Home
I Soci
Walkaround
Mostre
Links
E-M@IL


243666 Visitatori
 
 
 

Cenni storici.

Il P 61 Black Widow era un caccia notturno pesante bimotore, bitrave, entrato in servizio nell' ultimo periodo della IIGuerra Mondiale. Dotato di radar e con un armamento che, nella versione più potente, consisteva in 4 mitragliatrici da 12,7 mm in torretta dorsale e in 4 cannoni da 20mm in posizione fissa ventrale, era il più grosso, potente e pesante caccia entrato in linea nel corso del conflitto. Nonostante le sue notevoli dimensioni, che non lo facevano certamente paragonare ai caccia classici del periodo, grazie ai suoi potenti Pratt & Witheney, dimostrò una velocità ed agilità insospettabili, che gli consentirono di ottenere molte vittorie, soprattutto nel teatro del Pacifico.

Il modello.

Il modello Dragon si presenta cospicuo nelle dimensioni: del resto l' aereo, pur essendo un caccia, era più voluminoso di alcuni bombardieri medi dell' epoca (tipo B 25). Come è tipico di tutti i Dragon che ho montato, il modello è molto impreciso negli incastri, cosa che obbliga a stuccature piuttosto pesanti e carteggiature altrettanto pesanti. Per contro il dettaglio superficiale è inciso in maniera soddisfacente, anche se le superfici si presentano con una rugosità inconsueta, che è stata facilmente eliminata con una leggera passata di carta abrasiva molto fine, senza rovinare le pannellature. Gli interni sono discretamente dettagliati, e le daclas, di buona fattura, permettonon la realizzazione di due esemplari, tra cui il famoso "Lady in the Dark".

Gli interni.

Al solito il montaggio è iniziato dall'abitacolo che, per le grandi finestrature richiede un certo lavoro di dettaglio. Il set di resina dell'Aires e le fotoincisioni dell'Eduard consentono un buon dattaglio che con laggiunta di alcuni cavetti in filo di rame rendono credibile il gran numero di apparecchiature presenti negli abitacoli. Il set dell'Aires fornisce anche la scaletta in fotoincisione per l'accesso dell'operatore radar nella parte posteriore della fusoliera.È pertanto necessario tagliare le porzioni posteriori delle semifusoliere e ricostruire il pannello in lamierino di ottone sagomato al quale va fissata la scaletta. Il tutto è poi stato dettagliato con i cavi di sostegno del portello in sprue filato e sottilissimi fili di rame per simulare le molle di ritegno. Gli interni dell' abitacolo, così come i vani carrelli, sono dipinti in Interior Green (H 58 Gunze) con successivo lavaggio ad olio molto diluito color seppia e successivo dry brush finale per far risaltare i dettagli.

Le ali.

Passando alle ali, ho deciso di tagliare i pannelli degli aereofreni per mostrarli in manutenzione.È stato perciò necessario ricostruire il cassone con le relative centinature e i nuovi portelli di accesso in plasticard. Per il motore ho usato il bel kit dell'Aires dedicato al P & W R 280, replicato in resina per il 2° motore. Con l' aggiunta di un disco in plasticard fra le due stelle dei motori e di parecchi cavi e cavetti in filo di rame, si rende l'idea della complessità dei motori. Gli scarichi e i tubi di alimentazione sono in filo di stagno. La colorazione è in Engine Gray per il blocco motore con il solito ricorso ai lavaggi e al dry brush, i cilindri sono in vari Metalizer della Model Master.

I trasparenti.

Si passa poi al montaggio complessivo, che risulta piuttosto laborioso, per ottenere il giusto allineamento fra ali, fusoliera, travi di coda e piano orizzontale, dovuto anche agli incastri, come già detto, poco felici del kit. In particolare fra le ali e le travi di coda si presentano scalini che obbligano ad un ricorso energico alla carta abrasiva e allo stucco bicomponente per raccordare il tutto in modo soddisfacente. Altro passaggio laborioso è il posizionamento dei tettucci. Utilizzando quelli in plastica trasparente del kit, molto spessi, si sarebbe perso tutto il lavoro di dettaglio degli abitacoli, perciò ho fatto una copia termoformata degli originali. Per rendere il tutto più semplice ho tagliato la parte superiore e il finestrino sinistro della postazione del pilota che a terraerano spesso aperti. Particolarmente difficile è stato l'assemblaggio del cono trasparente posteriore per le ridotte superfici di incollaggio che offrono le copie termoformate. I frame sono stati ottenuti con sottili strisce di decal trasparenti dipinte dapprima con una mano di Interior Green e successivamente con il colore esterno dell'aereo. Questo è un procedimento lungo ma che consente di ottenere bordi netti senza ricorrere a complicate mascherature che, almeno a me, risultano noiose e difficili da eseguire. Dopo aver reinciso i pannelli andati persi nella lisciatura, si può iniziare la verniciatura.

La verniciatura.

Ho optato per la classica livrea monocromatica nera dei P 61, che però pone il problema di non confezionare un giocattolo piatto e uniforme nel colore, insomma di trovare un nero non troppo nero. L' usura tipica dei P 61 operativi, che si presentavano scrostati, sporchi e schiariti, può venire in aiuto. Dopo aver steso una prima mano di grigio scurissimo ho ripassato le pennellature con più mani di grigi schiariti e più diluiti, contornando i pannelli con un nero puro molto diluito. Dopo innumerevoli tentativi e mani leggere di colore mi è sembrato di aver ottenuto una omogeneizzazione soddisfacente dei colori. Sulle superfici mobili ho poi spruzzato una mano di colore a china rosso per dare sfumature diverse al nero. Soliti passaggi di lavaggio con il Terra di Siena bruciato ad olio e di trasparente lucido per l'applicazione delle decal e mano finale di trasparente opaco. Le dacal sono di un vecchio foglio Microscale in pare ritoccate a pennello. A questo punto è cominciato l'invecchiamento vero e proprio. Come detto i P 61 erano molto usurati, ho visto foto di aerei completamente scrostati, ma in 1/72 occorre non esagerare pena trovarsi di fronte ad un mascherone. Particolarmente evidenti sono i fumi di scarico, soprattutto sull'extradosso alare fino alle travi di coda, reso con varie sfumature di beige e grigi. Le scrostature sono leggere pennellate dei metallizzati Humbrol 53 e 56 miscelati fra loro. Infine, per rendere la patina di usura ho steso una mano di grigio scuro diluitissimo dato a passa pressione e a distanza. Con il posizionamento delle varie antenne il modello può finalmente dirsi finito.

Basetta.

Le grelle sono in gesso ottenute da un pezzo originale in resina. Il terreno è in Dash ricoperto da varie sabbie colorate con vari toni di Sand. La palma, bruttina, è fatta da un'anima di legno ricoperta di Dash intagliato con foglie in pellicola di alluminio. Io ci ho provato ma ne ho viste di molto migliori fatto con questo sistema. Il rimorchietto e la botte di rifornimento sono dell'Alby dipinte in Olive Drab. I soldatini sono della Heller, quelli piuttosto bruttini, della CMK gli splendidi piloti.

Documentazione.

P 61 in action

Warbird Tech series vol.15

Wings of Fame vol. 15

I Black Widow nella II Guerra Mondiale ( Osprey/Del Prado)

Northop P 61 ( MBI )

L'aviazione de Agostini vol. 7

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

ALEKS MICHELOTTI: Banana Soldier

MOSTRE: PADOVA 2011

WALKAROUND: AB-212 ICO

Visita alla portaerei EISENHOWER (CVN-69)

Visita alla portaerei GEORGE BUSH (CVN-77)