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Nel corso della primavera del 1941, vista l'impossibilità riprodurre in serie, in tempi relativamente brevi, i nuovi motori di produzione nazionale FIAT A 38 da 1200 CV, la Regia Aeronautica decise di installare i DB 605 sul Macchi 202 e sul Reggiane 2001 che la Fiat avrebbe dovuto produrre dal 1942. L' origine del 2005 risale dunque a questa decisione, ma la Reggiane non si limitò ad adattare il nuovo motore alla cellula del 2001, bensì progettò un aereo di fatto nuovo. Infatti l' ala pur rimanendo di pianta ellittica fu realizzata in un solo pezzo strutturale anziché in tre parti come nei modelli precedenti. La fusoliera fu allungata risultando più filante, gli impennaggi ingranditi, il radiatore fu unificato e posto in posizione centrale e la retrazione del carrello avveniva verso l'esterno e non più all'indietro. Fra i caccia della serie 5 il Re2005 era forse il più elegante dal punto di vista aerodinamico, tuttavia al confronto comparativo con il Macchi 205 ed il Fiat G55, basato sulle qualità di volo, l' attitudine al combattimento, doti di robustezza, di armamento e alla facilità di produzione in serie, risulterà ultimo. Nonostante ciò, con una decisione che risulta difficilmente comprensibile, la Regia decise di produrre tutti i modelli con uno spreco di risorse e mezzi non comune in un momento certo non felice della guerra, si era già alla fine del '42. Furono ordinati due serie zero di 16 e 18 velivoli più 600 esemplari di serie. In effetti dalle linee non uscirono più di 32 esemplari compresi i due prototipi. L' attività bellica dei pochi aerei, consegnati tutti al 22° Gruppo, si è concentrata nella primavera/estate del '43 conseguendo anche qualche abbattimento di quadrimotori e di caccia alleati, al prezzo della totale distruzione di tutti gli esemplari prodotti, in seguito ad abbattimenti, incidenti o a bombardamento. Il modello della Pavla è composto da 31 pezzi in plastica, 14 in resina e due tettucci termoformati. Il dettaglio di superficie è di buon livello con le pennellature corrette e dal confronto con i disegni pubblicati dalla monografia Ali d' Italia risulta corretto nelle forme e nelle dimensioni. Per prima cosa ho tagliato gli alettoni e le superfici mobili dei timoni per posizionarli “mossi”. Nel montaggio ho utilizzato il set di dettaglio di Ali Italiane che contiene le superfici mobili, i vani carrello, il radiatore ventrale la presa d'aria cilindrica sulla fiancata sinistra che sono di costruzione più fine rispetto a quelle del kit. L' unico problema nell'utilizzo di questo set sta nel dover assottigliare ai minimi termini sia l' ala che il vano carrelli altrimenti quest'ultimo non consente la chiusura delle due semi ali. In questa fase, per mia disattenzione ho provocato la parziale fusione di una superficie alare (è bene utilizzare la lama semitonda e non la fresa come ho fatto io fino all' ultimo) che mi ha obbligato a un rognoso lavoro di ricostruzione con pezzi di plastica e a laboriose stuccature. Il resto del montaggio procede velocemente, l' abitacolo, grazie ai pezzi in resina, non richiede altro di una buona verniciatura senza aggiunte di pezzi. Altri interventi sono stati l' assottigliamento dei portelli dei carrelli, la sostituzione dei bracci di retrazione, essendo gli originali grossolani, l' aggiunta dei due bracci posteriori alla gamba del carrello, assenti nel kit. Infine ho sostituito i tubi di pitot con aghi ipodermici aggiunto le luci di navigazione. La colorazione purtroppo non offre molte possibilità di scelta, i pochi esemplari operativi avevano tutti le classica livrea continentale in verde oliva scuro per le superfici superiori e grigio azzurro per quelle inferiori, inoltre essendo aerei praticamente nuovi e con poche missioni all'attivo la finitura non poteva che essere poco “vissuta”. Gli interventi perciò sono stati limitati solamente alla schiaritura del centro dei pannelli e ad un lavaggio ad olio color seppia per far risaltare le pennellature. L' esemplare riprodotto è la MM 092351 che ha compiuto il primo volo il 19/5/43 assegnato alla 362 Squadriglia con il codice 362-2. Il relitto di questo aereo è stato rinvenuto dagli inglesi sul campo di Capua nell' ottobre del '43. La parte posteriore della fusoliera è stata utilizzata nel dopoguerra dall' Università di Napoli. Per scopi didattici e oggi è conservata al Museo Caproni di Trento.

Bibliografia:
- Ali Italiane Ed. La Bancarella Aeronautica

- Reggiane 2005 Ed. STEM Mucchi Modena

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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