliando la parte interna con le varie strutture forate per l'alleggerimento dei portelli stessi. Anche i travetti portabombe alari sono molto approssimativi, perciò li ho ricostruiti con plasticrod e sprue filato, infine ho ristampato a caldo in trasparente il pezzo in plexiglass che ricopre l'antenna RDF nella parte inferiore del muso. Bisogna poi ricordarsi di chiudere i due piccoli finestrini posti nella parte posteriore della gondola (vicini al cono di coda)con due piccoli trasparenti tagliati a misura e fissati con il Kristal klear perché, stranamente, questi pezzi non sono forniti dalle stampate. L'ultimo lavoro davvero impegnativo è stato raccordare il cono di coda alla gondola, anche in questo caso lo stucco e la carta abrasiva l'hanno fatta da padrone.

Colorazione.

L' aereo è dipinto nel classico schema 70/71 sulle superfici e azzurro 65 su quelle inferiori con il giallo 04 per le estremità alari e le bande in fusoliera tipiche del teatro operativo russo. Le vernici che ho usato sono state le Aeromaster che hanno un pigmento molto fine. A questo punto ho steso unamano di trasparente lucido a smalto per creare una base non intaccabile per la fase successiva della verniciatura. Il bianco che la Luftwaffe stendeva sugli aerei nel periodo invernale si deteriorava facilmente lasciando trasparire i colori sottostanti. Per dare questa impressione hosteso una mano di bianco acrilico Gunze non omogenea. Una volta ben asciutto il colore ho passato molto delicatamente un cotton fioc imbevuto con pochissimo alcool per asportare un po' di colore in alcuni punti lasciando un alone di bianco sfumato. Dopo aver agito in questo modo, in particolare dove sarebbero state posizionate le decal, sui bordi di attaccoalare e in corrispondenza delle superfici mobili, ho ripreso in più punti il bianco con l'aerografo utilizzando una miscela molto diluita. Questo procedimento a mio parere ha consentito di ottenere una finitura più simile alle scrostature e scoloriture dell'aereo reale che non con il semplice ricorso alle sfumature ottenibili con solo l'aerografo. Dopo una ulteriore mano di trasparente lucido, questa volta acrilico, ho posizionato le decal e ho effettuato il lavaggio con i colori ad olio, seppia per le superfici inferiori e verde scurissimo per quelle superiori. La mano di trasparente opaco ha completato il lavoro.

Montaggio finale.

Gli ultimi ritocchi sono stati effettuati con la polvere di gessetti particolarmente morbidi in varia tonalità di verde. I frame dei tettucci sono sottili strisce di decal trasparente dipinte prima con il colore degli interni e poi con quelli delle superfici esterne. Con il posizionamento delle mitragliatrici, delle maniglie in filo di rame, delle antenne varie e delle luci di navigazione della CMK il lavoro può dirsi concluso.

La basetta.

La basetta è molto semplice, una distesa di neve immacolata (il reparto era basato in Finlandia nella primavera del 1944) ottenuto con prodotto per modellismo ferroviario acquistato tanti anni fa di cui ho perso l'etichetta per cui non so dare altre indicazioni. Il pregio di questo prodotto e che non ingiallisce con il tempo e da una naturale brillantezza tipico della neve. Mi sono solo limitato a filtrare con un colino molto fine la polvere per togliere le particelle più voluminose e a fissarla con una vernice trasparente in bomboletta.

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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