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Cenni storici.

Il P-40 “Warhawh” (Falco da guerra) noto anche come “Kittyhawk“, “Tomahawk“ e “Hawk“ secondo le versioni e i paesi utilizzatori, è generalmente conosciuto come un caccia mediocre, anche se i numeri sembrano smentire questa teoria: quasi 17000 velivoli furono prodotti dalla Curtiss-Wright e esportati in molti paesi: Inghilterra, Francia, Russia, Cina, Australia e Nuova Zelanda utilizzarono con soddisfazione l' aereo, oltre naturalmente all' US Army che sopportò l' urto iniziale dei giapponesi, anche a prezzo di gravi perdite. Il caccia Curtiss sidimostròideale nei climi estremi: Africa, Sud Est Asiatico, Cina, IsoleAleutine, dove le condizioni erano più difficili e le attrezzature di fortuna non garantivano una manutenzione ineccepibile, la proverbiale robustezza del P-40 risultò preziosa. Pochi aerei da caccia possono vantare di aver combattuto in tutto il mondo, il caccia Curtiss è tra questi. Aereo stabile nel tiro, ben armato, robusto e veloce in picchiata, pur difettando in maneggevolezza e velocità pura, divenne una vera leggenda, specie nelle mani dei volontari dell' A.V.G., le famose Tigri Volanti.

La Conversione.

I P-40 K della prima serie, ancora con la fusoliera corta, si differenziavano dalla serie E principalmente per la parte fissa della deriva, ingrandita e raccordata con una pinna alla fusoliera per risolvere i problemi di instabilità longitudinale, apparsi con l' incremento di velocità ottenuta col nuovo motore Allison V-1710-73 da 1325 HP. Gli scarichi diventarono del tipo “fishtail” (coda di pesce) comuni poi a tutti gli altri modelli futuri. La parte fissa della deriva è stata autocostruita in plasticard, aggiungendo anche i meccanismi di rotazione del timone. Faccio notare che molti profili, sbagliando, disegnano solo una pinna di raccordo alla parte fissa standard della deriva, mentre osservando con attenzione le foto e alcuni profili più recenti, si nota benissimo come tutta la parte fissa della deriva sia stata ingrandita. Visto che gli scarichi forniti dai kit Academy erano insoddisfacenti, sono partito dagli scarichi in resina del ME 410 Eduard; li ho sagomati con una lima, poi ne ho ricavato un master per ristamparne una piccola serie; in seguito ogni singolo scarico è stato staccato e incollato su una piccola striscia di plasticard da 0,3, tagliata a misura per entrare nell' apposito scasso in fusoliera.

Interni.

Gli interni del P-40 K sono leggermente diversi, quindi con l' aiuto di alcune buone foto trovate in Internet ho autocostruito pareti laterali e pavimento, utilizzando solo il seggiolino e il cruscotto del setfotoinciso Eduard per il P40 E, usando anche le ottime cinturedella stessa marca. Tutto è stato dipinto con Gunze H56 contrastato con lavaggi ad olio e lumeggiato con smalti Humbrol matt 81,159 e giallo 154. Tutti i piccoli particolari sono dipinti come sempre con gli acrilici Valleyo. Per quanto riguarda i trasparenti, visto che quello termoformato fornito nel set CMK non mi soddisfaceva, e dovendo modificare il parabrezza per adattarlo alla versione K, ne ho ricavato un master per termoformarne uno nuovo con l' ottimo acetato Vivak da poco in commercio.

Ali e vani armi.

Volendo riprodurre l' aereo durante il riarmo e la manutenzione delle armi alari, per prima cosa ho assottigliato l' interno delle ali per creare lo spazio per ospitare il vano armi e quelli delle munizioni. Tutti i vani sono in scratch tranne le mitragliatrici che provengono dal set Aires, solo le superfici mobili dei piani di coda e del timone sono state riposizionate, visto che i portelli aperti sulle ali movimentano già il modello.

Carrelli e vani.

Il cielo dei vani carrello è in fotoincisione con qualche cavetto in stagno, mentre le bandelle di protezione in tela che ricoprivano le pareti dei vani sono riprodotte con strisce di alluminio adesivo. Le gambe dei carrelli hanno ricevuto i cavi dei freni in filo di stagno, mentre il sistema di rotazione delle gambe è rifatto in plasticard. I compassi antitorsione sono sagomati con una lima e migliorati con piccoli pezzi di plastica, non sono stati sostituiti con parti fotoincise in quanto massicci anche nella realtà. Le ruote in resina provengono dal set True Detail, una meticolosa colorazione completerà questo passaggio.

Colorazione.

La versione scelta è tratta dal libro Planes & Pilots dedicato al P-40 della Histoire & Collections. L'aereo è quello pilotato dal tenente R. Jhonson “JAY“ Overcash asso del 64° fighter squadron (Black Scorpions) sulla base di Hani Main in Tunisia, nel 1943. La colorazione è in Desert Pink (sand ana 616) e Azure Blue. Il colore delle superfici inferiori è controverso: alcune fonti riportano anche il Neutral Grey 43, visto che la mia documentazione in prevalenza parlava di Azure Blue, ho scelto questo colore. La colorazione inizia come al solito con una mano di grigio chiaro acrilico Tamiya di fondo, seguita da un “Preshading “. Poi si colorano le superfici inferiori in Azure Blue ottenuto con una miscela di 50 e 50 di Azure 1116 e Mediterranean Blue 1121 Aeromaster; la miscela è servita a smorzare il tono troppo acceso e violaceo del colore puro. Le pannellature sono state rimarcate con un azzurro più scuro e molto diluito. Ottenere un Desert Pink come volevo non è stato facile: il colore 1052 Aeromaster era troppo “carico“ per la scala 1/72, e aggiungendo del bianco virava rapidamente al rosa confetto! Dopo molte prove la “ricetta“ è stata: 100 gocce Desert Pink, 40 Middlestone, 40 Bianco, 5 US Yellow, 2 Mediterranean Blue. La versione scelta non esiste in scala 1/72: per realizzarla è stato prezioso l' aiuto degli amici del club Lilliput di Aosta in particolare ringrazio Pier Francesco Grizi che ha realizzato le mascherature per il bianco con un plotter da taglio per grafica estampato le decal delle parti neredegli scorpioni, del teschio e dei numeri. Per prima cosa si applicano le mascherature, poi si spruzza il bianco, e dopo una mano di trasparente lucido si posano le decals: le insegne non specifiche provengono da vari fogli Superscale e Aeromaster, da notare l' insolita applicazione “all' inglese” delle coccarde di nazionalità su 6 posizioni e il “Fin Flash“ inglese sulla deriva. Una seconda mano di trasparente lucido sigillerà le decals. Le tracce dei fumi di scaricoe delle armi sono fatte adaerografo con una miscela di nero e marrone Gunze diluiti al 90° e spruzzati a 0,4 bar, all' interno dei fumi di scarico si traccia una zona più chiara per simulare l'olio bruciato. Ora si stendono alcune mani leggere di Flat Clear 1003 Aeromaster. Passiamo adesso alla fase finale dell' invecchiamento: con miscele molto diluite (70-80%) più chiare e più scure della tinta di base, si creano aloni e si rimarcano le linee delle pannellature in modo da ridare ”profondità“ al modello, appiattito dalle varie mani di trasparenti. Le scrostature sono dipinte con grigio scuro Humbrol matt 67, in modo tale da contrastare con il colore chiaro del modello. Alcune colature dai serbatoi di benzina e da vari portelli terminano il lungo lavoro di invecchiamento. Il montaggio di carrelli, elica, capottina scorrevole, portelli, mirini fotoincisi e dei bracci dell' attacco ventrale oltre alle due lunghe antenne in sprue stirato che collegano la deriva alle estremità alari completano il modello.

Basetta.

Tutta la scena è finalizzata al riarmo delP-40K: le casse di munizioni sono disposte attorno all' aereo e un tavolo da lavoro di fortuna è ricavato da due taniche di benzina e alcune assi, i figurini interagiscono nella scena in modo realistico mentre la particolare vegetazione con bassicespugli è tratta da alcune foto d' epoca.

Considerazioni finali.

Questa particolare versione del P-40, di cui furono costruiti solamente 800 esemplari derivandoli dalle fusoliere della versione precedente è una tra le più particolari e meno note del famoso caccia Curtiss. La conversione è facile, la colorazione particolare richiede un certo studio per un buon risultato finale; ho sperimentato un nuovo metodo per realizzare insegne speciali; insomma mi sono veramente divertito !

Documentazione.

CURTISS P-40 PLANES &PILOTS,

DETAILS & SCALE VOL . 62

P-40 IN ACTION,

WALK AROUND P-40,

FLIGHT JOURNAL SPECIAL P-40,

CURTISS P-40 VOL. 2

WJDAWNICTWO MILITARIA N.122,

P-40 LE TIGRI DEL CIELO DELTA EDITRICE,

varie foto scaricate da Internet

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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