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Cenni storici.

Venne costruito in 5.500 esemplari e nelle sue versioni dal Mk. I al Mk. XXI, fu impiegato da inglesi, americani e australiani come caccia pesante e notturno, attacco al suolo, aerosilurante e antinave. L' aereo fu armato con 4 cannoni da 20 mm e 4 mitragliatrici da 7,7 mm, e nelle ultime versioni con razzi o siluri, venendo estesamente impiegato dal Coastal Command come aereo antinave. La versione Mk. X, dopo le prime serie, fu equipaggiata con un nuovo muso per ospitare il radar e un raccordo dorsale che ne alteravano un po' la linea, ed è quella che ho scelto per questo modello. L'armamento di lancio, cannoni e mitragliere, fu sbarcato dai modelli siluranti e in seguito anche il siluro fu sostituito da 8 razzi che potevano impiegare vari tipi di testate, dimostratisi più efficaci contro il naviglio nemico. Questi aerei a volte venivano scortati da altri Beaufighter in versione caccia come scorta.

Il modello

E' un Hasegawa in scala 1/72. Si tratta di uno dei migliori kit fino a 3 anni fa, poi Tamiya ha spinto il livello degli stampi ancora più in alto. Comunque il modello si presenta bene: fini pannellature in negativo, rivettature, bei motori, carrelli e dettagli molto fini. Quattro, a mio giudizio, i difetti del kit: interni spogli, bordi di uscita alare troppo spessi, scarichi parafiamma lisci come carote e le decal completamente sbagliate in molti particolari, sia come forma che come colori.

Interni

Come detto il kit fornisce poco, perciò ci sarà da fare: Quando ho costruito il modello, in commercio si trovava solo un foglio fotoinciso Eduard per il Mk. VI, da cui ho usato il seggiolino, il cruscotto (con qualche modifica), e le pareti posteriori dietro l'abitacolo. Consolles, scatole radio, collimatore, cablaggi e tubo di riscaldamento sono in scratch, così come tutta la postazione posteriore del mitragliere ed il portello di accesso inferiore. L'imbottitura dei sedili è in plasticard inciso e sagomato. Il colore generale per abitacolo e pozzetti carrelli è l' Interior Green Aeromaster 1120 con aggiunto un 10% di bianco. Cruscotto e scatole radio in nero, qualche tocco di bianco e rosso per la strumentazione, volantino trim in color beige chiaro e marrone rossiccio, stesso colore per l' imbottitura del sedile con un lavaggio più scuro per evidenziare la struttura... ...e siamo pronti a chiudere le semifusoliere!

Ali e piani di coda

Innanzi tutto si affinano parecchio i bordi di uscita con la lama di un cutter passata di piatto sul lato interno, quindi si svuotano le prese d'aria alari aggiungendo all'interno le griglie fotoincise Eduard. L' assemblaggio avviene in maniera precisa e veloce, grazie all' estrema precisione dei pezzi. Per i piani di coda ho separato le superfici mobili per dare un po' di vita al modello. Un' altra modifica riguarda la luce di atterraggio: nei Mk. X il doppio faro era stato sostituito da un faro singolo circolare. Basterà montare, raccordare e lucidare il trasparente del kit e applicare una mascherina circolare nel punto in cui si trova il faro. La deriva è fornita in due versioni: con o senza pinna di raccordo, a seconda della versione prescelta.

Motori e carrelli

I motori Bristol Hercules sono riprodotti benissimo: mi sono limitato ad aggiungere il collettore anulare all' interno della capottatura motore e tutti i suoi condotti (in filo di stagno) da ogni cilindro motore. Gli scarichi parafiamma vanno migliorati con 20 piccoli triangolino di plasticard da 0,5 di 2x1 mm. Bisogna fare 5 file di 4 triangolini ognuna, ma una foto dei terminali di scarico chiarirà le idee (Replic n. 86 pag.16). Carrelli e ruote sono già belli da scatola, basterà aggiungere i cavetti dei freni in filo di rame...

Armamento

Qui arriva un punto difficile: avevo deciso di impiegare i razzi Aires (adesso esistono i Pavla, completi di rotaie, molto più belli), e ogni singolo razzo, slitta compresa, si compone di 11 pezzi: moltiplichiamo per 8 ed otteniamo 88 particolari solo per i razzi ! Il montaggio delle alette fotoincise e soprattutto delle fascette che fissano i razzi alle slitte è molto delicato. I cavetti di accensione, che ho lasciato scollegati simulando gli spinotti con una goccia di colore più densa, completano il lavoro. Il siluro, con le piccole eliche della spoletta e della propulsione affinate al massimo, è un po' una forzatura in quanto non veniva impiegato insieme ai razzi, ma il carrello porta siluro col suo sistema di elevazione a parallelogramma mi piaceva molto e non ho resistito alla tentazione di costruirmelo in scratch !!

Trasparenti

La parte superiore del tettuccio aperta, viene da una vecchia capottina termoformata mentre la parte fissa, dopo un taglio molto preciso rimane quella del kit, di buona qualità e dal montaggio perfetto. La tendina parasole è fatta in alluminio con 2 fili di rame sagomati per riprodurre le guide di scorrimento. La bolla del mitragliere posteriore purtroppo deforma molto, ma tutti i miei tentativi di termoformarla fallirono miseramente. Oggi, con il sistema che abbiamo messo a punto al club, questo è molto più facile ( uno dei vantaggi di far parte di un club!) Le luci trasparenti alari sono già fornite: basterà colorare le due esterne anteriori in rosso trasparente Tamiya a destra e verde trasparente a sinistra.

Colorazione

Questi aerei del Coastal Command erano in Extra Dark Sea Grey (Aeromaster 1118) superiormente e Sky (Aeromaster 1114) per le superfici inferiori. Mentre lo Sky è stato abbondantemente schiarito con oltre il 30% di bianco, il grigio è stato utilizzato puro. Riguardando il modello oggi, avrei sicuramente scurito il grigio per poi lavorarlo a sfumature con l' aerografo. Dopo una mano di trasparente lucido (Aeromaster 1001) inizia la posa delle decal tratte dal foglio Aeromaster dedicato al Beaufighter, di ottima qualità al contrario di quelle del kit. Dopo un lavaggio ad olio con un colore quasi nero per la parte superiore, e marrone rossiccio per quella inferiore, si applica l' ultima mano di trasparente opaco Aeromaster e si passa alla fase finale dell' invecchiamento realizzato come sempre a pennello asciutto, come aloni, striature, colature e fumi di scarico. Le scrostature sono fatte con Humbrol 56 Matt Alluminium per la parte superiore e Humbrol 53 Gun metal per la parte chiara inferiore.

Basetta

Il cemento della pista si ottiene incidendo con lo scriber Tamiya un foglio di plasticard simulando le giunzioni e le crepe. Iltutto si colora poi con vari toni di grigio chiaro. Le macchie d' olio sono fatte con colori ad olio. Come al solito il prato e i cespugli sono fatti con erbetta ferroviaria dipinta ad aerografo. Casse e bidoni sono in plastica e resina. Il carrello del siluro è in scratch, i figurini sono Presier con le bustine modificate e dipinti nei colori blu degli avieri della RAF. In conclusione un buon kit, facile da montare e che ora, con i vari accessori in resina offre buone opportunità di dettaglio. ..

Documentazione:

- Squadron n. 153: Beaufighter in action
- Replic n. 71 (1997) e n.82 (1998)
- Model Wings n.3 (1998)

Accessori:

- Fotoincisioni Eduard x Beaufighter Mk. VI
- Decal Aeromaster 72-151

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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