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Cenni storici.

Il trattato di Versailles vietava alla Germania la possibilità di avere l' aviazione militare. L’ Heinkel 59 è stato uno dei primi aerei prodotti in violazione a quel trattato. Progettato nel 1930 sia inversione idro che terrestre, venne prodotto solo nella prima versione. Il prototipo volò nel 1932 e in seguito ne vennero costruiti 149 esemplari. L’ aereo era davvero imponente con oltre 23 metri di apertura alare e un lunghezza di 17 metri ed era potenziato con due motori BMW VI a 12 cilindri raffreddati a liquido eroganti 660 cavalli. Alcuni esemplari furonoimpiegati dalla Legione Condor nella Guerra civile spagnola e ottennero notevoli successi nel bombardamento dei porti in mano ai repubblicani. In seguito fu impiegato come trasporto truppe nell’ operazione per la conquista del porto di Rotterdam e per la posa di mine al largo delle coste dell’ Inghilterra. Infine ebbe un largo impiego come idrosoccorso, recuperando più di 200 aviatori abbattuti nel Canale della manica.

Il modello.

Il modello della Special Hobby è un classico short run con una elevata complessità di montaggio e non esente da molti errori, soprattutto nelle dimensioni dei montanti e degli scarponi. Inoltre, e questa non è una pecca da poco per un biplano, non esiste nessuna indicazione su quanti sono i tiranti (innumerevoli) e dove vanno collocati. L’ unica indicazione utile in parte è la box art dove sono disegnati anche i tiranti: davvero un po’ poco e tra l’ altro poco affidabile. La scatola offre due possibili versioni la cui differenza principale sta nel diverso disegno del muso.

La fusoliera.

Se si opta p er la versione D, come ho fatto io, occorre tagliare il muso il muso dalle semifusoliere per poter poi utilizzare le parti giuste, ma è così difficile per il produttore prevedere entrambi i musi già staccati evitando al modellista un lavoro inutile e neanche facilissimo? Dopo questa operazione si devono tracciare le porte di accesso all’ altezza del primo finestrino tondo e aprire un ulteriore finestrino nella fusoliera di sinistra. Sul musetto infine vanno aperti i due finestrini rettangolari, segnati sulle istruzioni ma.... non presenti nel modello! In questa lunga fase preliminare al montaggio si deve intervenire su molti particolari altrimenti sarebbe poi difficile assemblare il tutto. I montanti hanno la corda sbagliata, sono troppo massicci, perciò è bene procurarsi i montanti della Contrail dove è possibile trovare quelli delle dimensioni giuste. A questo punto si devono ricavare gli incastri sulle ali dove posizionare i montanti (la Special Hobby pensava forse che un aereo così imponente potesse stare insieme semplicemente incollando i montanti nelle ali?).

Ali e montanti.

Quindi i montanti della Contrail vanno tagliati un po’ più lunghi dei corrispondenti del modello: questa è fase delicata per poter montare poi il tutto in modo simmetrico. Anche le controventature ad H degli impennaggi di coda sono ricavati dai pezzi della Contrail. Sempre in questa fase è bene poi praticare tutti i fori per le controventature, sia nelle ali sia nella fusoliera. La forma del timone và corretta, la parte superiore è diritta e non angolata. Gli elevatori sono stati tagliati e riposizionati lievemente abbassati; sia su questi ultimi che sul timone sono stati praticati dei fori per i tiranti dei comandi, infine sul timone và aggiunta una luce di navigazione bianca. Sugli alettoni sono stati aggiunti i trim autocostruiti con plasticard e le relative aste dei comandi. Dopo aver montato le ali inferiori, per dare maggiore robustezza al tutto è meglio inserire dei tondini di metallo o di plastica da incastare nella fusoliera dopo aver praticato dei fori passanti. Alle gondole motori sono state aperte le prese d’ aria assottigliandone le pareti. I galleggianti vanno carteggiati e reincisi, spostando più all’ interno i listelli di rinforzo. Mancano alcuni tappi delle camere stagne e altro vanno riposizionati nella parte dove la camera stagna è più profonda.

Il montaggio.

A questo punto può finalmente cominciare l’ assemblaggio iniziando come sempre dagli interni. La postazione del navigatore e la cabina di pilotaggio, grazie ai pezzi in resina contenuti nel kit, sono abbastanza dettagliate, tutto il resto è desolatamente vuoto. Visto che comunque la visibilità all’ interno non è molta ed anche per la pressoché nulla documentazione al riguardo si può anche rinunciare all’ autocostruzione. Gli interni sono dipinti in 02 seguiti da un lavaggio ad olio color seppia e da lumeggiature in grigio più chiaro. Il montaggio va eseguito per sottoinsiemi poiché la colorazione sarebbe altrimenti impossibile vista la complessa architettura del modello. Ho pertanto montato la fusoliera con gli impennaggi e l’ ala inferiore, le gondole motori, l’ ala superiore e gli scarponi.

 

Colorazione.

Il primo colore è il giallo RLM 04 della fascia in fusoliera e nella parte esterna delle semiali inferiori, il resto delle superfici inferiori è in azzurro RLM 65. Le superfici superiori sono in RLM 72 e RLM 73, colori degli idrovolanti. Non avendo a disposizione queste tinte ho utilizzato i classici RLM 70 e RLM 71 con l’ aggiunta di qualche goccia di giallo. I montanti vanno dipinti in azzurro e non in verde come indicato dalle istruzioni. Sempre in questa fase ho posizionato le decal ed effettuato le varie operazioni di lavaggio e di usura. Prima di montare l’ ala superiore conviene stendere anche i tiranti presenti fra le gondole motori  e fra i montanti fra queste e la fusoliera. Tutti i tiranti sono in sprue stirato a caldo, incollati nei fori praticati in precedenza e poi tesi con una lama calda. E’ un lavoro lungo e delicato che richiede molta attenzione e pazienza  anche percmolti tiranti sono doppi, e non è semplice tenderli senza spezzare quelli già posizionati. Molto complesso risulta anche il montaggio degli scarponi che a lavoro ultimato devono essere leggermente all’ interno rispetto alle gondole motori. Dopo lunghe ore di lavoro si può finalmente procedere alla collocazione degli ultimi accessori, il tubo di pitot, le scalette fra i galleggianti e la fusoliera e fra questa e l’ ala superiore, tutte autocostruite con rod per conferire tridimensionalità rispetto ai pezzi fotoincisi del kit e l’ antenna del radiogoniometro in filo di rame. Per lo stesso motivo anche le maniglie sui cofani motore e sulla parte della coda sono in filo di rame. L’ ultima operazione è la collocazione delle antenne a filo sempre in sprue filato a caldo.

Ambientazione.

Il carrellino per il trasporto a terra è stato costruito utilizzando le ruote dello Junkers 88 della Italeri. I due figurini presenti rendono bene l’ idea dell’ imponenza di questo idrovolante. In conclusione si è trattato di un progetto molto difficile per me da completare, che ha richiesto una grande pazienza ma che, considerando la scarsa documentazione che avevo a disposizione, mi ha dato anche una grande soddisfazione.

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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