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Cenni storici.

Insieme a Wellington e Whitley l'Handley Page Hampden costituiva l'ossatura del Bomber Command inglese all'inizio della seconda guerra mondiale e sostenne l'urto bellico fino al 1942. Aereo di progettazione lunga e tormentata, iniziata nel 1932 e terminata nel 1938.Il velivolo tanto rivoluzionario e veloce (400 km orari) nel 1932, finì per essere già obsoleto al momento dell'impiego bellico. Aereo dalle forme strane con la fusoliera di solo 90 cm di sezione frontale, sviluppata in altezza e strozzata dopo le ali in un sottile trave di coda che gli valse il nomignolo di “flyng suitcase” (valigia volante)e quello piu' spassoso di “flying tapdole” (girino volante).,Nonostante i suoi limiti soprattutto di armamento difensivo, l' Hampden servì con onore compiendo anche il primo bombardamento su Berlino prima di essere destinato all'addestramento. L' aereo fu prodotto in 1580 esemplari,quantità non certo trascurabile!

MODELLO.

Ora, se a qualcuno venisse la strana idea di realizzare un Hampden in scala 1/72 non c'e' molta scelta: esiste solo il kit dell' Airfix (riedito solo con nuove decal). Aprendo la scatola troviamo il solito buon vecchio “porcospino” cioè milioni di rivetti alti mezzo metro l' uno! Si inizia lisciando e reincidendo il tutto: saranno necessari dei buoni piani in scala e tanta pazienza! Con il modello smontato bisogna assottigliare i bordi d'uscita alare dall'interno, impennaggi, portelli vari, interno della fusoliera, ecc. Bisogna dire che il modello una volta lisciato e reinciso si presenta bene ed e' corretto nelle forme tranne i terminali alari che vanno squadrati un po', e la carenatura della torretta dorsale da accentuare asportando un po' di materiale dalla fusoliera con carta abrasiva (il profilo corretto è sul foglio di istruzioni dei trasparenti Falcon).

Interni.

Visto che il doppio foglio fotoinciso Airwaves non mi convinceva troppo, ho deciso di autocostruirmi tutti gli interni in plasticard, tondini, filo di rame e sprue filato. La parte più noiosa è realizzare tutte le centinature in fusoliera: occhio alla perpendicolarità di tutti i pezzetti che le compongono. Del foglio fotoinciso ho utilizzato solo il pannello strumenti e la parte inferiore del seggiolino peraltro modificati. Per questo superdettaglio era necessario una vista dettagliata degli interni, cosa facile da trovare per un BF 109, ma per un Hampden le cose si complicano parecchio. Ma grazie ai ragazzi del C.A.S.C. di Cremona problema risolto: ecco un fantastico spaccato superdettagliato dell' aereo !! quello che non ho mai capito e' perché tutto quello che a semifusoliereaperte dici “si vede certamente“ sparisce misteriosamente nel nulla quando monti i trasparenti e chiudi l'aereo ! Mah !! Misteri del modellismo !! Una volta terminati gli interni, si colorano in interior green Aeromaster molto schiarito per contrastare l'ombra che si crea nei piccoli abitacoli in 1/72, poi trasparente lucido, lavaggio ad oliocon marrone nerastro, trasparente opaco Aeromaster e ancora drybrushcon colore molto schiarito (Humbrol) a smalto per fare risaltare i dettagli. Tutti i piccoli particolari: seggiolino, pannello strumenti, cloche, sedili equipaggio,scatole varie, estintori, ecc. sono dipinti a parte e fissati con cianoacrilato. Chiaramente saranno necessarie innumerevoli prove a secco data la quantità di pavimenti e paratie che dovranno stare nella stretta fusoliera.

Stiva bombe.

Anche in questo caso centinature in plasticard sia all'interno della stiva che sulla faccia interna dei portelloni. I due eiettori doppi per le quattro bombe da 250 lbs, sono realizzati in scratch dipinti di chiaro e installati nella stiva, mancano solo i quattro martinetti idraulici fatti con rod e filo di rame e la stiva è finita.

Motori.

Prima di tutto ho svuotato con un fresino le gondole motori per liberarne i cilindri dalla resina (per i motori ho utilizzato quelliin metallo dell'Aeroclub ristampati in resina) poi si realizza la parte posteriore del motore stesso, i condotti di alimentazione dei cilindri in filo di stagno, i bracci del castello motore in rod da 0,5, poi si passa ai flabelli: con un sottile filo di plastica ho creato uno scalino sulla parte posteriore delle gondole su cui si fissano uno ad uno i flabelli ritagliati da un sottile foglio di plasticard di 0,1. Il problema ora e' ottenere una perfetta simmetria degli stessi. Quando tutto e' ben fissato con il cianoacrilato, si carteggiano su di un piano pari per renderli omogenei e senza spigoli (operazione non facile e non riuscita perfettamente).

Ali e fusoliera.

Le ali si montano bene ,non servono grandi stuccature il problema più noioso e' sistemare gli alettoni , nel kit sciaguratamente mobili come nei giocattoli e con relative enormi fessure! Prima di tutto si stucca e si raccorda la sede alare poi con il plasticard si spessora l'alettone fino a che si inserisce perfettamente nella sua sede, poi si realizzano le articolazioni praticando quattro piccoli tagli sull'alettone, si inserisce l'alettone nell'ala e con una matita si riportano le posizioni dei tagli sull'ala; quindi si incollano quattro piccoli rettangolini di plastica che una volta asciutti saranno ribassati e sagomati fino ad inserirsi perfettamente nell'alettone. Le alette di compensazione sono realizzate in plasticard sottile e sagomato. La luce di atterraggio e' composta da due fanaliniper automobiline della Tron e una paretina divisoria in plastica; il trasparente non e' altro che un pezzo di scotch della 3M appena più largo per aderire intorno allo spacco sull'ala le luci di posizione sono pezzi di sprue trasparente forati all'interno e colorati di rosso e di verde poi fissati con cianoacrilato nello spacco fatto in precedenza sull'ala, carteggiati fino a ritrovare il profilo alare e lucidati con il compound. Sulla fusoliera si forano i 2 oblò vicino all'antenna, si asportano le nervature sul trave di coda e si rifanno con profilo di plastica di 0,5x o,5 mm. Anche sul piano di coda si fa lo stesso ma con un profilo molto più sottile. Alcuni pannelli in rilievo sono realizzati con alluminio adesivo, le rivettature sono fatte con una micropunta di0,3 mm.

Carrelli.

Si chiude l'interno delle gondole con plasticard e si assottigliano i portelli aggiungendo le solite nervature, si affinano un po' le gambe principali del carrello, si aggiunge la struttura posteriore in filo di rame di 2 diametri differenti. L' effetto peso sulle ruote si ottiene con il milliput, i cerchioni sono4 dischetti di plasticard di diametri differenti forati con una micropunta, ed i cavetti dei freni sono in filo di rame.

 

Colorazione ed invecchiamento.

Livrea classica per i bombardieri notturni RAF: dark heart e dark green superficisuperiori ,black sulle superfici inferiori. Inizio dando su tutte le superfici superiori il dark heart Aeromaster, poi si creano alcuni schiarimenti all'interno dei pannelli con ilcolore schiarito e molto diluito a bassa pressione ( 1- 1.2 atm ) infine si ripassano le linee dei pannelli sempre con il colore diluito ma stavolta più scuro. Realizzate le mascherine con pellicola Frisket per aerografia (io le disegno direttamente a pennarello sulla pellicola posata sull'aereo, poistacco tutto e le ritaglio con il cutter ) si dipinge il dark green e si esegue lo stesso processo. Dopo un paio di giorni si maschera la parte superiore e si colora con il nero, o meglio il grigio perché io trovo che il nero puro su un modello in scala 1/72 sia troppo scuro, perciò anche se nella ciotolina il colore sembra un grigio scurissimo una volta dato sull'aereo l'effetto e' garantito. Si ripassano anche qui le linee di giuntura con nero puro molto diluito,dopo una mano di traspare ne lucido si mettono le decals che io scontorno sempre per evitare l'effetto silvering. Un' altra mano di trasparente lucido per inglobare le decals poi un lavaggio con colore ad olio nelle pannellature, infine ultima mano di trasparente opaco Aeromastere si passa alla fase finale in cui colature d'olio, striature ed aloni sulla vernice vengono realizzati a “drybrush”. Questo metodo certamente non facile necessita di molta cautela, perché basta un piccolo eccesso di colore sul pennello perché la sfumatura diventi una chiazza nitida sull'aereo già terminato con conseguenze facilmente immaginabili (aarrghh!!). Con un po' (parecchia) di pratica si possono però ottenere effetti difficilmente realizzabili altrimenti, io uso questo sistema anche per i fumi degli scarichi, delle armi, ecc. Anche le gondole motori, verniciate a parte sono trattate allo stesso modo ma con i colori metallici Tamiya per ottenere l'effetto di cottura dei collettori di scarico anteriori e del lungo tubo parafiamma. Rimane da dire che il sistema funziona con smalti Humbrol di tonalità più chiare o più scure della mimetica e nerastri ottenuti miscelando nero opaco e marrone bruciato per tracce di olio, ecc. Molto importante è il pennello: piatto con setole elastiche ma rigide, ed il fondo che deve essere perfettamente opaco (perfetto il trasparente opaco dell' Aeromaster). Ora si fissano i trasparenti, cosa piuttosto difficoltosa per il muso e la gondola ventrale installati prima della verniciatura. Si realizzano i frames con decal trasparenteTauromodelverniciata prima in interior green poi con i colori della mimetica. Le 4 Vickers K sono realizzate con fotoincisioni della Part ed aghi di siringa (20 pezzi ognuna); l'effetto e' bellissimo (quello sul sistema nervoso un po' meno) antennine, fili, tubo di venturi, ecc. completeranno il modello. L'aereo è l' Hampden B1 P 094 / UN /Z del 50° Sqd durante il 1941-42 in Inghilterra. Questo velivolo ha la particolarità di avere il bianco ed il giallo delle coccarde di nazionalità in fusoliera e sulle derive parzialmente oscurate con il medium grey per essere meno visibili nelle missioni notturne.

Diorama.

Terreno realizzato con Das e polvere di pomice della Tauromodel, erbetta per modellismo ferroviario, cespugli fatti con flocage sempre per modellismo ferroviario, marciapiede e pista in plasticard inciso, bidoni e casse in resina, scaletta in sprue filato. Il trattore di pista David Brown e' della Matador Models con molte migliorie ed affinamenti vari. I carrelli portabombe sono completamente in scratch (più di 70 pezzi ognuno), le ruote sono copiate in resina così come le bombe: se ne realizza una come master e si copiano in resina le altre. Insomma 5 mesi di duro lavoro per questo strano ma affascinante bombardiere inglese.

Documentazione.

Doc profile n° 58

Aerei maggio 1987

Scale Aircraft Modelling 11/ 1993

Scale Aircraft Modeller (profili)

libro sui bombardieri inglesi – spaccato e storia
(gentilmente fornito dagli amici del C.A.S.C di Cremona)

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

ALEKS MICHELOTTI: Banana Soldier

MOSTRE: PADOVA 2011

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