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Cenni storici.

Questo goffo e poco elegante biplano ha costituito la spina dorsale della Fleet Air Arm per gran parte della seconda Guerra Mondiale, è sopravissuto al suo successore, il Fairey Albacore, ed è rimasto affiancato anche al ben più prestante Barracuda. Entrato in servizio nel 1936 è stato protagonista di alcune fra le più prestigiose azioni condotte dalla Royal Navy sia in Mediterraneo che in Atlantico. Basti ricordare l’incursione sul porto di Taranto nel 1940 dove gli Swordfish degli Squadron 813,815,819 e 824 riuscirono a dimezzare la flotta delle corazzate italiane in una sola notte, oppure l’ operazione che portò all’ affondamento della Bismarck nel 1941. Il siluro che colpì il timone della nave tedesca rendendola ingovernabile era stato sganciato da uno Swordfish imbarcato sulla Victorius.

Il modello.

Era da molto tempo che volevo realizzare questo aereo ma in 1/72, scala che io prediligo, non esiste nessun kit accettabile, quindi di fronte ad una mole di lavoro notevole, senza per altro avere garanzie di un risultato piacevole, ho optato per una riproduzione nella scala superiore. Il kit della Tamiya invece si presenta superbo già da scatola, se si aggiungono poi il set fotoinciso della Eduard e qualche altro piccolo intervento il risultato finale può essere davvero esaltante. La Tamiya ha realizzato anche il set fotoinciso per riprodurre i tiranti alari che, essendo anche nella realtà piatti si possono quindi utilizzare, e che comprende anche qualche dettaglio supplementare per il sistema di puntamento e per il motore. Prima di cominciare il montaggio occorre studiare bene le istruzioni per aprire tutti i fori dove vanno fissati i carichi di caduta ma soprattutto i vari tiranti fra le ali , fra queste e la fusoliera e i piani di coda. Se si dimentica qualche foro poi diventa difficoltoso rimediare. Per facilitare questa operazione nel set di fotoincisione la Tamiya fornisce una specie di punzone ma  è meglio usare una lama nuova a punta del cutter per allargare soprattutto i fori nelle ali per far scorrere meglio i tiranti nella fase finale del montaggio. Fatta questa operazione si procede come al solito cominciando dall’ abitacolo, che è molto ben dettagliato e con  l’ aiuto delle fotoincisioni Eduard il  risultato finale è davvero notevole, al massimo serve aggiungere solo qualche cavo in fusoliera. Vista la scala e l’ ampio abitacolo tutto aperto è fondamentale la colorazione per far risaltare tutti i particolari. La parte in tela è in colore sabbia mentre la struttura metallica in grigio verde realizzati con colori Tamiya. Il resto dei dettagli sono dipinti a pennello con colori Valleyo, mentre il pavimento è in alluminio Alclad. Il montaggio poi procede per i sottoinsiemi delle ali e del panetto alare superiore.

La colorazione.

Come tutti i biplani la colorazione deve essere effettuata prima del montaggio  e occorre studiare bene le linee di demarcazione dei vari colori affinché la mimetica coincida una volta arrivati all’ assemblaggio finale. Ho scelto di rappresentare l’esemplare NF243/S del 816 Sqn. della Fleet Air Arm utilizzato nel luglio del 1944 per la sorveglianza della Manica durante le fasi dell’ invasione, provvisto pertanto delle Invasion stripes. Per questo esemplare le decal sono nel foglio X039-48 della Xtradecal dedicato allo Swordfish MkII/III. La fusoliera e le parti inferiori delle ali sono completamente bianche, colore difficile da stendere e da usurare senza che venga stravolto nella tonalità. Per far risaltare le pannellature ho preferito usare un lavaggio chiaro a base di ocra in quanto un colore più scuro avrebbe macchiato troppo il bianco. La parte superiore della fusoliera, dall’ abitacolo alla NACA è in nero opaco mentre la parte inferiore della fusoliera dell’ ala superiore è in nero semilucido. A questo punto vanno dipinte in fusoliera e sulle ali le strisce nere tenendo presente che, almeno in questo esemplare, come risulta da alcune foto, non erano sovrapposte. Nelle semialiinferiori sono spostate più verso l’esterno, infine non bisogna dimenticare di tracciare una sottile linea nera che delimita nelle superfici bianche l’ ultima striscia. Passando alla parti superiori delle ali bisogna rammentare che nella Royal Navy l’ ala inferiore era dipinta in un colore più chiaro rispetto a quella superiore. L’ ala superiore è dipinta in Extra Dark Sea Gray e in Dark Slate Gray . Per il primo ho usato l’ Agama B7M mentreil secondo è una miscela di colori Gunze composta da 100 gocce di Dark Green H73 , 50 gocce di grigio H75, 40 gocce di bianco, 5 gocce di Blu ciano H413 e 10 gocce di Middle Stone H71. L’ ala inferiore è dipinta in Ligth Slate Gray e Dark Sea Gray ottenuti, il primo aumentando la quantità di bianco nella miscela mentre il secondo è sempre della gamma Agama. Da alcune fotografie del reparto risultava una lunga striscia, probabilmente di colore rosso, che correva lungo tutta la fusoliera. Dopo tutte le operazioni di invecchiamento e di usura e l’ applicazione delle decal si può procedere all’ assemblaggio finale. Il sistema di montaggio delle ali è ben congegnato e no presenta difficoltà grazie agli incastri robusti previsti dalla Tamiya. Va prestata però molta attenzione ai tiranti, che vanno fissati prima del montaggio delle ali alla fusoliera, che però quando si passa a questa fase possono flettersi, pertanto è bene fare qualche prova prima di procedere al fissaggio finale. L’ aggiunta degli ultimi dettagli quali cavi, antenne ecc. completano un lavoro non semplicissimo, soprattutto per la colorazione, ma pieno di soddisfazione.

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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