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Sarà che da un po' monto solo vecchi kit Airfix o short run tipo MPM, ma questo modello è veramente impressionante come dettagli ed accuratezza. Anche da scatola farebbe certo una bella figura, ma a me piace complicarmi la vita, perciò via coi tagli!
Abitacolo.
Ho utilizzato la vasca, le pareti e la cloche del set Aires con le opportune modifiche per il kit Tamiya: le par eti vanno assottigliate al massimo, la vasca và divisa in due parti e ristretta un po' per adattarla nella fusoliera. La parte anteriore dell' abitacolo (dietro il cruscotto) e quella posteriore sono quelle del kit, perché si montano meglio delle parti in resina. Il seggiolino (bellissimo), le levette varie e le cinture sono della Part in fotoincisione,
così come il cruscotto.Con una buona verniciatura otterremo degli interni spettacolari!
Motore.
Partendo dal bellissimo Pratt & Whitney 2800 early version (quello col carter motore arrotondato) dell' Aires, ho fatto alcune agg iunte: il disco di separazione tra i cilindri anteriori e posteriori è una rondella plasticard, i tubi di scarico (color ruggine) e quelli di alimentazione (neri) sono in filo di stagno per saldare, ottimo per la sua duttilità. Sono stati aggiunti i cablaggi tra un cilindro e l'altro, tra i magneti, e le aste delle punterie.
Un pezzo così complesso va dipinto prima di assemblarlo: Engine Grey della Gunze per i carter, poi un lavaggio di nero e un drybrush in grigio chiaro
con alluminio + silver, marrone chiaro e scuro per i cavetti elettrici. Un tocco di Silver su ogni bullone esalterà i dettagli del motore. L' anello anteriore della cofanatura motore è stato tagliato, quindi ho realizzato
col minitrapano e una fresa una scanalatura sul bordo int erno posteriore,
per fissare una sottile striscia di plasticard (0,1 mm) per simulare la battitura
su cui sono imbullonati i pannelli della cofanatura motore.
In seguito, con una punta da 0,3 si fanno i fori di fissaggio. Lo stesso anello sarà poi fissato al motore con 8 piccoli supporti a "L" in filo di rame.
I 4 pannelli smontati sono termoformati, dotati delle nervature interne e forati lateralmente.
I flabelli sono quelli del kit assottigliati e dotati delle biellette e del cavo comando per
l' apertura: le fotografie su Detail & Scale n. 55 saranno indispensabili per questo lavoro.
Gli scarichi, opportunamente accorciati, sono della Moskit in metallo.
Superfici mobili.
Il sistema molto complesso dovuto alla forma ad ala di gabbiano, mi ha fatto dannare! Per alettoni, piani di co da e timone, basta tagliare e riposizionare le superfici mobili
(ricordo che i trim assumono varie posizioni: su Replic n.86 c' è una bella foto che chiarisce tutto) E adesso i flaps: si separano dall' ala, poi col plasticard si crea la parte arrotondata
di ciascun segmento, e si praticano gli spacchi rettangolari su cui si articolano le superfici.
Bisogna anche "cassonare" la parte posteriore dell'ala e creare le cerniere della parte inferiore dell'ala. Dopo innumerevoli prove a secco si realizza la lamiera triangolare
che chiude lo spazio tra il primo ed il secondo flap.
Vani armi.
Per rendere più mossa la situazione, un vano appare già caricato con i proiettili,
le guide dei nastri e parte degli sportelli chiusi, mentre l'altro, completamente vuoto,
mostra la grande complessità di queste zone sul Corsair. Non esistendo nulla sul mercato, a parte le mitragliatrici Aires, tutto quanto è stato autocostruito con plasticard di vari spessori e profili forati col Punch & Die. Ho tenuto conto dei particolari fatti per il vano sinistro: 150 senza contare gli sportellini!
Per fare i tagli, molto complicati, dei va ni armi ho assottigliato dall'interno la plastica delle ali fino a renderla trasparente, poi con un cutter ben affilato ho staccato uno ad uno tutti i pannelli che intendevo aprire. Lavorando con precisione otterremo dei pezzi che serviranno prima come dima per realizzare i p annelli in plasticard fine, poi come mascherature, fissate col Maskol prima della verniciatura. I portelli veri e propri sono fatti usando per la parte esterna plasticard di 0,1 su cui saranno forate tutte le asole delle linguette di apertura. La parte interna è in plasticard di 0,5 e profili 0,5x 0,5 per le centinature.
Numerosi fori di alleggerimento e rivettature saranno realizzati con punte di vari diametri.
Torno sull' importanza di osservare le foto: il pannello grande dei vani armi si chiude "a libro" per gravità, e non può rimanere un pezzo unico come si vede su molti modelli.
Carrelli.
Le gambe, verniciate in grigio chiaro, sono state affinate con lime e carteggiatura, i portelli sono in resina (Aire s). Fili di rame e profili plastici serviranno a riprodurre cavi idraulici sulle gambe e nel vano, e centinature sulle pareti dei vani. Le ruote True Detail sono state "gonfiate" per carteggiatura, eliminando l' eccessivo appiattimento (erano ruote ad alta pressione). Il ruotino di coda, piuttosto grossolano,è stato modificato con filo di rame, vari fori e profili in plastica seguendo le foto. Si nota che i Corsair dei Marines non avevano il gancio di arresto, inutile operando da basi terrestri. I portellini, della Part, sono in fotoincisione. L' elica del kit è per un F4U-10 con le estremità più tozze e corte, così io ho utilizzato quella del kit Academy dopo averla affinata.
Colorazione.
La mimetica US Navy è stata notevolmente invecchiata: i due Blu sono schiariti dall'inizio
di un buon 20%, poi con un colore blu ancora più schiarito si trattano le zone in tela delle ali,
il timone e i piani di coda, cercando di schiarire le ondulazioni. Con un colore più scuro e molto diluito (80%) si ripassano i pannelli e si crea una zona scura dietro i flabelli (questa parte sui Corsair dei Marines appare quasi nera). Per finire, con colori ancora più schiariti e diluiti si creano sbiaditure e zone chiare.
Il solito trattamento drybrush accentuerà colature e aloni.
Tracce di scarico e fumi dei cannoni sono realizzati sempre a pennello asciutto. Le scrostatur e sono a pennello con Humbrol 56 per le zone blu e Gun Metal per quelle bianche e Zinc Chromate. L' effetto di scolorimento è stato ripreso dopo che i trasparenti avevano appiattito troppo il modello: ad alcuni questo invecchiamento sembrerà esagerato,
ma i Corsair sulle isole erano veramente malridotti. Il velivolo è lo "033 bianco" - "Ring Dang Doo" del VMF-217 a Guam nel 1944.
Il montaggio dei trasparenti (Falcon), di antennine varie e luci di posizione (CHK e Tron)
e degli innumerevoli portelli dei vani armi completerà il lavoro.
Basetta.
Si inizia incollando con Attak Gel le stecche di PSP della P.O.M.K.
Queste sono molto irregolari: alla fine una carteggiatura e un po' di stucco liquido nelle giunzioni più larghe si renderà necessaria. Dopo aver mascherato il PSP si inizia a stendere il Dash Pronto sulla tavoletta spennellata di colla vinilica, quindi si imprimono una gran quantità di tracce di ruote (Jeep, trattori e camion) utilizzando alcune ruote montate su un pezzo di tondino per farle girare. Si spolvera tutto con la polvere finissima Tauromodel e si ripassano le tracce che si sono riempite troppo, poi si inizia la colorazione stendendo uno strato di vernice color sabbia biancastro su tutta la b asetta; un lavaggio di grigio scuro esalterà le tracce. Alcune mani molto diluite smorzeranno i contrasti eccessivi. Per la zona in PSP, verniciata anch' essa in color sabbia, un drybrush di Gun Metal,
ruggine e sabbia in varie passate creerà una notevole varietà cromatica.
Per la sabbia, tantissimi passaggi con colori ad olio bianco, sabbia giallastro e grigio, ne esalteranno i rilievi. Per la vegetazione ho fatto 4 livelli: erba, arbusti, cespugli e alberi.
Il tutto si ottiene con vari tipi di erba, cespugli in gommapiuma tritati, foglie per fermodellismo.
Gli alberi e i cespugli si fanno con Zeechum (piantine naturali secche) prima potati poi verniciati in un colore nerastro. Si spruzza un velo di colla spray e si intingono,
tenendoli per il tronco, in una ciotolina contenente i prodotti sopra citati. La palma ha il tronco in milliput testurizzato con la lama di un cutter in diagonale, mentre le foglie sono fatte con alluminio dei coperchi di yogurt, disegnate e ritagliate col cutter una ad una, e un filo di rame che simula la nervatura della foglia. Le noci di cocco sono in Das.
Tutto si colora con vari toni di verde, aggiungendo del marrone per le foglie secche.
Accessori.
Casse e bidoni sono in resina (CMK e copiate), la scaletta, le cassette munizioni,
il carrello col bidone dell'olio sono in scratch... In conclusione tanto lavoro, ma io trovo il risultato molto spettacolare!
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