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L’ AEC Matador è stato uno degli autocarri inglesi più impiegati nella seconda guerra mondiale, costruito in varie versioni, sia 4x4 che 6x6, ebbe largo impiego su tutti i fronti. Le versioni più impiegate furono i trattori d’artiglieria 4x4 e le autobotti 6x6, queste ultime estesamente impiegate anche dall’ aviazione inglese. La RAF impiegò anche la versione a due assi 4x4, sia come autocarro a pianale, che con cassone telonato, questa versione è appunto il soggetto di questo articolo. In origine questo autocarro doveva fare parte di un diorama con un idrovolante Sunderland, ma al momento di assemblare il tutto, il camion era decisamente di troppo nello spazio ristretto del diorama, e visto il notevole lavoro di trasformazione e miglioramento realizzato, ho deciso di presentarlo su una piccola basetta, devo dire che il risultato è di tutto rispetto!

Il modello.

Visto che la scatola Airfix della versione 4x4 era da tempo fuori produzione, ho deciso dimodificare l’ autobotte 6x6 presente nel kit dedicato alle due cisterne RAF. Devo dire che a dispetto degli anni, si tratta di due modelli niente male: tutta la parte inferiore del telaio è ben riprodotta con differenziali, alberi di trasmissione, marmitta, balestre ecc ben realizzati,è bastato assottigliare e sbavare i vari pezzi per avere un buon risultato.

La conversione.

Per prima cosa ho tagliato il telaio e il doppio differenziale posteriore, modificando anche le balestre posteriori, una buona foto di un Matador ripreso di fianco mi ha permesso di controllare che le misure risultassero corrette. Tutto il cassone,compreso il telone, le cassette inferiori, la marmitta, il cilindro dell’ aria compressa, tutti i predellini, parafanghi posteriori e serbatoio sono stati autocostruiti inplasticard, filo di rame e stagno adesivo ( per realizzare il telone). Il carico del cassone è stato realizzato usando casse e bidoni in resina di varie provenienze, incollati su un sottile foglio di plastica in modo da poterlo far scivolare all’ interno del cassone a modello già verniciato. La cabina è uno degli elementi che distinguono il matador, era realizzata completamente in legno, con la parte anteriore piatta e il tetto leggermente incurvato con una botola scorrevole. Airfix ha riprodotto piuttosto bene la cabina, io ho migliorato gli interni aggiungendo le leve del cambio e delle ridotte, i pedali, assottigliato il volante e aggiunto pannelli e manovelle dei vetri alle portiere. Tutto il tetto è rifatto con due fogli di plasticard  sovrapposti per ottenere la fessura (credo una presa d’ aria) che si nota dalle foto, anche le guide e la botola scorrevole sono state rifatte con lo stesso materiale. Tutti i trasparenti sono in acetato tagliato a misura e fissato con attack, i montanti del vetro anteriore sono in decal, in seguito ho aggiunto i tergicristalli e fatto le tracce del loro funzionamento mascherando due piccole aree a semicerchio e spruzzando una mano leggerissima di color polvere acrilico molto diluito.

La colorazione.

Il modello è stato colorato separatamente, il cassone è stato incollato alla fine. Per prima cosa tutto il modello ha ricevuto una mano Blue Grey ottenuto con una miscela di colori acriliciAeromaster, devo dire per correttezza che il colore principalmente usato dai mezzi della RAF è un blu scuro lucido, ma guardando molte foto di campi di aviazione e cercando con attenzione su internet ho avuto conferma che molti mezzi erano dipinti in un colore più chiaro, appunto il Blue Gray. Terminato di applicare il colore di fondo, ho fatto una prima ombreggiatura con un blu scuro molto diluito. Il telone è stato colorato con una miscela del colore di base  con una aggiunta di kaki, per ottenere l’ effetto tipico dei teloni degli autocarri, sempre differente dal resto del mezzo. Lagrande coccarda di identificazione portata sulla parte superiore del telone è una decal ricoperta da alcune mani leggere del colore di base molto diluito, così da apparire molto sbiadita e sporca. Dopo un paio di giorni di attesa, ho fatto un lavaggio a olio con blu scurissimo, asportando subito il lavaggio con un pennello inumidito nel diluente Humbrol  dalle zone in luce. Terminata questa fase ho steso un’ abbondante mano di trasparente opaco a smalto Humbrol, per poter sperimentare una tecnica per me del tutto nuova: i pastelli a olio. Questo metodo si basa su un’ alternanza di chiaro scuri, si comincia con un lavaggio generale con un nero a olio  subito asportato con un pennello umido di diluente Humbrol, qualche giorno di attesa, poi con un pastello grigio chiaro si evidenziano le luci sfumando delicatamente dal centro verso l’ esterno. Ancora alcuni giorni di attesa per far asciugare tutto poi si evidenzia con pastello nero i pneumatici e il radiatore anteriore, un leggero effetto di impolveratura è stato realizzato con un drybrush con color sabbia Humbrol sul telaio, all’ interno dei parafanghi e sulla parte inferiore del serbatoio, non bisogna  esagerare, questi autocarri venivano impiegati solo sugli aeroporti, quindi non potevano infangarsi molto.

La basetta.

La basetta rappresenta una piccola zona ai lati delle piste principali di un aeroporto inglese. Per prima cosa si posiziona il modello sulla base, per avere un’ idea generale degli ingombri e di cosa mettere, figurini, casse, bidoni ecc. La parte in cemento è ottenuta incidendo i tipici piastrelloni rettangolari con uno strumento della Tamiya, il terreno si realizza con un poco di Dash spolverato di polveri a grana fine per la terra e sassoliniminuscoli per la ghiaia ai lati della pista. Il terreno si colora a pennello con Buff x 57 acrilico Tamiya, poi un lavaggio a olio con terra d’ ombra naturale conferirà  il giusto colore al terreno. Ora con un leggero drybrush si mettono in risalto la testura  del terreno e si colorano con un grigio Humbrol matt 28 i sassolini più in vista. Il cemento si colora con diversi toni di grigio,cercando di ottenere un’ effetto simile al cemento, con aloni intorno alle giunture, crepe, macchie d’ olio ecc. Terminata la colorazione si aggiunge l’ erba, un prodotto della Noch per fermodellismo fissata con Vinavil: è importante ottenere un effetto irregolare, con ciuffi qua e là, cercando di imitare un prato vero, evitando uno strato troppo uniforme, che avrebbe un aspetto irreale.

I figurini.

I figurini sono fondamentali per una buona riuscita di un’ ambientazione, fortunatamente nella scala piccola non servono grandi doti di pittura: i contrasti sono netti e non bisogna cercare la sfumatura, su un figurino alto un paio di centimetri non si vedrebbe,  all’occhio l’effetto sarebbe “impastato” con scarsa definizione dei particolari. I 3 figurini sono della CMK, quello in piedi proviene da un set dedicato ai piloti RAF, mentre i due seduti sono ricavati da quello dedicato all’ equipaggio degli U-Boote, opportunamente modificati con teste e braccia adatte alla scena che volevo rappresentare, cioè un momento di pausa nelle operazioni di scarico del camion ai lati della pista. Un altro grande vantaggio della scala 1:72 è il poter impiegare quasi tutti tipi di figurini per ogni situazione: su soggetti così piccoli le differenze delle uniformi sono quasi invisibili, spesso bastano piccole modifiche e una giusta colorazione per trasformare un soggetto in un altro. Dopo aver stuccato tutte le giunture con colla cianoacrilica, si stende una mano di grigio chiaro di fondo per evidenziare gli eventuali difetti e per avere una buona base per i colori acrilici Valleyo con cui si effettuerà la colorazione. Per prima cosa si applicano i colori di base, poi si dipingono le zone in ombra con un tono più scuro, sul blu si può usare anche un nero. Per ultime si colorano le luci con miscele molto chiare, come già detto il contrasto deve risultare piuttosto netto. Il tocco finale sono le mostrine, i gradi e una leggera profilatura con colori scuri, insomma non bisogna certo essere figurinisti per riuscire a dipingere in modo accettabile i figurini in 1:72.

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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