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Cenni storici.
Il Convair F 102 A Delta Dagger, noto tra i piloti come “Deuce”, fu il primo intercettore realmente supersonico dell' US Air Force. Dopo una lunga messa a punto (dal 1952 al 1956)
l' aereo entrò in linea e guadagnò in breve il rispetto dei piloti. Tra le sue particolarità spiccava la fusoliera costruita seguendo la regola delle aree, con la famosa forma a bottiglia di Coca Cola. Il suo tallon e d' Achille fu sempre il sistema di guida ed i missili AIM 4 Falcon molto imprecisi. Nonostante tutto il Deuce entrò in servizio nel 1956 nell' Air Defence Command,
poi passò nei reparti dell' Air National Guard dove servì fino al 1974. Molti esemplari fecero
poi parte del progetto Pave Deuce diventando bersagli teleguidati (drones).
Ne furono costruiti, tra prototipi, esemplari operativi e biposto TF 102 A, più di 1000 esemplari, e oltre all' USAF, anche Grecia e Turchia utilizzarono l' F 102. I “Deuce” ebbero anche un impiego operativo in Vietnam con risultati deludenti: si persero 14 aerei per vari motivi,
tra cui uno abbattuto da un Mig, e nessuna delle intercettazioni tentate ebbe successo.
Il kit Hasegawa è l' unico in commercio ed è ormai vecchio di più di 20 anni:
plastica spessa, dura e vetrosa, dettagli in rilievo, particolari spesso deformati,
però se uno vuol farsi un F 102, questo passa il convento!
Abitacolo.
Tutto da rifare in scratch: cruscotto e consolle in plasticard con quadranti della Reheat Models fissati con la colla Tamiya tappo ve rde (si incollano benissimo). La cloche e i pedali sono autocostruiti. Poi si separa la parte mobile del tettuccio che è stampata solidale alla fusoliera e si ricrea la parte posteriore dietro il seggiolino. Quest' ultimo è della Pavla per l' F 101, modificato nella parte inferiore e posteriore. Dopo aver verniciato tutti i particolari con la solita tecnica di profilare ed accentuare i contrasti si possono unire le due semifusoliere , ovviamente dopo aver reinciso le pannellature con l'aiuto del nastro Dimo, ottimo per le sup erfici curve, anche se la plastica vetrosa non aiuta certo questa operazione! Dopo la stuccatura delle giunzioni (veramente enorme quella della deriva: plasticard e stucco a volontà sono necessari per venirne a capo) si può iniziare a costruire il parabrezza: il “vision splitter” (paratia antiriflesso) ed il collimatore completo dei cablaggi si posizionano per primi; si colorano poi i due triangoli in acetato (con due incisioni sul lato interno per simulare i rinforzi), che vanno incollati alla fusoliera e raccordati superiormente con un profilo triangolare. Stucco, carta abrasiva e pasta lucidante rifiniranno il parabrezza.
Vani avionica.
I due va ni anteriori e quello posteriore dietro l'abitacolo, vanno prima assottigliati al massimo dall' interno poi tagliati concautela. Il tipo di plastica rende questa operazione difficile, infatti ho dovuto ricostruire il raccordo tra i due vani in plasticard. Il vano anteriore è stato completato prima di incollare il radome anteriore per motivi di spazio. Il vano più grande è stato invece installato con l' avionica già verniciata al termine del montaggio. Numerosi cablaggi con cavi e trecce in filo di rame di 0,1 ed il montaggio dei portelli completano il lavoro.
Ali e fusoliera.
I lavori principali da affrontare sulla fusoliera sono: reincisione, stuccatura della deriva, aggiunta delle luci di posizione, modifica d elle prese d' aria con l' aggiunta della parete interna in plasticard e correzione del loro profilo con lime e carta abrasiva. Passando alle ali, dopo l'assottigliamento delle paretine antiscorrimento ho dovuto affrontare un lavoro veramente impegnativo: ricreare i terminali alari ricurvi verso il basso dell' ala “Case XX” montata dall' esemplare da me scelto. Notare che il kit ha i terminali vecchio tipo, cioè rivolti all' insù. Sono stati necessari 4 tentativi prima di ottenere una forma accettabile, seguendo questo metodo: si incollano con colla Tamiya tappo verde numerosi fogli di plasticard da 0,5 mm sopra e sotto l' ala. Lo spessore scelto è necessario per seguire le forme curve dell' ala. Quando il pacco, spesso almeno 5 mm, è asciutto, si “sbozza” il terminale con tela a grana grossa montata su una tavoletta, poi con molta pazienza si carteggia fino ad ottenere la forma corretta.
La particolare forma dell' ala, ricurva superiormente e concava nella parte inferiore, rende
l'operazione impegnativa. Anche il profilo degli alettoni va modificato con un taglio obliquo nella parte esterna. Alcuni taglietti per simulare le articolazioni e la solita reincisione completano il lavoro sulle ali.
Stiva missili.
Tutto da rifare: si utilizza solo il pezzo originale, opportunamente allungato di 2 mm, su cui si inseriscono le due pareti dei 3vani forate con il punch & die. Tutte le centinature e i pannelli sono in plasticard da 0,25 mentre i cablaggi e le tubature idrauliche sono in filo di rame e stagno per saldare da 0,3. Il tutto è colorato con Interior Green Gunze H 58, prima ombreggiato con l'aerografo, poi trattato con un lavaggio ad olio di verde scurissimo, una passata di trasparente opaco ed un drybrush con Humbrol 81, poi con giallo 154, per evidenziare i rilievi. Lo stesso procedimento verrà poi usato per i vani carrello ed i portelli vari.
Vani carrello.
Quando ho controllato la documentazione non ci volevo credere ! Per una volta che i vani del kit sono ben chiusi, nella realtà sono aperti e passanti senza pareti laterali ! Quindimano alla fresa per svuotare la fusoliera e togliere le pareti sulle ali. Un pezzo di plasticard tondeggiante si installa al centro della fusoliera perché in quel punto il vano carrelli segue la forma del motore so vrastante, poi una serie di rinforzi di vario spessore sono incollate nella semiala inferiore controllando che non intralcino il montaggio della semiala superiore. Questo metodo, che in pratica divide il vano in due parti, con la parte inferiore formata dalla semiala sopra e tutte le centinature che formano una gabbia fissate alla semialainferiore permette di colorare agevolmente il vano, che altrimenti in molto punti sarebbe irraggiungibile; una notevole quantità di cavi e tubature completeranno il vano posteriore. Un procedimento di montaggio simile si usa anche per il vano anteriore con il vantaggio che il pezzo originale ha già la giusta profondità e basterà aggiungere i dettagli. I cerchioni delle ruote sono stati rifatti per adeguarli al tipo montato su questo esemplare. La ruota posteriore è stata ristampata in resina, anche le gambe del carrello sono state dettagliate aggiungendo cavi idraulici, compassi antitorsione fotoincisi, anelli di fissaggio, ecc.
Terminale di scarico.
Tutto la parte interna è stata autocostruita: dalle palette dell' ultimo stadio alla corona del postbruciatore, poi il tubo finale ed i petali col loro sistema di azionamento. La scomposizione “a fette” dello scarico è servita, data la sua profondità, a rendere possibile la colorazione e l' invecchiamento. Montando tutto in fusoliera, la prima sorpresa: il pezzo terminale delle due carenature dette “Marilyn Monroe” non si raccorda alla fusoliera, quindi và carteggiato pesantemente e lucidato (dovrà essere color metallo). A questo punto tutte le linee in rilievo dei pannelli sono sparite, Scartata l' idea di reinciderle data la forma conica del pezzo, le ho rifatte con una lunga e tediosa mascheratura col nastro Tamiya tagliato a fettine da 1 mm spruzzando poi sul colore di base (una miscela di smalto X11 Tamiya con qualche goccia diGun Metal Metalizer e X34 Copper Tamiya), ottenendo uncolore scuro tipo Gun Metal.Un cauto drybrush con nero e marrone Humbrol (smalto su smalto può fare danni) ha evidenziato le pannellature e dato un aspetto “cotto“ al terminale.
Aerofreno posteriore.
Ho separato il pezzo del kit, aggiunto la parte incernierata, poi ho stampato alcune copie in resina, le ho carteggiate fino a dimezzarle e svuotato l' interno grattando con la lama di un cutter; alla fine le centinature in plasticard sono state fissate con la colla cianoacrilica.
Piccoli particolari.
Il designatore all' infrarosso sul muso è fatto con un fanalino della Tron dipinto con blu e rosso trasparenti a smalto Tamiya. Il grosso tubo di pitot è un ago di siringa con la spirale colorata mascherando con una sottile striscia di nastro Tamiya avvolta attorno al tubo. Il trasparente del tettuccio è stato termoformato, poi incollato e stuccato sulla parte precedentemente tagliata dalla fusoliera. Dopo la mascheratura e la verniciatura, la guarnizione è stata ottenuta con una sottile striscia di decal trasparente dipinta. I bracci di sostegno del tettuccio, dei portelloni dell' avionica, sono in filo di rame, tutte le antenne sono in plasticard, le tante luci di posizione sono in plastica trasparente, mentre quelle posteriori sono fanalini Tron dipinti.
Colorazione.
La livrea della Pennsylvania ANG è a mio parere la più elegante mai portata dagli F 102, quindi la scelta è stata facile. Dopo aver visto tantissime foto e confrontato le equivalenze suggerite da varie fonti, ho deciso di fare di testa mia ! In moltissime foto, peraltro corrette nella dominanza dei colori, quindi a mio parere attendibili, il grigio ADC portato da F101- F 102 - F 106 ha una dominante azzurrina ben visibile. Quindi ho fatto una miscela di 1055 Light Ghost Grey, RLM 21 White e 1044 US Sea Blue Flat, tutti Aeromaster, in queste percentuali: 15 gocce di 1055, 15 gocce di bianco, 1 goccia di 1044. Il colore appare troppo chiaro alla prima applicazione, ma dopo i trasparenti e la lucidatura la tonalità mi appare corret ta. Assai più semplice il nero: XF 1 Tamiya con qualche goccia di bianco (poche) per desaturarlo. La principale difficoltà per me è stata ottenere una finitura lucida decente. Dopo vari tentativi infruttuosi ho deciso di lucidare il modello con il compound. Il risultato alla fine pare buono ma penso che non farò più aerei lucidi ! Per finire si opacizza il pannello antiriflesso anteriore e si passa una mano di trasparente satinato sul radom e anteriore. Dopo la posa delle decals, tutte rigorosamente scontornate, si maschera tutto per l ‘ennesima volta e si colorano le zone metalliche delle prese d' aria e dello scarico con il metodo spiegato prima. Visto che il lavaggio ad olio era eccessivoper questo tipo di finitura, tutte le pannellature sono state ripassate a matita. Non tutti gli F 102 sono puliti tipo “nuovo di fabbrica”, come solitamente si dice: io ho trovato molte foto di F 102 scrostati, macchiati, e con vistose alonature attorno ai pannelli, specie al termine della loro carriera. Il mio modello ritrae proprio questo momento: l' aereo ha un aspetto curato ma vissuto. Qualche piccola scrostatura sull' affilato bordo anteriore del parabrezza, tipica di questi aerei, è fatta a pennello con Humbrol 56. Una leggera alonatura attorno alle pennellature è ottenuta con un preciso preshading fatto con un grigio scuro prima della verniciatura, poi qualche alone un po' più marcato e qualche colatura sono fatte a pennello asciutto. L' invecchiamento risulterà così leggero ma visibile, aumentando il realismo del modello.
Basetta.
Al solito il cemento è in plasticard; il catrame usato per sigillare le giunzioni è fatto con lo stucco Mr. Surface Gunze, poi verniciato con Tyre Black 1004 Aeromaster. Missile AIM 4 Hasegawa affinato e dettagliato, carrellino estintore, ceppi e telone in scratch. La scaletta invece è fotoincisa. L' ufficiale è in metallo, lo specialista è un misto Presier/Esci, entrambi colorati con acrilici Valleyo. Il cavo elettrico è in filo di stagno.
Collocazione storica.
L' aereo ritrae l' F 102 A-75-CO matricola 56-1380, aereo dalla lunghissima carriera prima con l' USAF, poi c on l' ANG, terminando poi come drone. Questa fù la pirma serie di F 102 a montare l' ala “case XX”, quindi le luci di posizione sono differenti rispetto alle ultime serie e anche le antenne sono quelle dell' ultima serie perché l' aereo è ritratto nel 1974. Anche la stiva missili è modificata nel comparto centrale per alloggiare un solo missile AIM 26 A/B Falcon, sviluppato per migliorare le scarse capacità dell' AIM 4. I portelloni furono modificati con scassi per alloggiare le alette del missile, notevolmente più grosso. Questo portò alla soppressione dei 12 razzi non guidati alloggiati all' interno dei portelloni, arma peraltro rapidamente dimessa.
Documentazione
Convair F 102 A Delta DaggerSchiffer Pubblication
Detail e scale n. 35F 102
Famous Aircrafts of the world n. 81
Fighter interceptors Osprey
Aerei n. 2/96
Aerei nella storia n. 21
Take Off n. 6 e 10
Varie foto di dettagli scaricate da internet
Conclusioni.
Un lavoro un po' impegnativo, specie per la colorazione che ha richiesto un lungo e noioso lavoro di mascheratura e lucidatura ponendomi molti problemi che, essendo il primo aereo lucido che costruisco, non avevo mai affrontato. A quando un po' di interesse delle case modellistiche per questo periodo? Ringrazio Andrea Paternieri del CASC di Cremona per la documentazione che mi ha permesso il superdettaglio degli interni, Francesco ed Elis
per l'aiuto indispensabile per duplicare i pezzi in resina e per la ricerca su Internet.
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